Lontano dagli occhi

Quando le linee di un volto iniziano a farsi sempre più sfocate, quelle stesse forme con cui ti piaceva tanto giocare con le dita e disegnare contorni invisibili con la lingua.

Quando le sensazioni si dissolvono e non lasciano più traccia di se.

Quando il suono di una voce è lontano come il ritorno di un eco che si disperde fra le montagne.

Quando i sorrisi hanno cambiato sapore e direzione.

Quando il destino non gioca neanche più a favore di incontri casuali.

Quando il tempo deve fare il suo corso, andando veloce perchè è poco.

Quando il momento è così breve che il sentimento della mancanza appare esagerato.

Quando anche la speranza si fa stanca, che sperava in uno scherzo.

Quando vorremmo essere stati qualcuno, qualcosa, per non sentirci il niente.

Quando due persone sono perfetti sconosciuti.

Quando si diventa estranei.

Altrove

Quando le cose ti travolgono vien voglia di andare altrove, magari anche solo con la mente.

Banalmente abbiamo paura di non essere in grado di saper stare al mondo e molto semplicemente crediamo di non meritarci nulla.

Anche se cerchiamo sempre di tenerci il buono.

Le cose accadono, vengono come viene e poi alla fine non si sa chi viene.

Per ora chi è arrivato è il ciclo, stamattina.

Nel dubbio

Quante volte mettiamo in discussione qualcosa!? E quando capita, perchè lo facciamo? Ma soprattutto, come mai capita così di frequente?

Non so se sia dovuto dalla poca sicurezza, e quindi dalla voglia di certezze, o dall’irrefrenabile bisogno di scoprire sempre un pezzo in più.

Sono due cose completamente differenti, e pensarle contemporaneamente formano un perfetto controsenso. Come lo sono io, dopotutto.

Da una parte c’è quel desiderio di stabilità e dall’altro il moto continuo di non fermarsi mai a nulla.

Mi ritrovo spesso in bilico, ma potrei definirlo anche come un bivio. Non so quale sia il segreto, rimane dentro di me un po’ di magia ma allo stesso tempo il dubbio dell’entusiasmo.

Voglio le cose difficili, non mi piacciono le cose facili. Sono una trottola che non si ferma mai pur di ottenerle; ci sono volte in cui mi sento instancabile e non sopporto la presa dell’inutile staticità. Eppure ogni tanto vorrei sdraiarmi a terra, respirare il freddo della terra sulla pelle nuda e abbandonarmi alle coccole del vento. Senza muovermi, restando ferma per stringere prepotentemente il mio sogno d’amore.

Tutto molto strano

Oggi è un martedì che sa di venerdì.

Ma, dopo tutto, è già la terza settimana in cui i giorni perdono la loro naturale cadenza. Tutto si mescola e si confonde.

Sarà questo o il cambio di stagione, come direbbero le persone di una certa età, ma non ci sto dentro.

Sono le 16.36 e sono in attesa dell’ora X per scattare fuori dall’ufficio. Sono in balia della noia e delle tante sigarette che sto fumando a scadenza oraria (forse anche meno), come non faccio di solito.

Sono le 16.36 e fisso lo schermo di un cellulare che mi notifica mille messaggi al secondo che non apro neanche. Non sono messaggi capaci di attirare la mia attenzione. E ho fame.

Sono strana e sono in attesa.

Sono contenta ma strana, aspetto qualcosa.

Stasera a casa preparo lo zaino per partire, riordino le cose e le idee. Porterò con me la voglia di andare e tornare, con la speranza che sia tutto ancora bello se non meglio.

Io e le mie notti bianche, dovrei smetterla, non mi merito di sognare a occhi aperti. Ma, dopotutto, l’insonnia è come una cara amica.

Avanvera

Solo con la nostra mente potremmo fare qualsiasi cosa, è talmente potente che è facile credere possa plasmare i nostri destini.

Siamo in grado di decifrare migliaia di pensieri al secondo, seguendo minuziosamente ragionamenti logici che costruiamo con la nostra testa.

Eppure, spesso, ci perdiamo a ripercorrere sempre gli stessi stadi mentali quando entra in gioco troppa emotività. Ci focalizziamo sulle immagini prodotte dalla mente troppo a lungo, e senza accorgercene compiamo in modo maniacale gli stessi percorsi di pensiero. Ci ritroviamo a compiere un girotondo sulle nostre stesse teste, oppure continuiamo a sbattere contro spigoli sempre troppo simili.

