Marameo

Ogni bacio è una carezza sul cuore, e quando mi accarezzi la pelle è un bacio su tutto il corpo. 

Lasci brividi di piacere lungo tutta la mia schiena, nessuno com te. E in te mi perdo, affondo il mio viso, il mio corpo e i miei sorrisi tra le tue braccia… E seguo il tuo profumo, per baciarti sul collo e disegnare baffi con la lingua. Ci perdiamo, insieme perdiamoci.

Vorrei scrivere altre mille banalità perchè sono così semplice quando penso a te.

Dopo tutto questo tempo sei sempre tu.

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Tengo il buono

Ricordo certe cose come se fossero le più belle in assoluto, quelle che per un secondo ti fanno stare bene solo a ripensarci e pensi che nulla ti fará mai stare così

Ma è solo un breve secondo prima che tutto si trasforma in un pugno allo stomaco

Perchè a ripensarci lo erano anche allora, ma erano pugni al cuore 

e il fatto che siano riusciti a rianimarlo e a farlo uscire dal cubo di ghiaccio,

non è detto che sia una buona cosa.

Ti hanno lasciato così, vulnerabile

e non è detto che sia una buona cosa

Quindi…? (forse la fine, forse non riesco a dirlo ma è la fine, forse)

Sei felice cosí, senza neanche un addio. Senza l’ultimo limone, carezza, tenerezza, una sigaretta. Peccato peccato….

e si vive questo momento senza capire, un pó alla cieca, ma provando tantissimi sentimenti diversi… 

La prima settimana è quella dello spaesamento, in cui non realizzi che lo stai capendo. Forse cerchi di credere che non ci sia nulla di diverso o sbagliato, ti convinci che sia tutto normale.

La seconda settimane è caratterizzata dalla fase della tristezza, in cui dopo tanto tempo, piangi. Piangi veramente, piangi tantissimo. Perchè fa male. È il momento in cui realizzi e non te ne capaciti, così piangi. Sei vulnerabile. Ti sei lasciata andare con fatica per provare qualcosa, per innamorarti, ti eri tolta la corazza, ti eri sciolta, ti eri liberata dal cubo di ghiaccio… e ora non hai uno scudo che ti protegga. Piangi. (The Dream Synopsis – The Last Shadow Pupets)

Inizia così la terza settimana. Di conseguenza viene la fase dell’allegria iperattiva nevrotica che prende il posto della tristezza assurda. Perchè fa davvero male. Infatti non ti capaciti del tuo buonumore malinconico, e aspetti il momento in cui crollerai. Ma non ci devi pensare, non vuoi lasciargli tempo di venirti in testa, cosí cerchi di fregartene, ti circondi degli amici e ti sfoghi in allegria. (Senza – Thegiornalisti)

Durante la quarta settimana viene l’incazzatura, quella cattiva. Tra un groppo in gola e una risata gustosa, provi un sentimento di dolore espresso attraverso la rabbia. Perchè fa davvero male, se per un istante involontariamente ci pensi. Non trovi un motivo nè una ragione e sei ancora di più incazzata. (Io ti maledico – Levante)

Sta finendo anche questa, cosa devo aspettarmi? Cosa proverò? Come andrà nelle prossime settimane?

Ora il giorno vola, ho i postumi dell’altra sera. Sarà vero questa storia che mi hai dato buca, spera che non mi abbia già lasciato un buco. Scema per la scena di esserci caduta. Anche se poco è stato troppo. Maledetto maledetto, non te ne frega proprio niente?

Sgualciture

Nei miei sogni mi abbracci da dietro senza chiedermi nulla in dietro come quando ci parlavamo dentro lunghi silenzi, quelli che ora non riesco a riempire per non pensarti.

Poi ho ignorato la sveglia cinque volte cercando di rimanere sospesa su quel sogno

Poi mi sono dovuta alzare per forza!

Spiegamela

E’ possibile imparare ad essere delle persone razionali?
Più di quello che in realtà si è?

