Altrove

Quando le cose ti travolgono vien voglia di andare altrove, magari anche solo con la mente.

Banalmente abbiamo paura di non essere in grado di saper stare al mondo e molto semplicemente crediamo di non meritarci nulla.

Anche se cerchiamo sempre di tenerci il buono.

Le cose accadono, vengono come viene e poi alla fine non si sa chi viene.

Per ora chi è arrivato è il ciclo, stamattina.

Nel dubbio

Quante volte mettiamo in discussione qualcosa!? E quando capita, perchè lo facciamo? Ma soprattutto, come mai capita così di frequente?

Non so se sia dovuto dalla poca sicurezza, e quindi dalla voglia di certezze, o dall’irrefrenabile bisogno di scoprire sempre un pezzo in più.

Sono due cose completamente differenti, e pensarle contemporaneamente formano un perfetto controsenso. Come lo sono io, dopotutto.

Da una parte c’è quel desiderio di stabilità e dall’altro il moto continuo di non fermarsi mai a nulla.

Mi ritrovo spesso in bilico, ma potrei definirlo anche come un bivio. Non so quale sia il segreto, rimane dentro di me un po’ di magia ma allo stesso tempo il dubbio dell’entusiasmo.

Voglio le cose difficili, non mi piacciono le cose facili. Sono una trottola che non si ferma mai pur di ottenerle; ci sono volte in cui mi sento instancabile e non sopporto la presa dell’inutile staticità. Eppure ogni tanto vorrei sdraiarmi a terra, respirare il freddo della terra sulla pelle nuda e abbandonarmi alle coccole del vento. Senza muovermi, restando ferma per stringere prepotentemente il mio sogno d’amore.

Ci siamo

Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei mettermi a piangere e piangere tantissimo.

Ma non sono capace.

Ho iniziato a camminare con la musica nelle orecchie, mentre il cielo incerto non sapeva se far scendere le prime gocce di pioggia. Mi sono accorta di non aver scelto il momento migliore, il centro città era un formicaio di persone. Ma ero talmente persa in me stessa che non c’era nessuno in realtà.

Accadono cose che mi propongo tutto e niente; mi mettono di fronte a tutte le carte, scoperte, che devo giocarmi.

Realizzo tutto e mi ritrovo a vagare dentro un vortice incessante, per cui non posso fermarmi, di entusiasmo e irrequietezze.

Vorrei piangere per buttare vie le insicurezze che sembrano voler tornare a tormentarmi ogni volta, quando non ho più bisogno di aver paura. Vorrei lasciarmi andare e abbracciare me stessa per rassicurarmi. Ci siamo.

Che cosa ci resta

O tutto o niente, è un pensiero ricorrente. Ridondante, verrebbe anche da dire, per la frequenza con cui si ripresenta.

O tutto, quando non si riesce a trovare un’ora per dormire e ci si deve dividere in due. A volte anche in tre pezzi. Per riuscire a farci stare tutto.

O niente, quando la noia e il tempo libero lasciano troppo spazio ai pensieri negativi e malinconici.

In un momento in cui c’è tutto, quasi da essere troppo, ho paura che possa svanire. Non vorrei più fermarmi, non voglio che si fermi tutto per lasciarmi il niente.

Voglio il tutto, o niente per cui annoiarmi.

A spintoni

A spallate tra la folla fin dal mattino, in quei momenti frenetici in cui si corre il rischio di perdere due minuti di puntualità. A spintoni come a un concerto rock, dove si fa partire il pogo perchè è più bello così; con la differenza che ogni persona che corre verso la metro ascolta la propria musica o balla sui propri pensieri.

Purtroppo non capita tutti i giorni che la destinazione sia la felicità, anche fugace di un momento, ma solo il posto alla scrivania.

Perchè a spintoni non puoi prenderla la tua vita. Non puoi tirar spallate agli eventi, non puoi scavalcare le persone. Alcuni lo fanno, ma non è il tuo caso. Perché non puoi, la strada è fatta di difficoltà che richiedono abilità e impegno. Sai che devi lavorare sodo per raggiungere un obiettivo. Mentre gli altri si prendono a calci sui denti per farsi degli amici utili, perchè loro possono solo così.

Ti fai i cazzi tuoi, sorridi ma hai paura. È come se ci fossi già passata; in modo diverso ma sai come funziona. Se non ci metti tutta te stessa perdi già in partenza ma nonostante questo potresti perdere comunque.