Potremmo essere lontani e invece ci ritroviamo sempre con noi stessi.

Vuoi scordarti che fa male

Mi sono ripetuta infinite volte di dovermi liberare dalle mie paure, dalle ombre del passato che prepotentemente sento dietro di me. Come se tutto ciò che ho vissuto mi abbia lasciato qualcosa di incontrollabile.

Per quanto possa essere facile liberarsi di ciò che è stato, di chi c’è stato, non è così facile dimenticarsi dei pezzi di cuore che si è cercato di rimettere insieme. Ogni volta.

Sono arrivata a un punto in cui mi sono promessa e ripromessa di non inciampare più nella tristezza e nella gabbia di malinconia che costruisco ogni volta con le mie stesse mani.

Eppure, basta un niente di insignificante per ricadere nelle paturnie e ritrovare quell’ansia familiare che non si sa ancora controllare fino infondo. Capita di tuffarsi di testa e ritrovarsi piccoli piccoli, smarriti e soli con le proprie fragilità.

L’unica soluzione potrebbe essere dentro di se, ascoltando la voglia di sorridere e smettere di auto sabotarsi.

È così dolce quella sensazione. Tengo quella. Sto bene.

Un pensiero, G.

È da tanto tempo che non so, ma io credo che ci sia qualcuno che è stato in grado di farmi credere nei sogni. In quei grandi desideri che sono lì per essere realizzati.

Credo in quella persona che mi ha fatto vedere cosa vuol dire vivere, per davvero. Mi ha mostrato che la mediocrità non è scritta nei nostri sogni, mi ha insegnato che per vivere davvero ci vuole amore.

L’amore per stare bene, verso ciò che si fa e chi si vuole essere. La voglia di spaccare tutto ciò che ci soffoca per uscire fuori ed esserci.

Perchè sono figlia di quell’amore, di chi con garbo e umiltà sa di essere capace di qualcosa di speciale. Per se stessi, per gli altri, per i proprio obiettivi.

Voglio essere io. È una promessa. Ce la farò

Repetita Iuvant

Non sono fatta per essere una delle tante.

E non lo sarò mai.

Non mi piace dire che scappo dopo essermi ritrovata casualmente sempre nelle situazioni sbagliate. Preferisco ammettere che mi dileguo piano piano, non appena mi rendo conto del rischio a cui vado incontro. Non importa se qualcuno lo prenderà come egoismo personale, a me piace pensarlo piú come un istinto di autoconservazione emotiva. Qualcuno ha detto che così correrei il rischio di sopravvivere, invece che vivere. Non è del tutto sbagliato ma neanche completamente vero. Si dovrebbe vivere ogni cosa nel migliore dei modi, in modo da sentirsi speciali. E da stare bene. Sempre.

Tengo il buono

Quando per tanto tempo hai avuto modo di scoprire cosa sia davvero la sofferenza; quando sai cosa significa sprofondare nella tristezza e con tutte le tue forze hai saputo stamparti un allegro sorriso sulle labbra; allora puoi farcela.

Scopri che ciò che conta è tenere il buono, tirar fuori le cose belle e conservare solo queste.

Certo, come ogni rosa ha le sue spine, spesso capita di ricadere nella malinconia e in quello stato d’animo che ti fa vivere ciò che accade con tristezza.

Però, a ogni piccola delusione che le persone riescono ancora a darti o ai tentativi andati male o alla voglia di amore, sai come guardare te stessa a testa alta.

Dov’è il mio limite?

Non ho mai avuto paura dell’età e del tempo che passa. Ho sempre vissuto, vivendo tutto. L’unica cosa che mi ha sempre messo ansia è la distanza, fra me e alcune persone, fra me e le cose perse per strada. Fra me e l’ultimo giorno in cui ho parlato con mio papà.

Da qualche tempo a questa parte, però, inizio ad aver seriamente paura della mia età. Che poi forse è solo paura di me stessa. Tutto ciò che c’è, è giusto, ma non mi sembra giusto per la mia età. Che poi, gli anni chi li conta più?

E allora perchè questa paura? Che si scontra con la voglia di vivermi ciò che voglio, anche se mi sento troppo grande? Cos’è che mi fa provare questo strano sentimento? Quali paletti invisibili mi sono impostata, senza nemmeno saperlo?

