Andirivieni

Manca sempre qualcosa, e quando ne si è consapevoli vuol dire che già si sa di cosa si avrebbe bisogno; potrebbe essere solo un’illusione, ma ce la si immagina sempre come la possibilità per essere meno malinconici. Eppure si finisce sempre per ignorarla, o almeno si cerca di far finta di niente.

È come quando ci si guarda allo specchio e non ci si riesce a convincere dell’immagine che appare riflessa; la figura che ricambia lo sguardo al di là del vetro a volte pare essere estranea a chi si vorrebbe essere. Non si capisce il motivo di tutti quei dubbi verso se stessi; o forse, in realtà, si conoscono tutte le ragioni. Ma qualcosa non va, non va mai tutto bene.

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17 (parte 2)

Sono le aspettative ad uccidere la felicità delle persone.

Piccoli momenti in cui vediamo proiettata la nostra felicità in qualcosa o in una persona.
E poi, lentamente, vediamo morire quel bagliore di felicità che dipende da altro e non da noi stessi.

Puntualmente ci ritroviamo a fare sempre lo stesso errore.
Cosa ci aspettavamo poi? Cosa ci immaginavamo? Cosa ci avrebbe realmente reso felice?

Come trasformare il nostro giorno in un giorno speciale, che tutti ci hanno augurato per messaggio?

Mi sembrano una serie infinita di schiaffi.

Desideravo e mi aspettavo solo una cosa, ma mi sono ritrovata a litigare con mia mamma, a versare lacrime, quasi a maledire questo giorno. Quello che mi aspettavo non si è realizzato e ora è svanita anche la speranza di essere felice oggi.

Dopo tanto tempo che non mi succedeva, che aspettavo questo momento quasi con ansia, finalmente è successo.

Sto piangendo come una bambina chiusa in camera mia con le cuffie e la musica altissima.

Bè, dopotutto il lato positivo c’è. Le mie aspettative non si sono realizzate, ma ho raggiunto qualcosa che mi era impossibile da tempo.

Da oggi ho 23 anni e insomma, non si è mai troppo vecchi dopotutto…..

Volevo solo un abbraccio.

My Hero – Foo Fighters

Ho appena realizzato una cosa,
e come ogni volta che realizzo cose non so mai se sia una cosa positiva
oppure no.

Ho l’abitudine di idealizzare alcune persone come degli adoni-idoli-grandi amori-dei-miti, pur consapevole del fatto che sono dei grandi pezzi di merda.

Da quando è morto mio papà non ho fatto altro che idolatrarlo, ricordarlo come il mio unico grande eroe e la persona più bella di questo mondo.
Che, ok, è vero.
Mio papà è stato il mio grande amore della vita, l’uomo più buono sulla faccia della terra.
Era un un genio maledetto alla Baudelaire, il mio Jim Morrison.
Era un eterno Peter Pan con cui giocavo a far la lotta con i cuscini e che andava all’esselunga per comprarci chili di caramelle e marshmallows.
E’ stata la persona che mi ha insegnato e spronato a credere nei sogni e a far di tutto per realizzarli.
Io ero la sua Elena, la sua principessa ballerina e per me lui sarà sempre il mio Hercules.

Tutto questo è ciò che voglio ricordare di mio papà, ciò che mi fa ancora piangere per la sua scomparsa ed è tutto quello per cui mi manca da morire ogni giorno.

Ma tutti gli aspetti negativi che per magia dimentico pensando a lui?
Dove sono?
Dove sono i ricordi di lui ubriaco marcio che insultava la mamma in salotto mentre io e mia sorella ci nascondevamo in camera?
Dove sono spariti tutti i suoi discorsi fascisti e razzisti che se solo ci penso mi fanno ancora venire i brividi?

Griderei al cielo di riportarmi qua il mio papà, anche solo per sentirlo ridere.
Ma quante volte a mia mamma ho gridato, da piccola o da adolescente, che volevo che il papà sparisse?

