Sgualciture

Nei miei sogni mi abbracci da dietro senza chiedermi nulla in dietro come quando ci parlavamo dentro lunghi silenzi, quelli che ora non riesco a riempire per non pensarti.

Poi ho ignorato la sveglia cinque volte cercando di rimanere sospesa su quel sogno

Poi mi sono dovuta alzare per forza!

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Trainspotting

Ogni mattina e ogni sera prendo il treno. Ogni volta a orari diversi. Eppure le persone che affollano le carrozze sono sempre uguali, a volte sono proprio le stesse.

Li guardo e vedo la stanchezza, la tristezza, la gioia che si portano con se all’inizio o alla fine di una giornata. Li osservo e ho paura. Che poi non è una vera e propria paura; è un misto di ansia, nostalgia e irrequietezza.

Li vedo correre dietro alle loro vite, e vorticosamente mi ci ritrovo in mezzo. Ci sono anche io, quel treno l’ho preso e ci sono salita su al volo. Chissà loro dove stanno andando, da dove provengono. Io credo di sapere, o almeno conosco la mia routine giornaliera, ma in realtà cosa mi aspetta oltre non lo so proprio.

Fisso questi pendolari e riesco solo a pensare se anche io prima o poi saró come loro, i personaggi di cui ho inventato storie nella mia testa giusto per farmi un’idea. Eccola che arriva quindi la paura, di non riuscire a rimanere per sempre diversa da loro. Perchè è questo lo status che mi sono sempre sentita di ricoprire… e per cui inizio a provare nostalgia e paura: essere diversa. Tra donne e uomini che corrono al lavoro e poi a casa per cenare con la famiglia e guardare Striscia la Notizia prima del Grand Fratello (quanto lo odio), ci sono io che non vado o torno dall’ufficio ma dalla lezione di danza o dalle prove al Teatro Alla Scala. Quella con lo chignon tirato e lo zaino pieno di scarpette e body, che non torna mai a casa alla stessa ora, o che non ci torna proprio.

C’è peró un filo di gelosia e curiosità verso quella che sembra essere la vita degli adulti. O semplicemente è la consapevolezza di non essere poi cosí lontana dall’essere come loro, perchè tra poco toccherà anche a me (?).

Vedremo.

leitmotiv

gira che ti rigira
ci si gira sempre attorno
ritrovandosi in mezzo al solito girotondo.

e quando casca il mondo?
quando cascherà di nuovo!
siamo seri, quante volte caschiamo e quante ancora ricascheremo.

si gira intorno,
con la mano destra tesa ad afferrare i propri obbiettivi,
mentre la sinistra non riesce a lasciar la presa della paura.

ci si gira attorno,
ciò che ci sta di fronte cambia continuamente
occhi complici o sguardi nemici.

quante volte ci capita.

Non vorrei altra vita che la mia

È come se i pezzi di un puzzle fossero finalmente al loro giusto posto e stiano per formare un paesaggio bellissimo. Il paesaggio piú bello.

Dopo 23 anni in cui tutto sembrava andare nel verso sbagliato, finalmente qualcosa di bello sta accadendo anche a me. Io che ho sempre pensato di essere una sfigata. Mentre ora, per la prima volta, mi sento davvero protagonista della mia vita. Ho quasi paura di dirlo ad alta voce, anche se vorrei urlarlo al mondo.

Ma non una paura da film horror, al massimo un’ansia bellissima. Niente false speranze o previsioni sbagliate. Tutto sta accadendo veramente.

E io credo di essere pronta, lo sento. Sento di poter vivere fino in fondo tutto ció che mi aspetta, nel modo piú sereno possibile.

Sembra quasi che la felicità, infondo, esista.

pensieri vecchi come fantasmi

Uno mio amico ha detto a una ragazza che prova qualcosa per lei… E lei le ha detto che non è il momento giusto… 

Lui m ha scritto: piú ci penso, piú capisco che forse era meglio se me ne stavo zitto… Ma ero quasi sicuro di avere un’opportunità.

Io gli ho risposto: t saresti tenuto dentro un groppone. Come ora t dici e se fossi stato zitto e se fossi stato zitto, avresti continuato a dirti e se le avessi parlato e se le avessi parlato

E mi sono ricordata quella lettera.