Hai l’ansia e la paura che si hanno ai primi appuntamenti con una persona importante; vuoi far bella figura e finisci per trattenerti, rischiando di far ombra sulla bellezza di te stessa.

Sto corteggiando il mio futuro, ogni momento penso a come potrei esserne all’altezza. A volte mi accorgo che sono bloccata, mi chiedo perchè non riesco a dare mille come in situazioni senza pressioni.

Passatemi una canna e rilassiamoci. Forse c’è bisogno di perdere un attimo il controllo per dar tutte le emozioni.

Non avevo tutta questa fretta di crescere

Mi sono persa negli occhi di un bambino, abbassando il volume della musica per ascoltare le sue risate che mi isolavano dal solito casino della metro.

Capita spesso, soprattutto quando sono triste senza motivo. Mi lascio intenerire da quella semplice dolcezza, in preda alla malinconia.

Senza motivo. Forse proprio per colpa di quella tristezza immotivata mi ritrovo in un bambino. In fondo, sono capricci.

Io dovrei però comportarmi da persona adulta.

Forse starò bene

A volte succedono cose, così dal nulla.

In modo beffardo si fanno spazio dopo un periodo nero, in cui sembrava di aver perso le speranza e si correva il rischio di cadere nella tristezza.

Nel loro essere inaspettate, ovviamente, portano tante aspettative condite con tanta paura. Quella paura buona, però, di chi vuole farcela a tutti i costi.

Così non ci dormi la notte, ascolti canzoni, balli per strada mentre vai al lavoro, sorridi così nel nulla. E aspetti.

Conti le ore, i giorni. Aspetti con ansia quella data in cui qualcosa succederà. Potrebbe essere l’imprevisto che farà la svolta, oppure la realtà crudele senza sogni ti riporterà con i piedi per terra.

Io ci credo però. Cazzo se ci credo.

Repetita Iuvant

Non sono fatta per essere una delle tante.

E non lo sarò mai.

Non mi piace dire che scappo dopo essermi ritrovata casualmente sempre nelle situazioni sbagliate. Preferisco ammettere che mi dileguo piano piano, non appena mi rendo conto del rischio a cui vado incontro. Non importa se qualcuno lo prenderà come egoismo personale, a me piace pensarlo piú come un istinto di autoconservazione emotiva. Qualcuno ha detto che così correrei il rischio di sopravvivere, invece che vivere. Non è del tutto sbagliato ma neanche completamente vero. Si dovrebbe vivere ogni cosa nel migliore dei modi, in modo da sentirsi speciali. E da stare bene. Sempre.

Tengo il buono

Quando per tanto tempo hai avuto modo di scoprire cosa sia davvero la sofferenza; quando sai cosa significa sprofondare nella tristezza e con tutte le tue forze hai saputo stamparti un allegro sorriso sulle labbra; allora puoi farcela.

Scopri che ciò che conta è tenere il buono, tirar fuori le cose belle e conservare solo queste.

Certo, come ogni rosa ha le sue spine, spesso capita di ricadere nella malinconia e in quello stato d’animo che ti fa vivere ciò che accade con tristezza.

Però, a ogni piccola delusione che le persone riescono ancora a darti o ai tentativi andati male o alla voglia di amore, sai come guardare te stessa a testa alta.

Ce l’ho fatta

È da un po’ di tempo che è tutto diverso. Erano gli ultimi giorni del vecchio anno quando le sensazioni sono cambiate per poi svanire, hanno lasciato posto a un sorriso fuori da te.

Fino a quel momento ero aggrappata, non volevo lasciar la presa, ero costantemente proiettata a quel pensiero e tu mi riportavi sempre a quel vicolo cieco. Fino al momento in cui non ho provato più niente. Ero venuta e aprendo gli occhi, ho realizzato nel momento di un orgasmo che c’ero solo io, lí con me stessa. Come lo era da tanto tempo, ma non l’avevo mai sentito così forte e chiaro.

Ho cancellato tutto. Incredibile. Custodivo, fino a poco tempo fa, ogni ricordo in modo maniacale. Ora non più.

È bellissimo ora. Sto bene.

Altrove

Avete presente quando vi ritrovate al bivio di una strada chiusa, fareste inversione e cambiereste direzione ma il navigatore sembra non volersi dar pace e vi porterebbe sempre su quella via?

Chissà cosa c’è poi su quella strada, se davvero fosse percorribile. Ma è chiusa, quindi perché continuare a inciampare su quella via ogni volta che si prende una nuova direzione?

