Un pensiero, G.

È da tanto tempo che non so, ma io credo che ci sia qualcuno che è stato in grado di farmi credere nei sogni. In quei grandi desideri che sono lì per essere realizzati.

Credo in quella persona che mi ha fatto vedere cosa vuol dire vivere, per davvero. Mi ha mostrato che la mediocrità non è scritta nei nostri sogni, mi ha insegnato che per vivere davvero ci vuole amore.

L’amore per stare bene, verso ciò che si fa e chi si vuole essere. La voglia di spaccare tutto ciò che ci soffoca per uscire fuori ed esserci.

Perchè sono figlia di quell’amore, di chi con garbo e umiltà sa di essere capace di qualcosa di speciale. Per se stessi, per gli altri, per i proprio obiettivi.

Voglio essere io. È una promessa. Ce la farò

Forse starò bene

A volte succedono cose, così dal nulla.

In modo beffardo si fanno spazio dopo un periodo nero, in cui sembrava di aver perso le speranza e si correva il rischio di cadere nella tristezza.

Nel loro essere inaspettate, ovviamente, portano tante aspettative condite con tanta paura. Quella paura buona, però, di chi vuole farcela a tutti i costi.

Così non ci dormi la notte, ascolti canzoni, balli per strada mentre vai al lavoro, sorridi così nel nulla. E aspetti.

Conti le ore, i giorni. Aspetti con ansia quella data in cui qualcosa succederà. Potrebbe essere l’imprevisto che farà la svolta, oppure la realtà crudele senza sogni ti riporterà con i piedi per terra.

Io ci credo però. Cazzo se ci credo.

Repetita Iuvant

Non sono fatta per essere una delle tante.

E non lo sarò mai.

Non mi piace dire che scappo dopo essermi ritrovata casualmente sempre nelle situazioni sbagliate. Preferisco ammettere che mi dileguo piano piano, non appena mi rendo conto del rischio a cui vado incontro. Non importa se qualcuno lo prenderà come egoismo personale, a me piace pensarlo piú come un istinto di autoconservazione emotiva. Qualcuno ha detto che così correrei il rischio di sopravvivere, invece che vivere. Non è del tutto sbagliato ma neanche completamente vero. Si dovrebbe vivere ogni cosa nel migliore dei modi, in modo da sentirsi speciali. E da stare bene. Sempre.

Tengo il buono

Quando per tanto tempo hai avuto modo di scoprire cosa sia davvero la sofferenza, sai cosa significa sprofondare nella tristezza e con tutte le tue forze hai saputo stamparti un allegro sorriso sulle labbra allora puoi farcela.

Scopri che ciò che conta è tenere il buono, tirar fuori le cose belle e conservare solo queste.

Certo, come ogni rosa ha le sue spine, spesso capita di ricadere nella malinconia e in quello stato d’animo che ti fa vivere ciò che accade con tristezza.

Però, a ogni piccola delusione che le persone riescono ancora a darti o ai tentativi andati male o alla voglia di amore, sai come guardare te stessa a testa alta.

Dov’è il mio limite?

Non ho mai avuto paura dell’età e del tempo che passa. Ho sempre vissuto, vivendo tutto. L’unica cosa che mi ha sempre messo ansia è la distanza, fra me e alcune persone, fra me e le cose perse per strada. Fra me e l’ultimo giorno in cui ho parlato con mio papà.

Da qualche tempo a questa parte, però, inizio ad aver seriamente paura della mia età. Che poi forse è solo paura di me stessa. Tutto ciò che c’è, è giusto, ma non mi sembra giusto per la mia età. Che poi, gli anni chi li conta più?

E allora perchè questa paura? Che si scontra con la voglia di vivermi ciò che voglio, anche se mi sento troppo grande? Cos’è che mi fa provare questo strano sentimento? Quali paletti invisibili mi sono impostata, senza nemmeno saperlo?

Messaafuoco

C’è sempre un’alternativa.

Ma può esserci un’alternativa

a una persona?

Siamo onesti, qual’è la nostra verità? Cos’è che ci tiene lì, che non ci fa cambiare prospettiva e sembra non esistere altro desiderio per noi?

Non riusciamo a guardare nessuno negli occhi senza la fervida convinzione che, dannazione, non sia la stessa persona. Non è la stessa cosa.

Non riusciamo a tenere una conversazione senza pensare, che cavolo, quella persona direbbe esattamente il contrario.

