tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.

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Tengo il buono

Ricordo certe cose come se fossero le più belle in assoluto, quelle che per un secondo ti fanno stare bene solo a ripensarci e pensi che nulla ti fará mai stare così

Ma è solo un breve secondo prima che tutto si trasforma in un pugno allo stomaco

Perchè a ripensarci lo erano anche allora, ma erano pugni al cuore

e il fatto che siano riusciti a rianimarlo e a farlo uscire dal cubo di ghiaccio,

non è detto che sia una buona cosa.

Mi hanno lasciato così, vulnerabile

e non è detto che sia una buona cosa

Giorno per giorno

Cosí si è conclusa la serata di ieri. Con questa frase. Mentre si sentiva ancora il profumo piccante delle fajitas messicane e il fumo della canna si mescolava al sapore del vino.

Tre parole che hanno avuto piú effetto di un’intera chiacchierata. Dette dalla persona giusta, l’amico giusto, nel modo giusto e al momento giusto. 

Tre parole da tenere a mente. L’unico modo per vivere i giorni che verranno senza farsi prendere dall’ansia.

Un bicchiere di vino a pranzo fa bene alla salute

quando diventano tre o quattro, cinque o sei bicchieri fanno bene alla vita, ai sorrisi, alle parole facili

per sopportare un’insopportabile bellissima domenica di sole

anche se io odio il sole

e odio la domenica.

La domenica in famiglia,

che non è piú tanto una famiglia,

ma di sorrisi d’amore a volontà ce ne sono ancora a volontà.