Sgualciture

Nei miei sogni mi abbracci da dietro senza chiedermi nulla in dietro come quando ci parlavamo dentro lunghi silenzi, quelli che ora non riesco a riempire per non pensarti.

Poi ho ignorato la sveglia cinque volte cercando di rimanere sospesa su quel sogno

Poi mi sono dovuta alzare per forza!

ALTERego (un altro me stesso)

Treno pieno, gente ammassata. Tolgo lo zaino dalle spalle per fare spazio,

mi tocca tenerlo in mano.

Fuori piove, il pavimento è allagato.

Zaino in una mano e l’ombrellino sgocciolante nell’altra.

Mi guardo intorno imbarazzata, perchè in questo momento mi sento un fumetto.

Penso che da fuori devo essere un’immagine buffa.

Mi guardo intorno e vedo lui, in piedi appoggiato alle pareti del treno.

Tiene un ombrellino con una mano, e con l’altra tiene lo zaino.

Il mio stesso zaino, stessa marca stesso colore. Che poi è il classico packback da disagiati e ho sempre pensato di essere l’unica ad averlo.

Lo guardo meglio.

Giacca di pelle nera, jeans, nike e cuffiette dell’iphone alle orecchie.

Avrei voluto iniziare a ridere come una matta, 

é una cosa incredibile.

Lui è il mio alter ego al maschile.

Lo guardo meglio, decido di studiarlo e capire se è una cosa possibile.

Mi chiedo se si possa considerare un incontro del destino.

Forse a questo mondo tutti abbiamo un alter ego.

Lo scruto meglio,

è basso.

Quindi già decido che non potrebbe mai essere l’uomo della mia vita.

Cerco i suoi occhi,

è bruttino.

No, allora probabilmente non è davvero il mio alter ego.