Provare qualcosa, cercando di restare impassibili; come se ci si fosse abituati a non dare ascolto alla propria emotività. O meglio, come se ci si fosse abituati a gestirla.

Ma… Se in realtà fosse solo qualcosa di nuovo? Come una sensazione mai provata prima? Magari si rivelerebbe anche qualcosa di bellissimo.

A questo punto, è il caso di non pensarci troppo.

A me va

Le cose vanno, si dice così, bene.
Lo si dice, figuriamoci, senza neanche sapere bene cosa significa.
A volte bene sembra la retta che deve intersecarsi con una circonferenza, pensa un pò te. Se no non lo è più. E’ proprio da quel cerchio che si finisce per credere che benenormale coincidano al centro.
A tutti i costi si cercano sempre dei punti in comune, come delle ancore di salvezza; corriamo ai ripari.
L’insufficienza, ovviamente perenne, in geometria analitica suggerisce che l’equazione fatta per trovare la retta sia sbagliata; lo dice anche il disegno.
Bene non interseca al centro con normale, nè tantomeno ha punti in comune alla circonferenza, non ci sta, è esterna; ha scelto un’altra strada.
Non c’è da giustificarsi però, se va bene, veramente.

Picasso disse…

Vi ricordate la famosa chiacchierata con quella mia amica che tra canne e vino parlavamo di sesso e arte, la sua arte, condividendo il pensiero di Picasso che “il sesso e l’arte sono la stessa cosa!”?!

Benissimo, ecco a voi l’articolo finalmente pubblicato (ufficialmente)

http://www.cristinapalmieriarte.com/item.php?menuId=15&table=homeditorials&itemid=162

Un pezzo di amore (I Wanna Be Yours – Arctic Monkeys)

Vi è mai capitato di provare di avere di nuovo 16 anni, ai tempi dei primi amori felici?

Io ero lì e lo guardavo. Solo dopo un pò mi sono accorta che non riuscivo a smettere.
I miei occhi seguivano la linea del suo naso fino alla bocca, come se le mie dita potessero realmente giocare e colorare quelle labbra già così piene e carnose.
Avrei voluto affondare le dita tra i suoi capelli castani che il sole al tramonto, giocando con il vento, li rendeva più biondi.
Intanto il mio sguardo si perdeva nei suoi occhi azzurri. Occhi come quelli non ne avevo mai visti, e io non ho mai amato gli occhi azzurri.
Sono restata lì, a fissare questo ragazzo, quasi di nascosto ma con gli occhi vogliosi di essere scoperti. E infatti il suo sguardo si perdeva sempre nel mio, rendendosi lui stesso complice di quel toccarsi a distanza.

Ci sfioravamo con le parole e i nostri pensieri giocavano a mescolarsi, mentre il sole lasciava spazio alla luna e il cielo buio si ricopriva di stelle. Si è creata così una certa complicità, perdendo la cognizione del tempo e creando di sicuro un legame inspiegabile.

Rimane solo l’attesa di un nuovo incontro, casuale come è stato questo con la sensazione che non potrà mai esserci niente se non uno scoprirsi a distanza e lasciare che siano solo le parole a spogliarci, con la paura che possa essere sbagliato se ci fosse di più. Ma sapendo che sarebbe bellissimo.

 

The Tallest Man On Earth – Leading Me Now

E’ facile proiettare le proprie illusioni su altre persone, o situazioni, fino a quando queste diventano esse stesse degli abbagli, come un inganno della nostra mente.
Ma perchè? Cosa ci spinge a tanto?

C’è davvero bisogno di vivere brevi momenti in cui ci si allontana dalla realtà per crearsi una proiezione tutta personale, quasi utopica che finisce per alienarci completamente da tutto quello di cui potremmo godere della nostra vita?