Ci sono volte in cui cambiamo percorso, preferiremmo addirittura smarrirci per ritrovarci, o semplicemente prendere un’altra strada, ma per qualche motivo ci ritroviamo a quel bivio come se qualcuno ci stesse costringendo a incontrarlo di nuovo, ogni volta. E ogni volta che usciamo da quel tracciato, sembra andarci male, come se non ci meritassimo un’alternativa e la meta comunque non la troviamo, che per noi diventa quindi irraggiungibile.

Dovremmo imparare a volare.

Sono uscita (pensieri sospesi)

Sgattaiolando fuori dalla mia copertina di Linus, sbirciando il cielo blu della sera, mi sono messa lo smalto e una gonna di pelle. Mi sono dimenticata tutte le scuse e la voglia di rintanarmi, per ricordarmi di lasciare a casa solo i pensieri che poi a proteggermi ci avrebbe pensato il mio maglione. Una corazza da cui mi sono spogliata poco dopo, rimpiazzata dal whiskey per rimanere in balia, sospesa su un paio di labbra.

Ci vuole poco, magari non così poco, ma è una virgola, una scappatoia, fra me e la malinconia.

Messaafuoco

C’è sempre un’alternativa.

Ma può esserci un’alternativa

a una persona?

Siamo onesti, qual’è la nostra verità? Cos’è che ci tiene lì, che non ci fa cambiare prospettiva e sembra non esistere altro desiderio per noi?

Non riusciamo a guardare nessuno negli occhi senza la fervida convinzione che, dannazione, non sia la stessa persona. Non è la stessa cosa.

Non riusciamo a tenere una conversazione senza pensare, che cavolo, quella persona direbbe esattamente il contrario.

E cosa succede poi quando quella persona è, in realtà, distante? Quando c’è così tanto spazio fra di voi, che siete passati dall’essere tutto a non parlare neanche più la stessa lingua? Dov’è finito il suo interesse, che diavolo è successo a quella lusingante intesa? Cosa succede quando anche i suoi occhi su di voi sono diversi?

Succede che fate il miglior sesso di sempre, che ti prende per la gola e ti lascia una scarica elettrica.

Oppure, era solo il nostro addio.

Stanotte ti ho sognato

Ci sono periodi in cui non sogniamo, o meglio non ne abbiamo ricordo, come se non ne avessimo. Di sogni.

Fino a quando, un mattino ti svegli con un sorriso e il ricordo di qualcosa di bello. Finalmente la notte ha portato con se un sogno, e fortunatamente è pure bello.

La dolcezza di un bel pensiero ti culla al risveglio, non è reale ma ti scalda il cuore.

Un solo sogno può far riaffiorare la bellezza di una persona, che lascia un velo di gentilezza e un’allegra malinconia con una sorpresa consapevolezza di non essersene dimenticata.

Nonostante la lontananza, l’oceano Atlantico e gli abbracci sospesi trattenendo il respiro.

Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

Pamela Anderson

Non è un dato di fatto, ma non è neanche poi così tanto una casualità visto che accade spesso.

Quando sono in periodo di siccità, cioè quando non ho un uomo… vabbè mi spiego meglio. Quando non scopo da tanto tempo, quasi due mesi in questo caso,

le mie tette diventano enormi.

Sembra assurdo detto da me, che di tette non ne ho mai avute. Infatti, si gonfiano solo un pochino tanto, cioè si fanno sentire e si vedono. Io che non sono abituata, quando si gonfiano così mi sembrano giganti. Le percepisco in ogni movimento, diventano palpabili, e riempiono la prima taglia di reggiseno.

Vabbè non è la prima volta che capita, succede in cambi di stagione quando manca una settimana al mar rosso. Però è strana come coincidenza, succede sempre quando le posso guardare solo io. Mi accontento, toccarmi le tette manco fossi Pamela Anderson che se le strizza uscendo dal mare è divertente.

Marameo

Ogni bacio è una carezza sul cuore, e quando mi accarezzi la pelle è un bacio su tutto il corpo. 

Lasci brividi di piacere lungo tutta la mia schiena, nessuno com te. E in te mi perdo, affondo il mio viso, il mio corpo e i miei sorrisi tra le tue braccia… E seguo il tuo profumo, per baciarti sul collo e disegnare baffi con la lingua. Ci perdiamo, insieme perdiamoci.

Vorrei scrivere altre mille banalità perchè sono così semplice quando penso a te.

Dopo tutto questo tempo sei sempre tu.