Dopo tutto questo tempo non ho fatto altro che ripetermi… E se non gliel’avessi mai scritta, se non gli avessi mai detto nulla, se non avessi provato nulla, se me ne fossi stata zitta…..

Magari poi ci saremmo allontanati comunque, chi lo sa. Ad ogni modo sono io quella che sente la sua mancanza.

Pizza con le patatine fritte

Trascinandosi….

Ci sarà mai un limite? Si crollerà mai veramente prima o poi? O si continuerà ad arrivare a fine giornata reggendosi a malapena in piedi? Ma ne varrà la pena o è uno spreco di energie a vuoto? Se non fosse cosí peró sarebbe una noia… Io che ho il problema di essere iperattiva! 

Vabbè, a casa mi aspetta la pizza per cena….. (Ora stimata di arrivo: 23.15)

Nota

Stavo parlando con un amico, un grande amico. L’argomento ero io che non so accettare commenti positivi sul mio conto. L’origine di questo mio non apprezzare i complimenti lo associava alle mie delusioni d’amore. Quindi pensavo.

Il problema non è l’amore.

L’amore non mi ha deluso.

Sono io che ho deluso me stessa.

Nessuno lo capirà mai, nessuno potrà aiutarmi. Tutti si incapacitano di capire questa cosa che mi porto dietro. Nessuno l’accetta, nessuno vede quanto sia pesante questa delusione che mi porto dentro. Nessuno, tranne io.

Io sono la persona da cui mi devo salvare. Per ora sono sempre riuscita a salvare gli altri da me stessa. Ma non sono ancora riuscita a salvare me.

Moonlight drive – The Doors

Volerci essere, ma allo stesso tempo essere altrove.

Voler ricominciare, ma sentire il desiderio di rimanere aggrappata a quello che è stato.

Voler raccontare tutto, ma tenersi tutto dentro perchè è troppo bello per essere descritto a parole.

Volerci provare, ma non fare niente.

Voler sapere già come andrà, ma l’idea fa venire il nervoso.

Volere, potere, dovere……

Non c’è quel bisogno di scappare, è piú un desiderio di rimettersi a posto ma con il timore di non trovarsi piú bene o di non farcela o di rimanere indietro o di perdersi!

Perdersi per poi ritrovarsi,

non so ancora dove mi ritroveró,

magari mi troveró bene.

I sogni son desideri…….

Una delle cose in cui di sicuro sono brava è quella di crearmi dei sogni, di pormi degli obbiettivi da raggiungere.

Ma non so ancora se sono altrettanto brava a realizzarli poi…….

Ho sempre avuto l’abitudine di scrivere in elenco tutte le cose che voglio fare prima di morire. Niente di molto innovativo insomma…

Alcune cose sono decisamente delle sciocchezze, anonime e banali. Cose comuni, che non dicono nulla di me. Altri sogni invece sono quasi improponibili, grandiosi ma inconsistenti; che, sia se li si realizza o no, poco ti cambieranno la vita. Come andare a fare kayak nel Gran Canyon (sgamata, sono una grande fan di Into The Wild).

-Sposarmi

-Avere un figlio

Ora come ora, -sposarmi- non lo considererei uno dei miei obbiettivi principali. Credo nel grande amore, certamente. Ma il matrimonio non lo reputo indispensabile.

E avere un figlio? No, almeno due o tre; Giorgio, Ginevra, Vittoria, Davide…….

Potrei aprire un business! Vendere sogni e obbiettivi in quantità industriali.

Ho fantasia e immaginazione da vendere, e fin da quando è mondo sono la persona piú ambiziosa che io conosca.

Avevo tre anni quando dissi a mia mamma che da grande avrei fatto la ballerina di danza classica, ed è ancora il piú grande sogno che ho. Non riusciró mai ad abbandonarlo, è sempre stato l’obbiettivo numero uno. Quello che dà senso alla mia vita.

Ma la vita non è un film, e non è una favola. Con il passare degli anni mi sono abituata e ci ho preso gusto a crearmi dei nuovi sogni, a scoprire quali siano davvero i miei desideri piú intimi.

Non so se ne realizzeró mai uno, non ho la bacchetta magica e non ho intenzione di comprarli.

Posso dire per certo di provare da qualche tempo una strana sensazione, una bellissima sensazione.

Sono sulla strada giusta………….. Forse.