Ogni tanto capita di realizzare che si sta commettendo questo errore sempre più spesso, da troppo tempo, dopo che tutto è iniziato quasi senza accorgersene. In ogni caso si persegue fino a quando non si sa più dove sbattere la testa, ci si rintana in quell’illusione di gioia, di godimento e di strani sentimenti positivi (che poi così tanto positivi, in fondo, non sono) senza sapere se si conosce o no il motivo; rimanendo in balia dei propri stessi dubbi; bramando quella libertà che a volte sembra prendere forma nella gabbia che si è costruiti da soli.

Born of the weakness my oys and I. Carry anger forth and back. But we’ll make it somehow. You’ve all what’s mine. And your leading me now. […] Every time we wonder. What we left back in your heart. Could you see we’re dreaming. Though our minds just fall apart.”

(“Alla nostra debolezza io e il mio cavallo. Portiamo avanti e indietro rabbia. Ma, in qualche modo, ce la faremo. Tutto ciò che ho è tuo. E adesso mi stai guidando. […] E ogni volta che ci chiediamo. Che cosa abbiamo lasciato nei tuoi cuori. Non riesci a capire che stiamo solo sognando. Anche se le nostre menti stanno diventando sempre più deboli?“)

 

 

Cose che i disadattati capiranno

Essere disadattati è uno stile di vita. E come ogni target che si rispetti ha il proprio motto: fuoriluogo ovunque (grazie Ghemon per averci dedicato anche una canzone).

Eccomi dunque a stilare una lista di quei momenti che mi ricordano di essere una disadattata, quelle circostanza per cui mi sento disagiata. Ogni volta che ho provato disagio mi sono annotata la circostanza. Ecco cosa ne è venuto fuori:

#1: Il pasto piú importante della giornata non esiste, ogni secondo è quello giusto per mangiare. Lo sguardo dell’amica o dell’amico con cui fai colazione che ti guarda male perchè ti mangi la pizza, ti ricorderanno sempre il tuo stato di disadattata.

#2: Lavorare o studiare sono mansioni da svolgere in luoghi appartati, possibilmente lontano da luoghi affollati perchè per concentrarsi c’è bisogno di svaccarsi. Il giorno sfigato che ti troverai casualmente a studiare in biblioteca o in un ufficio per lavorare e avrai bisogno di accavallare le gambe sulla sedia, fare stretching ogni due secondi e fumare venti sigarette al secondo proverai la classica sensazione di disagio.

#3: Ogni tanto arriva il momento di spegnere il cellulare. Addio whatsapp messaggi e chiamate. È cosí stancante stare dietro al mondo sociale che vien voglia di urlare agli altri di sbrigarsele da soli le loro faccende. Solo quando lo riaccendi e trovi dieci messaggi della mamma che ti ricordano qualcosa di imporante ti accorgerai che sei una disadattata che vuole fuggire ma non è cosí che si fa.

4: Innamorarsi degli sconosciuti incrociati in metro per poi provare uno strano senso di malinconia quando scendono alla fermata. Innamorarsi dopo aver fatto del sesso occasionale. Innamorarsi di qualcuno che non vi considera. Innamorarsi di un amico e finire nella friendzone. Innamorarsi ogni secondo e non innamorarsi mai. Disagiata nella vita come in amore.

#5: Guardarsi allo specchio in camera e sentirsi per una volta figa. Passare davanti a quello in sala e vedersi come un roito obeso. Pure l’io interiore imprigionato dentro di te non smetterà mai di provare disagio.

#6: Il livello di disagio che si prova quando qualcuno ti chiede cosa vuoi fare nella vita è direttamente proporzionale ai mega film mentali che ti sei fatto due secondi prima su come ti vedresti in futuro e su come ti immagini felice, ma che ti sei dimenticato appena pronunciavano la domanda. Eppure ci sono cosí tanti obbiettivi da raggiungere e sogni da realizzare……..