E ora eccomi qua a mitizzare ancora le persone, innamorandomi di quelli sbagliati. Sempre lo stesso ho in mente e di lui probabilmente ho solo un’idea, bella, meravigliosa, quella dei momenti pieni di sorrisi e complicità.
Convinta che lui sia davvero la persona giusta per me, anche se non mi ha mai preso in considerazione.
Ma tutte le volte che mi ha dato buca, abbandonata in stazione ad aspettarlo o tutti i messaggi a cui non ha mai risposto?
Perché quando penso a lui mi ricordo solo del fatto che probabilmente, infondo, sotto sotto, alla fine mi sono innamorata di lui e non che è un pezzo di merda?
Insomma, non solo non mi prende in considerazione come ragazza ma a volte mi chiedo se si ricorda della mia esistenza.
Sì, ci penso. Ma prima di tutto penso al fatto che mi piace da impazzire

e quando mi sono aperta con lui, confessandogli questa mia pazzia, non mi ha neanche mai dato una risposta. No, piano piano ha iniziato a sparire e io dopo un anno penso di essermi innamorata.
Ma la cosa grave è che oltre ad essermi ritrovata con il cuore infranto, ho probabilmente allontanato una bellissima amicizia che sarebbe potuta diventare grande. Eh sì, la cazzata l’ho combinata io, ancora mi maledico per essermi dichiarata, sputtanando tutto.

Insomma, più son stronzi più io sono rincoglionita.

Work song – Hozier

Una serata breve, tre amici, un divano, skype, un amico in Brasile e due risate.

Ora un letto, una maglietta bianca, calzettoni lunghi, le coccole della mia cagnolona e la canzone giusta a ripetizione continua……

(non potete capire che coreografia pazzesca mi sono fatta nella mia testa, più che dormire dovrei alzarmi e mettermi in sala a ballare. Ma anche no!)

…. Ora scrivo.

Qualcosa è scattato nella mia testa, tant’è che stasera non mi sono mai grattata la testa. Credo!

Periodi no, bui e pallosi che ogni tanto tornano a tormentarmi ma che, forse, anche loro, hanno un senso….dopotutto.

Ignorare tutto e tutti, come sto cercando di ignorare il prurito alla testa.

Un Prurito fastidioso, cronico e che probabilmente non è neanche reale……. Non ne riporto segni visibili, solo io lo percepisco.

Solo io posso ignorarlo fino a farlo sparire.

Al momento sembra l’unica via d’uscita.

Ignorare.

Cercare di scongelarmi, un giusto controsenso in vista del freddo in arrivo, e provare ad uscire dalla mia cella d’isolamento.

Giusto per non correre il rischio di allontanare quei pochi che in fondo mi vogliono bene……. Purtroppo qualcuno forse si è già stancato di comprendere i miei silenzi e se l’è già data a gambe.

Ma ehi, l’inverno è solo alle porte! Tra poco potrei tornare in me stessa.

VENTISEI

Nessuno ha di certo il diritto di dirmi qualcosa se sto passando il pomeriggio svaccata sul divano a guardare telefilm….. Dopo aver passato alla grande il mio primo esame da universitaria!

Sono felice, finalmente sto riacquistando la fiducia in me stessa e sto capendo che anche io valgo qualcosa.
E’ uno strano momento perchè ora come ora conto solo io; il mio umore dipende da me, così anche i miei pensieri e le mie idee.

(Forse sto mentendo, prima di tutto a me stessa.
Ammetto che dopo aver dato l’esame, essere uscita dall’università e aver preso la metro… Ho pensato a quella personcina che come una mosca mi ronza ancora in testa.
Ne è passato di tempo e io mi ci sto abituando solo ora. E’ come se io mi fossi fermata e ancorata a qualche mese fa, e ora è strano non dargli più le belle notizie.
Potrei, ma non voglio.)

Chiusa parentesi, riprendo il discorso di prima, ho deciso che andare avanti per la mia strada è la sola cosa giusta da fare.
Dopo tanto tempo sono contenta, non mi lamento di nulla e questo dipende solo da me stessa.

(non cantiamo vittoria troppo presto, il ciclo sta per arrivare).

Chiusa seconda parentesi mi rituffo nel mood del giorno : Il diario di una nerd super star.

Vai a lavarti i denti.

Oggi è uno di quei giorni in cui cambierei tutto!
Stravolgerei completamente la mia vita,
Cancellerei ricordi spiacevoli,
Polverizzerei tutti gli scheletri che mi porto appresso.
Rivoluzionerei le mie idee e le mie abitudini.
Partirei per un posto lontano, alla ricerca di volti nuovi e diversi.
Andrei a caccia di emozioni e
Mi spoglierei di ogni pregiudizio.
Farei il bagno in acqua ghiacciata per congelare il mio cuore, che aspetta ancora te.
E lo riscalderei con l’abbraccio di qualcuno che non vorrebbe mai lasciarmi.
Scaccerei via la paura della solitudine per sempre.
Solo per trovare un posto dove non proverei questo senso di disagio che mi comprime sottovuoto.

Eppure,
oggi è già tanto che ho tolto il pigiama e mi sono vestita.