Un pezzo di amore (I Wanna Be Yours – Arctic Monkeys)

Vi è mai capitato di provare di avere di nuovo 16 anni, ai tempi dei primi amori felici?

Io ero lì e lo guardavo. Solo dopo un pò mi sono accorta che non riuscivo a smettere.
I miei occhi seguivano la linea del suo naso fino alla bocca, come se le mie dita potessero realmente giocare e colorare quelle labbra già così piene e carnose.
Avrei voluto affondare le dita tra i suoi capelli castani che il sole al tramonto, giocando con il vento, li rendeva più biondi.
Intanto il mio sguardo si perdeva nei suoi occhi azzurri. Occhi come quelli non ne avevo mai visti, e io non ho mai amato gli occhi azzurri.
Sono restata lì, a fissare questo ragazzo, quasi di nascosto ma con gli occhi vogliosi di essere scoperti. E infatti il suo sguardo si perdeva sempre nel mio, rendendosi lui stesso complice di quel toccarsi a distanza.

Ci sfioravamo con le parole e i nostri pensieri giocavano a mescolarsi, mentre il sole lasciava spazio alla luna e il cielo buio si ricopriva di stelle. Si è creata così una certa complicità, perdendo la cognizione del tempo e creando di sicuro un legame inspiegabile.

Rimane solo l’attesa di un nuovo incontro, casuale come è stato questo con la sensazione che non potrà mai esserci niente se non uno scoprirsi a distanza e lasciare che siano solo le parole a spogliarci, con la paura che possa essere sbagliato se ci fosse di più. Ma sapendo che sarebbe bellissimo.

 

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Photoshop (meteoreopatia al contrario)

prima il cielo era tutto grigio, come piace a me. poi è diventato buio e la pioggia si è fatta incessante. è il momento che preferisco per rintanarmi, e stare bene. e sto bene. tanto qua dentro fa caldo, mica come là fuori; lo si capisce dai vetri della finestra un pò appannati. accade lo stesso alle bottiglie ghiacciate delle Bud, le teniamo strette nelle mani calde e il vetro è appannato. come si è appannata la vista per il fumo.
Intanto le goccioline scendono lente seguendo traiettorie imprevedibili sulla finestra, sono talmente perfette che sembrano aggiunte ad una foto in bianco e nero con un filtro speciale di photoshop. così che la foto ora vuole sembrare perfetta.
Questa finestra si affaccia su una vista che ora mi pare nuova, anche se l’ho già vista. ci offre uno sguardo sulla città. una città che ogni giorno sembra sempre così diversa, sempre con una storia nuova da raccontare, da vivere.
Fa talmente caldo che si sta bene in mutande. ma fuori sembra far freddo davvero. non lo so se sia davvero il caso di uscire. dovremmo coprirci per bene.

stiamocene qua dentro. qua dove non devo cercare i tuoi occhi tra la folla. qua dove gli sguardi non si perdono. dove i tuoi occhi sono addosso ai miei.

ti invito a stringermi la mano, e a sorridere. se vuoi.

 

Hate sleeping alone – Drake

Ho percorso quella strada tre o quattro volte, muovendomi come il puntino del gps che cerca il segnale. Come a voler intercettare qualcosa, o essere intercettata da qualcuno. Apparentemente ero convinta di non saper bene cosa ci facessi lí, in realtà il motivo lo percepivo benissimo. Avevo la sensazione che due occhi mi scrutassero dall’alto di una finestra del palazzo, anche se non avrei mai potuto vederli. Ecco perchè mi sono messa a guardare il cielo, grigio come piace a me; rassegnazione ma rassicurazione: neanche il sole a rompere i coglioni. 

Sono avvolta nel buio ora e ho intenzione di farmi risucchiare completamente da questa assenza di luce per potermi abbandonare. Sto aspettando il momento in cui i miei occhi si chiuderanno per la stanchezza, cosí da provare a dimenticare 

la sensazione di sentirmi i suoi occhi addosso. 

Mi Sono Rotto il Cazzo – Lo Stato Sociale

Una danza vorticosa che non si sa dove porterà

Conduco io i passi ma la prossima mossa non la conosco ancora

Ad occhi chiusi, convinta che cosí nessuno possa vedermi

Vago alla cieca, continuo a farmi trasportare dal susseguirsi degli eventi

Ho paura di voltarmi e scoprire cosa sto lasciando indietro, ho paura ad aprire gli occhi per vedere cosa mi trovo davanti

Un burrone

Ci ho lasciato cader giú tutte le parole inutili e superflue, insieme a loro probabilmente ho lasciato svanire anche il buon senso

Consapevole che rischio di capitolarvi giú anche io

Audrey Hepburn de’ poracci

“…Che la gabbia te la sei già costruita con le tue stesse mani. Ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire…”

Combatto con i miei sentimenti tutti i giorni per difendere la mia libertà, per essere libera di guardare in faccia solo i miei obiettivi e seguire la mia strada senza mai fermarmi

fino a che non arrivano due occhi che mi imbrogliano

a fin di bene.

Distolgo lo sguardo per paura di perdermi e poi li cerco,

cerco i suoi occhi tra la folla, lo cerco nei sorrisi degli altri

che non sorridono mai come lui.

Sono libera di scappare lontano, nascondermi, non farmi trovare e prendere le distanze

scappo libera,

dentro una gabbia,

più mi allontano piú mi sento prigioniera dei miei pensieri e dell’idea che alla fine,

per colpa di tutta questa libertà che bramo e cerco di proteggere,

mi sto legando, da sola, alla mia solitudine.