#7: Parlare tranquillamente di sesso in qualunque circostanza. Pensare al sesso 24h su 24h. Aver voglia di fare sesso 24h su 24h. Cosí tanto che persino il tuo trombamico ti guarda male facendoti provare disagio anche per le tue voglie sessuali, e quando vi beccate per fare sesso lui dimentica i preservativi. 

#8. Essere alta. Aver passato l’adolescenza provando disagio in discoteca con le amiche; con i tacchi loro rimanevano basse; io invece diventavo un gigante dalle gambe chilometriche. (Anche se poi sono cresciuta, ho iniziato a detestate le discoteche e ho capito quanto è figo essere alta se ció significa attirare solo ragazzi più alti di 1,90 scoprendo che la regola della L è una leggenda metropolitana messa in giro da un nano con il cazzo piccolo). Ogni tanto sentirsi disadattata quando il 50% delle persone che salgono in metro mi arrivano alla pancia. Ma vaffanculo che sono loro i nani. Io sono normale!

#9 Dissociarsi mentalmente e entrare in fissa finchè l’amico o gli amici che vi circondano non vi fanno notare quanto sembrate handicappati. Ridere in modo disagiato sentendosi una disadattata in questo mondo.

#10 Ridere da soli con la sola forza del proprio pensiero. Non importa se si è in solitaria o con qualcuno, ma il molento in cui la mente ricorda qualcosa di buffo che è successo o che si è solamente pensato è una risata senza fine… Fino a quando qualcuno vi guarderà male facendovi provare la sensazione di disadattamento o vi colerà bava e lacrime quando siete da soli.

#11 Immaginarsi conversazioni mai esistite ma possibili o impossibili nel futuro e arrabbiarsi quando poi, se accadono, non seguono il proprio personale copione. E allora ciao disagio io non so proprio cosa dirti.

#12 Credere che fissare una persona per abbordarla sia efficace come gli sguardi sexy di Megan Fox e sentirsi la più disagiata del mondo quando qualcuno ti fa notare che sembri pazza o quando l’unico che si avvicina non è il figo addocchiato ma uno sociopatico che indossa sandali con i calzini.

#13 Ballare per casa. Cuffie e volume alto della musica è un efficace metodo per dissociarsi dal mondo finchè non vi ritroverete faccia a faccia(muso) con il vostro cane e vorreste sotterarvi per il disagio chiedendovi se l’amico a quattro zampe ha assistito all’intero balletto imbarazzante o ha udito i vostri falliti tentativo di emulare gli acuti alla Adele.

Chi è Ninfomane? Von Trier non c’entra (cerca su wikipedia)

Ieri pomeriggio ho fatto un giro con mia mamma e mia sorella. È bello che a ventitre anni riusciamo ancora a trovare la voglia e il tempo di stare con lei, anche perchè sono i momenti piú belli!

Eravamo in macchina ed eravamo dirette al Mc (mioddio Mc Angus Bacon da doppio orgasmo) quando, notando la gran quantità di prostitute appostate ai cigli della strada alle sette di sera, iniziamo a parlare di quanto sia ancora diffusa la prostituzione e dello schifo degli uomini che ci vanno a pagamento. Insomma, discorsi da bar e che lasciano il tempo che trovano. Con mia mamma che puntualizzava sul fatto che i pezzenti che vanno a puttane se non avessero quello come sfogo chissà come finirebbero. Precisava sul fatto che un uomo ignorante pensa al sesso e vuole farsi fare un pompino 24h su 24h perchè non ha altro di culturalmente o intelletualmente di piú aulico a cui pensare. Mentre persone come noi (noi chi?) hanno talmente tante cose da fare e da pensare che buona parte degli impulsi e delle energie li dedicano ad altro.

