Scia luminosa verde

Cronaca di ieri: Ieri sera ho visto anche io la scia luminosa verde verdissima in cielo alle 23.12 circa (non la so l’ora precisa in realtà)… ci tenevo a dirvelo, dopo tutti gli articoli che sono usciti volevo lasciare a voi popolo la mia testimonianza.

Cronaca di oggi: vi racconto che, mentre ero al lavoro stamattina già davanti al pc da prestissimo a smanettare smadonnando in HTML qualche ritardato manifestava… Li sentivo dalla finestra gridare qualcosa, l’unica parola che capivo era “Contratto!” dopo che qualcuno al megafono chiedeva “Che cosa vogliamo?” E poi niente hanno iniziato a cantare. Nella mia testa ero in vena di polemiche, in realtà dovevo solo finire quello che avevamo da fare entro le 11.30 quando sarebbe iniziata la conferenza stampa. Però avrei voluto tanto polemizzare contro questi beceri individui che protestano per quelli che codesti chiamano i loro “Diritti” quando sono lí a cantar balli di gruppo fuori da Palazzo Marino in Piazza della Scala e intorno a loro i palazzi sono pieni di persone che lavorano! Perchè sostanzialmente a mio parere le manifestazioni sono piene di individui che non hanno voglia di fare un cazzo, vogliono solo trovare tutto pronto e comodo come dicono loro. Ipocriti, manifestano per il lavoro contro il sistema… ballando e cantando! Io vi chiamo scansafatiche!

Anche se in ritardo, non sono mai in ritardo ma spesso sono in ritardo… quindi in ritardo vi racconto di ieri sera e di oggi.

Alla Scala

La mattina presto, quando le prove in palcoscenico non sono ancora iniziate, il teatro è vuoto e la sala è completamente immersa nel buio. Le uniche luci accese sono quelle di servizio dei palchi e del lampadario al palco reale.

Entrare, percorrere i corridoi vuoti e ritrovarsi nel silezio frastornante della platea della Scala è qualcosa di magico. E spaventoso. Nell’oscurità il velluto rosso delle poltrone sembra brillare e gli unici rumori provengono dal retro palco dove i macchinisti iniziano a prepararsi.

Il palcoscenico è ancora spoglio, ma pronto ad accogliere le scenografie dello spettacolo di prova o di scena.

Sedersi, godere di quella magia che si percepisce ancora prima di varcare la soglia in Via Filodrammatici 2.

Il fascino suggestivo dell’essenza dell’assenza. Percepire la paura del vuoto, buio. Quando manca qualcosa, qualcuno.

Buffo. No? Provare un’emozione cosí straniante a teatro vuoto, se paragonata all’eccitazione nel ritrovarsi circondati dal pubblico scaligero.

Rivivere con la mente la sensazione provata la prima volta che si è saliti sul palcoscenico del Piermarini e ricordare l’adrenalina nell’avere difronte un pubblico importante, ma senza avere paura. 

Una paura che nel vuoto oscuro e nel silenzio, invece, si fa sentire. Simile all’emozione, a tratti malinconica ma comunque bella, che si prova stando dalla parte del pubblico, guardando gli altri su quel palco. Sentire le gambe piegarsi, le mani sudate e il cuore che batte forte per la voglia di tornare là. Per non essere tra gli spettatori, ma là. Sul palcoscenico.

Manca tanto, ma neanche troppo. Senza accorgersene tornerà anche il mio momento. Torneró sul palcoscenico della Scala. E quando arriverà peró, ci sarà posto per vivere un’altra grande sfida, se non la stessa di sempre ma che, sta volta, non si conosce ancora ma che si prospetta la più difficile.

Alle 10 è ora di andare in ufficio. Primo piano, ufficio stampa-sovrintendenza-redazione web. È il momento di non pensare per un attimo che tutto potrebbe finire 

per non finire mai. 

Arctic Monkeys – Do I Wanna Know

Ci lamentiamo tanto che nella società d’oggi non ci sia piú un vero rapporto umano fra le persone. Ci lamentiamo che in treno stiamo tutti attaccati al cellulare, i piú bravi magari leggono un libro o ascoltano semplicemente la musica.

Bene ok! Ma io (ragazza di 23 anni che finisce tardi danza e si ritrova a Milano Affori FN ad spettare il treno delle 22.34 per tornare a casa), se permettete, non ho tutta questa gran voglia di far due chiacchiere con un uomo sulla cinquantina un pó scorbutico che insistentemente mi fa domande sulla mia vita. Sí, sono diffidente. No, non è essere scontrosi. È essere riservati. C’è la pinuccia là seduta sull’altra panchina che probabilmente ha appena finito il turno al lavoro, vai da lei; magari ha voglia di chiacchierare della sua vita. Io no, soprattutto se mi vieni a chiedere se a quest’ora sto tornando da scuola; se poi io ti dico danza e tu mi dici che lavori spesso nelle discoteche. Ecco no…. Scusami ma la mamma continua a scrivermi poemi monosillabici su whatsapp e gli Arctic Monkeys hanno appena attaccato con il ritornello di Do I Wanna Know.

Hate sleeping alone – Drake

Ho percorso quella strada tre o quattro volte, muovendomi come il puntino del gps che cerca il segnale. Come a voler intercettare qualcosa, o essere intercettata da qualcuno. Apparentemente ero convinta di non saper bene cosa ci facessi lí, in realtà il motivo lo percepivo benissimo. Avevo la sensazione che due occhi mi scrutassero dall’alto di una finestra del palazzo, anche se non avrei mai potuto vederli. Ecco perchè mi sono messa a guardare il cielo, grigio come piace a me; rassegnazione ma rassicurazione: neanche il sole a rompere i coglioni. 

Sono avvolta nel buio ora e ho intenzione di farmi risucchiare completamente da questa assenza di luce per potermi abbandonare. Sto aspettando il momento in cui i miei occhi si chiuderanno per la stanchezza, cosí da provare a dimenticare 

la sensazione di sentirmi i suoi occhi addosso. 

AMORE

1. Trovo irrispettoso verso tutti i cittadini, o meglio, verso tutte le persone l’aver sfruttato un’architettura pubblica milanese di un certo rilievo per sbandierare la scritta luminosa “Family Day” a cui fa fede un ristretto gruppo di coglioni (evito il gioco di parole con maroni) che vogliono privare uomini e donne di un loro diritto. Non accetto che alzando gli occhi al cielo si legga uno slogan irrispettoso che con la sua luce fa buio e porta oscurità su un’intera città.

2. Il concetto di famiglia tradizionale è obsoleto, immorale e incoerente che si basa su credenze cattoliche e su moralismi che probabilmente erano già vecchi nel XIX secolo.

3. L’Italia è un paese laico. E dovrebbe esserlo. Invece no, nel 2016 è ancora parecchio influenzato dal Vaticano e finché tutti continueranno a seguire come delle capre i falsi principi che la chiesa vuole inculcargli, si continuerà a subirne le conseguenze senza fare mai passi in avanti.

4. “La religione è l’oppio del popolo” (K. Marx) per me è anche la scusa degli ottusi e la causa di molte guerre i cui scopi vanno al di là di un senso religioso.

5. Dio non esiste.

6. Consiglio a molta gente di cercare il significato di “diritto”.

7. Pace e amore.