Lontano dagli occhi

Quando le linee di un volto iniziano a farsi sempre più sfocate, quelle stesse forme con cui ti piaceva tanto giocare con le dita e disegnare contorni invisibili con la lingua.

Quando le sensazioni si dissolvono e non lasciano più traccia di se.

Quando il suono di una voce è lontano come il ritorno di un eco che si disperde fra le montagne.

Quando i sorrisi hanno cambiato sapore e direzione.

Quando il destino non gioca neanche più a favore di incontri casuali.

Quando il tempo deve fare il suo corso, andando veloce perchè è poco.

Quando il momento è così breve che il sentimento della mancanza appare esagerato.

Quando anche la speranza si fa stanca, che sperava in uno scherzo.

Quando vorremmo essere stati qualcuno, qualcosa, per non sentirci il niente.

Quando due persone sono perfetti sconosciuti.

Quando si diventa estranei.

Malinconia prepotente

Senza motivo, dopo un fervido tentativo di mantenere alta l’allegria e la spensieratezza – quasi in modo naturale – la mancanza prima o poi si fa sempre sentire. E accade in modo prepotente quando non te lo aspetti.

Perchè accade? Sembra quanto meno esagerato e fuoriluogo provare così tanto questa mancanza; suona come se fosse esagerato. Come se essere stati troppo razionali abbia solo fatto scatenare la furia dell’emotività.

Cercando di trattenere ogni reazione sensibile, si sono scatenati poco alla volta tanti stati d’animo diversi.

La negatività ha portato con se una permalosa diffidenza e il lato positivo della cosa tiene solo alto lo spirito, che barcolla e barcolla ma crolla subito nella malinconica emotività. Razionalmente non c’è nessun motivo per giustificare le proprie reazioni. Ci sono solo tanti pensieri che giocano come palline a flipper nella testa, e le sensazioni mangiano la pancia. Non c’è nulla da fare, ci sono tanti motivi e tante ragioni per cui è così, ma infondo non c’è proprio niente da fare.

Altrove

Quando le cose ti travolgono vien voglia di andare altrove, magari anche solo con la mente.

Banalmente abbiamo paura di non essere in grado di saper stare al mondo e molto semplicemente crediamo di non meritarci nulla.

Anche se cerchiamo sempre di tenerci il buono.

Le cose accadono, vengono come viene e poi alla fine non si sa chi viene.

Per ora chi è arrivato è il ciclo, stamattina.

Nel dubbio

Quante volte mettiamo in discussione qualcosa!? E quando capita, perchè lo facciamo? Ma soprattutto, come mai capita così di frequente?

Non so se sia dovuto dalla poca sicurezza, e quindi dalla voglia di certezze, o dall’irrefrenabile bisogno di scoprire sempre un pezzo in più.

Sono due cose completamente differenti, e pensarle contemporaneamente formano un perfetto controsenso. Come lo sono io, dopotutto.

Da una parte c’è quel desiderio di stabilità e dall’altro il moto continuo di non fermarsi mai a nulla.

Mi ritrovo spesso in bilico, ma potrei definirlo anche come un bivio. Non so quale sia il segreto, rimane dentro di me un po’ di magia ma allo stesso tempo il dubbio dell’entusiasmo.

Voglio le cose difficili, non mi piacciono le cose facili. Sono una trottola che non si ferma mai pur di ottenerle; ci sono volte in cui mi sento instancabile e non sopporto la presa dell’inutile staticità. Eppure ogni tanto vorrei sdraiarmi a terra, respirare il freddo della terra sulla pelle nuda e abbandonarmi alle coccole del vento. Senza muovermi, restando ferma per stringere prepotentemente il mio sogno d’amore.

Non avevo tutta questa fretta di crescere

Mi sono persa negli occhi di un bambino, abbassando il volume della musica per ascoltare le sue risate che mi isolavano dal solito casino della metro.

Capita spesso, soprattutto quando sono triste senza motivo. Mi lascio intenerire da quella semplice dolcezza, in preda alla malinconia.

Senza motivo. Forse proprio per colpa di quella tristezza immotivata mi ritrovo in un bambino. In fondo, sono capricci.

Io dovrei però comportarmi da persona adulta.

Tengo il buono

Quando per tanto tempo hai avuto modo di scoprire cosa sia davvero la sofferenza; quando sai cosa significa sprofondare nella tristezza e con tutte le tue forze hai saputo stamparti un allegro sorriso sulle labbra; allora puoi farcela.

Scopri che ciò che conta è tenere il buono, tirar fuori le cose belle e conservare solo queste.

Certo, come ogni rosa ha le sue spine, spesso capita di ricadere nella malinconia e in quello stato d’animo che ti fa vivere ciò che accade con tristezza.

Però, a ogni piccola delusione che le persone riescono ancora a darti o ai tentativi andati male o alla voglia di amore, sai come guardare te stessa a testa alta.

Messaafuoco

C’è sempre un’alternativa.

Ma può esserci un’alternativa

a una persona?

Siamo onesti, qual’è la nostra verità? Cos’è che ci tiene lì, che non ci fa cambiare prospettiva e sembra non esistere altro desiderio per noi?