Io non ho detto niente ma dentro di me pensavo… Ok, mi reputo una persona piena di interessi, medio-alto intelligente, che segue una buona istruzione, presa da mille impegni e da lavori da fare….. Ma io davvero, sarà forse che sono una persona multitasking, penso al sesso 24h su 24h. Non dico che lo faccio, ma che almeno ci penso e che ne senta la voglia costantemente. Anche perchè essendo sola (al contrario di chi immagina le ragazze single come dei mignottoni) non ho proprio un uomo diverso ogni sera con cui scopare (problema mio problema dei soggetti che incontro non lo so). Quindi, essendo un pó fissata con il sesso ci penso comunque sempre e, spesso in mancanza della materia prima, mi arrangio anche da sola. Non mi vergogno ad ammettere che mi masturbo quasi tutte le sere, se non anche piú volte al giorno. È normale.

Bè questo quello che pensavo ma, anche se a mia mamma racconto tutto, non avevo voglia di ribattere dicendole che ha una figlia mentalmente ninfomane!

Anche perchè per essere ninfomane dovrei farlo, non solo pensarci.

Insomma, è normale. Il sesso è bello. Masturbarsi è divertente. È tutto normale.

Amore(sesso): un esperimento social

Era la fine di dicembre quando una ragazza mi contattò via mail dicendomi che le sarebbe piaciuto pubblicare un post sul suo blog, scritto da me, inerente alle app dedicate agli incontri on line. La cosa mi incuriosì anche per il semplice fatto che non avevo mai scaricato nè usato una di queste “miracolose app-tova amore“. L’appiglio principale per scrivere quel post e provare una di quelle app è stata senza dubbio la curiosità nel capire come funzionassero, nel dettaglio mi attirava scoprire la logica informatica e grafica che ci stava dietro.

Premessa: Alla fine non scrissi mai nulla. Ma ripensandoci potrei tirarla fuori per me una bella storiella e farne una recensione.

Tutto è iniziato scaricando Tinder a inizio gennaio. Avevo sentito parlare di quest’app da molti amici che l’hanno sempre descritta più come un gioco di “likes” e “dislikes”: un’instagram dove vengono proposte solo facce e il proprio giudizio, basato su mera apparenza (poche foto e piccole descrizioni) può decidere se si interagirà o no con quella persona. Inizialmente, quasi inconsciamente, non mi ero accorta che piazzare migliaia di like semplicemente guardando la prima foto era una mossa sbagliata. Scoprendo che ancora prima di cliccare il cuoricino potevo guardare attentamente le loro foto, spiarli su instagram e spulciare tra i loro interessi, ho iniziato a prestare molta più attenzione e a selezionare le persone con cura.
Ma vabbè, questo sembra quasi irrilevante ora, dal momento che l’unica persona con cui sono uscita tra quelle trovate su tinder è stato un ragazzo a cui ho messo un like basandomi solo sulla prima foto che compariva. Aveva addirittura la faccia coperta da un libro che mostrava la faccia della Queen Betty la cui foto veniva completata dall’immagine di un paio di tette perfette. Suvvia, come si fa a resistere alla Regina? dai….
Bè ora sto scendendo troppo nei dettagli ed è poco onesto.
Giungiamo subito alle conclusioni quindi: Tinder è fatto per il sesso occasionale, non cercate l’amore là. Questo lo dico soprattutto alle donne che sperano nei miracoli. Ovvio, ci sono sempre le eccezioni che smentiscono la regola. Ma è come per l’amica della cugina del vostro compagno di banco che ha trovato l’amore in discoteca…….. ‘na cazzata.
Come applicazione va benissimo se scaricata durante le sessione degli esami universitari o in periodo di depressione-sconvolgimento ormonale. Basta un like, due messaggi e la sera dopo vi ritrovate a casa di qualcuno a fare del buono e sano sesso. Insomma, è anche più sicuro e igenico che beccare qualcuno in discoteca e scoparselo in bagno.