Altrove

Avete presente quando vi ritrovate al bivio di una strada chiusa, fareste inversione e cambiereste direzione ma il navigatore sembra non volersi dar pace e vi porterebbe sempre su quella via?

Chissà cosa c’è poi su quella strada, se davvero fosse percorribile. Ma è chiusa, quindi perché continuare a inciampare su quella via ogni volta che si prende una nuova direzione?

Ci sono volte in cui cambiamo percorso, preferiremmo addirittura smarrirci per ritrovarci, o semplicemente prendere un’altra strada, ma per qualche motivo ci ritroviamo a quel bivio come se qualcuno ci stesse costringendo a incontrarlo di nuovo, ogni volta. E ogni volta che usciamo da quel tracciato, sembra andarci male, come se non ci meritassimo un’alternativa e la meta comunque non la troviamo, che per noi diventa quindi irraggiungibile.

Dovremmo imparare a volare.

Vigilia numero 26

La tristezza non è solo triste, è anche subdola. Trasforma il nostro stato d’animo, cancella la luce nei nostri occhi, si insidia fra noi e i nostri momenti facendoli apparire belli sotto mentite spoglie, di una felicità illusoria.

Barattiamo un pandoro con quell’allegra illusione d’amore, un panettone con l’idea immaginaria di felicità data da due corpi che si uniscono.

Fino a quando, stanchi di essere cullati da una malinconica dolcezza, non diciamo basta.

Rimaniamo così, nudi e cotti sotto una nebbia di tristezza.

Ma senza più illusioni.

Après vous!

Dopo tutto questo tempo i pensieri sono tornati belli.

Sta volta non pensavo. E la verità è che ora sono incapace di pensarci. Involontariamente tengo poche immagini di parole, frasi e racconti. Mi muovo come un ladro per non farti sentire la mia presenza, non voglio che tu mi legga dentro.

In questo modo rimane ogni bacio, come una carezza sul cuore, e quella sulla pelle è un bacio su tutto il corpo.

Sei ancora tu capace di provocarmi brividi lungo la schiena, ma io sono altrove. Mi sono aggrappata all’idea che c’è altro, che la bellezza che cerco non è un’illusione ma posso cercarla fuori. Mi perdo ancora in te, però quando a casa mia sono davanti allo specchio mi guardo e rido. Non mi rimprovero più nulla. Lascio ancora qualche sorriso tra le tue braccia per perdermi e seguire il tuo profumo, per baciarti sul collo e disegnare baffi con la lingua. Mi sono sempre persa con te perchè mi sono sempre sentita semplice, forse però è una mia cosa bella questa.

Pretese noiose

Che le cose non vanno sempre bene al primo colpo l’avevo gia capito quando avevo solo tre anni, quando cadendo dalla bicicletta imparando ad andare senza rotella mi ferí al braccio. Ne porto ancora i segni: una mega cicatrice ben visibile sull’avambraccio.

Solo che ora mi chiedo, è più stupido mollare o è più da idioti continuare nonostante tutto solo perchè non è nel proprio dna arrendersi?

Andrà tutto bene.

Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

Reset e Restart

Vi è mai venuta voglia di voler resettare qualcosa e farla ripartire da capo? Per esempio tornare al primo incontro con quella persona (per cui non vi è ancora passata dopo mesi e tanta tristezza) e rivivere quei bellissimi momenti che non potranno più tornare vista la merda di com’è andata a finire?

È questo ciò che non riesco a dimenticare, quella cosa che ancora oggi mi lascia l’amaro in bocca e che, anche se meno frequentemente di prima, mi fa salire la malinconia. Tutto è andato in merda, lui è sparito… puff… ha deciso semplicemente che era la soluzione migliore per lui. Una gran bella vaccata, insomma. Ora da lí ci sono solo punti di non ritorno, niente più dolci speranze o dolci pensieri. Ecco cosa mi dà rabbia, tristezza e malinconia: sapere che per me è realmente finita perchè non ci sono scuse per un comportamento così di merda. Mioddio quanto tempo è passato, e ancora penso a lui. Ripenso a quando era davvero un bel pensiero e darei qualsiasi cosa per tornare a pensare a lui con dolcezza.

Che rabbia.