Non riusciamo a guardare nessuno negli occhi senza la fervida convinzione che, dannazione, non sia la stessa persona. Non è la stessa cosa.

Non riusciamo a tenere una conversazione senza pensare, che cavolo, quella persona direbbe esattamente il contrario.

E cosa succede poi quando quella persona è, in realtà, distante? Quando c’è così tanto spazio fra di voi, che siete passati dall’essere tutto a non parlare neanche più la stessa lingua? Dov’è finito il suo interesse, che diavolo è successo a quella lusingante intesa? Cosa succede quando anche i suoi occhi su di voi sono diversi?

Succede che fate il miglior sesso di sempre, che ti prende per la gola e ti lascia una scarica elettrica.

Oppure, era solo il nostro addio.

Vigilia numero 26

La tristezza non è solo triste, è anche subdola. Trasforma il nostro stato d’animo, cancella la luce nei nostri occhi, si insidia fra noi e i nostri momenti facendoli apparire belli sotto mentite spoglie, di una felicità illusoria.

Barattiamo un pandoro con quell’allegra illusione d’amore, un panettone con l’idea immaginaria di felicità data da due corpi che si uniscono.

Fino a quando, stanchi di essere cullati da una malinconica dolcezza, non diciamo basta.

Rimaniamo così, nudi e cotti sotto una nebbia di tristezza.

Ma senza più illusioni.

Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

In trappola

Sto immaginando la mia testa come un alveare; in cui i pensieri si annidano fitti, e rimangono intrappolati nelle fessure. Ecco che quando i miei occhi si fissano su un’immagine, quella viene acchiappata e rimane lì, fissa nella mia testa. È come incollata, distolgo i pensieri ma puntualmente mi sembra di ritrovarmi quel quadretto davanti agli occhi. Non è reale, quindi lo sguardo non posso distoglierlo ed è così che inevitabilmente ripenso a ciò che doveva rimanermi oscuro. È qualcosa su cui non avrei dovuto posare lo sguardo, qualcosa che non avrebbe dovuto impossessarsi dei miei pensieri, perchè è un’immagine che mi strapazza lo stomaco e il mio cuore vorrebbe scappare mentre avverto una sensazione di nausea. Non ero preparata a una realtà ignota. Aspetto con ansia il momento in cui quella immagine sparirà dalla mia testa, una foto reale che ora si ripresenta davanti non concretamente.

Aspetto il momento di rimpadronirmi della mia immaginazione, della mia testa, della mia fantasia che solo lei può aggiustare la mia realtà!

Sono triste e lo dico senza vergogna

Quando meno ce lo aspettiamo, la natura subdolamente trova i nostri punti deboli. Allora vorremmo non provare nulla, forse non abbiamo mai voluto provare nulla, ma sentiamo quel qualcosa che ovviamente abbiamo provato. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, ma rendersi insensibili così da non provare più nulla è un gran peccato. I cuori che abbiamo nel cuore ci vengono dati una sola volta e prima che lo capiamo, ci si è consumato il cuore. C’è dolore, pena… ma non dovremmo soffocarlo. Con esso c’è la gioia che abbiamo provato.

In attesa

Sono nata iperattiva. Fin da quando sono piccola non sono mai stata capace di stare ferma, ho sempre dovuto far qualcosa. Non ce la faccio a rimanere a guardare, devo agire. Non sono capace di restare immobile, devo muovermi.

Nell’ultimo periodo non sono mai stata ferma un attimo, fino a che non mi sono ritrovata paralizzata. Mi sto accorgendo che non posso fare nulla, in questo momento non posso agire. Sono completamente inerme, qualsiasi cosa io faccia è inutile. Anzi, più io cerco di agire più combino guai e non realizzo nulla. Effettivamente, troppo spesso ho cercato di far avverare ciò che volevo combinando solo disastri e senza ottenere nulla di buono. È come se, a questo punto, dovessi cercare di fermarmi un attimo ad osservare ciò che accade, immobile. Forse è il primo grande cambiamento che devo vivere, devo imparare ad avere pazienza. Sono in balia del corso degli eventi, tutto deve succedere e io devo lasciare il tempo alle cose di accadere. Non ho io il potere di avverare il futuro, non sta volta. Sono in attesa, senza sapere di cosa precisamente.

Non riesco a muovermi. Non faccio nulla. Ho paura, non so se ce la farò. Ma tutto mi paralizza.

Devo aspettare.

Convinzioni

Dicono che tra le decisioni prese, quelle che nell’immediato ci fanno morire dentro più avanti ci regaleranno sorrisi.

Io non lo so sinceramente, chissà cosa scoprirò. So solo che sto andando contro la mia stessa volontà e contro i miei sentimenti, per andare avanti. Stringo i denti; seguo l’io razionale, quello saputello; mando giù il boccone, ignoro tutto. Ho l’illusione di essermi messa al riparo, di non correre altri rischi. Non faccio niente.

Eppure ci penso continuamente, è inevitabile. Mi faccio venire dubbi, mi pongo domande e ho sempre la strana sensazione che potrei scoppiare a piangere da un momento all’altro.

Non va per niente tutto bene.