[N.B. Dopo quella notte di sesso con un ragazzo meraviglioso, la mattina dopo mi svegliai e decisi di cancellare il mio profilo da Tinder. Solo per motivi personali. Insomma, faccio tanto la tipa forte; sotto stress da esami penso sempre e solo al sesso credendo di potermi buttarmi tra le braccia di chiunque senza provare niente. E ogni volta scopro di essere troppo sentimentale per il sesso occasionale, specie se il tipo in questione mi ha interessato da subito solo per il modo in cui parlava o per quello che mi raccontava. Ma se voi non siete come, che tendo a idealizzare ragazzi e uomini finendo per sperare di ricevere un suo mess in cui mi invita a fumare canne e a innamorarsi (sì sì, mea culpa che vado a letto solo con quelli che in qualche modo sono riusciti a prendermi la testa: sbagliattissimo) allora Tinder è l’app giusta per fare sesso. E il sesso è bello!]

Finita l’avventura di Tinder, decido che il post non sarebbe mai stato completo senza fare un paragone con un’altra app: Happn.
Come da descrizione dell’Apple Store, l’app promette di mostrarvi tutti gli individui che incrociate e che rientrano entro i 500 m del vostro raggio di localizzazione. Cazzo, sai che storia ritrovare il tipo dai capelli e la barba rossi di cui mi sono innamorata in metro prima che lui mettesse fine al nostro amore scendendo a Isola e non a Pt. Garibaldi?
Bè cari miei, ero troppo curiosa di ritrovare le persone che incrociavo in giro che non ne ho beccata manco mezza. (A differenza di molti durante i viaggi in metro mi diverto a osservare tutti invece che incollare il naso al telefono. Sì, sono un pò sociopatica e mi diverto a inventare film su chiunque). La mia permanenza su Happn è durata si e no una settimana, ritrovando molti di quelli che avevo beccato su Tinder tra cui anche il ragazzo con cui ho fatto sesso (aaaah, in tre giorni ci siamo incrociati otto volte in giro per Milano ma nella realtà di lui neanche l’ombra) e alcuni fidanzati di amiche o conoscenti superfedelisuperbellisupertop e sapete le risate che mi sono fatta trovandomeli su un ‘app di incontri? Quindi con Happn nessuna avventura, insomma con questa app anche oggi si tromba domani!

Ieri sera invece ho letto un articolo che parla di una nuova app di incontri che si autoproclama “La rivale di Tinder“, promettendo di far trovare il vero amore e non solo sesso occasionale. Ho riso come una matta leggendo la recensione e l’ho scaricata. E’ Once e, a detta dei suoi designer, dietro quest’app ci sono dei geniali matchmaker che esaminando con cura le vostre foto e i vostri interessi vi propongo un solo utente per giorno con cui c’è più probabilità di trovare affinità. Insomma “loro non abbinerebbero mai una fashion victim con un hipster!” (che poi gli hipster sono più fashion victim delle fashion blogger ma vabbè.)
Dopo la prima proposta di un possibile “principe azzurro”, che pareva ‘na presa per il culo, ho cancellato l’app perchè mi occupava troppa memoria sull’iphone.

Infondo sono una persona molto curiosa, che non si ferma ai pregiudizi e credo di avere una mentalità molto aperta. Ma di una cosa sono ancora più sicura: non cerco l’amore (l’amore non si cerca, si prova, arriva e ti colpisce) e di certo non lo troverò su internet.

 

masturbarsi è divertente

Torna sempre la pioggia, non appena si inizia a sentirne la mancanza. Cosí si porge la guancia al vento che si è fatto piú freschino e si resta in ascolto del suono delle gocce che si infrangono sulla tettoia. Un ritmo incessante guida la scia di fumo che si fa spazio nel buio della notte, appanando la vista ma regalando la piacevole sensazione di poter sentire di piú.

In solitaria ci si fa compagnia; si scopre la bellezza che c’è nelle parole. Frasi scritte che hanno il potere di provocare la parte intima piú nascosta. Un gioco di complicità e due menti che si toccano a distanza.

Parlando di sesso, si tocca la propria sensibilità. 

Parlare di sesso potrebbe essere la cosa piú bella del mondo,

se solo fare sesso non lo fosse già.