Le lacrime non macchiano (ma io non so piangere)

Forse l’unica cosa reale di tutto questo è la tristezza,

mentre mi rendo conto di quante illusioni ho scambiato per realtà.

Tutto ciò che ho è la malinconia, la mia, senza motivo perchè una spiegazione a quanto pare non l’ho meritata e dopo tutto questo tempo credo che non l’avró mai.

Faccio due conti, tiro le somme e le mie conclusioni. Tutto quello che c’è stato deve svanire, colori forme e odori devono annullarsi per lasciarmi da sola con la mia tristezza, quella senza volto e senza ricordi.

Potrebbe essere la via d’uscita, qua dentro mi manca l’aria

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C’era una volta e un albero di Natale.

Un vestitino di raso rosso scuro con roselline ricamate e i biglietti per Lo Schiaccianoci; il piú bel regalo di Natale mai ricevuto. Avevo otto anni ed era la prima volta che mamma e papà mi portavano alla Scala a vedere un balletto. Quel balletto, quello in cui facevo il fiocco di neve al mio primissimo saggio di danza quando avevo solo quattro anni. Tutti e quattro insieme, vestiti elegantissimi, per il mio grande giorno. Tutti e quattro emozionati, incantati, tanto che mio papà all’intervallo non riusciva a trattenere la parlantina euforica che gli veniva quando era su di giri. Rideva e scherzava con il barista che, al momento di tornare al nostro palchetto, salutó promettendogli che si sarebbero rivisti al prossimo Schiaccianoci quando la sua bambina, quell’esserino che gli stringeva la mano che ero io, avrebbe ballato sul palco del Teatro alla Scala. 

Alle 14.30 di oggi, hanno spento le luci del teatro ed è entrato il direttore d’orchestra. Le prime note hanno dato il via al prologo introduttivo del balletto. Quella musica e io al buio; ho iniziato a piangere e non ho piú smesso fino a quando non si sono riaccese le luci. Ho pianto mentre mi lasciavo incantare dallo spettacolo, quello che non avevo piú avuto il coraggio di rivedere dal vivo.

È stato bellissimo.

Gemella e figlia unica

Sto piangendo fontane di lacrime come una bambina, era da tanto che non mi capitava.

Sono accoccolata tra le braccia di questo uomo di due metri che non sa se chiedermi il motivo delle lacrime o limitarsi ad accarezzarmi i capelli. Il sesso con lui per me è come una medicina miracolosa contro il mondo, perchè tra noi era solo sesso prima di diventare grandi amici e consulenti. 

Piango e penso a cosa vuol dire aver una sorella gemella e da un giorno al’altro trovarsi figlia unica. Combatto con questi miei strani sentimenti di tristezza, perchè dovrei solo provare grande orgoglio per lei che va a vivere da sola.

Ho passato 22 anni convinta che avere una sorella gemella non è come avere una sorella o un fratello. Tra gemelle c’è un legame piú profondo, è complicità e sensibilità, è amore e odio allo stato puro. È la migliore amica a cui puoi dire che il vestito la ingrassa o dirle qualcosa di brutto, e poi trovarla pronta ad abbracciarti e a ridere con te. È la sorella con cui hai condiviso tutto. È l’ultima persona che vedi prima di dormire perchè ha il letto attaccato al tuo. 

Sono totalmente diversa da mia sorella che spesso i nostri modi di vedere la vita ci portano a litigare pesantemente, eppure siamo complici nelle risate subito dopo due secondi. Ho paura che la grande differenza tra me e lei ci allontani, che prevalgano i momenti di litigate fino a non aver piú bisogno l’una dell’altra. Ho paura di perdere la nostra complicità, che non la sentiró più tutti i giorni fino a che diventeremo estranee e non ci racconteremo piú cosa accade durante la giornata. 

Io e lei abbiamo l’abitudine di raccontarci tutto e di vivere in simbiosi pur restando ognuna nel proprio mondo.

Ora ci racconteremo le nostre vite……..!

Avró una stanza tutta mia e un letto mattimoniale tutto per me, ok!