E cosa succede poi quando quella persona è, in realtà, distante? Quando c’è così tanto spazio fra di voi, che siete passati dall’essere tutto a non parlare neanche più la stessa lingua? Dov’è finito il suo interesse, che diavolo è successo a quella lusingante intesa? Cosa succede quando anche i suoi occhi su di voi sono diversi?

Succede che fate il miglior sesso di sempre, che ti prende per la gola e ti lascia una scarica elettrica.

Oppure, era solo il nostro addio.

Stanotte ti ho sognato

Ci sono periodi in cui non sogniamo, o meglio non ne abbiamo ricordo, come se non ne avessimo. Di sogni.

Fino a quando, un mattino ti svegli con un sorriso e il ricordo di qualcosa di bello. Finalmente la notte ha portato con se un sogno, e fortunatamente è pure bello.

La dolcezza di un bel pensiero ti culla al risveglio, non è reale ma ti scalda il cuore.

Un solo sogno può far riaffiorare la bellezza di una persona, che lascia un velo di gentilezza e un’allegra malinconia con una sorpresa consapevolezza di non essersene dimenticata.

Nonostante la lontananza, l’oceano Atlantico e gli abbracci sospesi trattenendo il respiro.

Vigilia numero 26

La tristezza non è solo triste, è anche subdola. Trasforma il nostro stato d’animo, cancella la luce nei nostri occhi, si insidia fra noi e i nostri momenti facendoli apparire belli sotto mentite spoglie, di una felicità illusoria.

Barattiamo un pandoro con quell’allegra illusione d’amore, un panettone con l’idea immaginaria di felicità data da due corpi che si uniscono.

Fino a quando, stanchi di essere cullati da una malinconica dolcezza, non diciamo basta.

Rimaniamo così, nudi e cotti sotto una nebbia di tristezza.

Ma senza più illusioni.

C’era una volta la mia storia

Ogni tanto mi piace stare ai margini a osservare.

Mi piace intromettermi con la fantasia tra i gesti e le parole degli altri. Che posso solo immaginare. Creo storie, d’amicizia d’amore o di screzi.

Creo una storia tutta mia, quella che più mi piace al momento. Non è mai la mia, ma sono mie, e possono sembrare rassicuranti.

Così non posso mai sentirmi del tutto sola.

Vedo un bacio, una carezza, delle risate e sento un pó di quel calore che manca. L’assenza di una mancanza.

Forse l’amore

Incastrati fra i propri sogni e le proprie fantasie, a fare a pugni contro la realtà e i conti sotto gli occhi dei saggi.

Smarrendosi, sempre fuori luogo, inadatti e incomprensibili.

Compresi solo in parte dall’illusione di un complice, forse uno sconosciuto. Sempre senza sicurezza, senza la chiara concretezza. Solo un abbraccio che profuma d’amore.

Perchè l’amore non si sa spiegare, è stato banalizzato troppe volte e a loro non puoi neanche spiegarlo. Eppure, paradossalmente, ogni tanto, sembra che ci sia amore nei posti più disparati, fra i gesti meno sospetti e gli occhi di una persona inattesa.

Forse c’è amore, ma non sarà di certo la certezza di altri.

Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

io e dipendenze fantastiche

C’è questa cosa strana fra me e le mie dipendenze… e con dipendenze intendo quelle cose che ripetono con frequenza spasmodica, sempre uguali per tanto tempo.

ho una nuova dipendenza ogni sei mesi (circa, suppergiú, si bè insomma) e caso vuole siano sempre supercaloriche.

  • pizza con le patatine fritte
  • marshmallows
  • coca cola
  • oreo e burro d’arachide
  • kebab
  • pizza con salame piccante
  • KFC (specialmente original recipe)
  • focaccia con salame piccante e maionese
  • coccodrilli haribo
  • gelato al pistacchio
  • in aggiornamento

Reset e Restart

Vi è mai venuta voglia di voler resettare qualcosa e farla ripartire da capo? Per esempio tornare al primo incontro con quella persona (per cui non vi è ancora passata dopo mesi e tanta tristezza) e rivivere quei bellissimi momenti che non potranno più tornare vista la merda di com’è andata a finire?

È questo ciò che non riesco a dimenticare, quella cosa che ancora oggi mi lascia l’amaro in bocca e che, anche se meno frequentemente di prima, mi fa salire la malinconia. Tutto è andato in merda, lui è sparito… puff… ha deciso semplicemente che era la soluzione migliore per lui. Una gran bella vaccata, insomma. Ora da lí ci sono solo punti di non ritorno, niente più dolci speranze o dolci pensieri. Ecco cosa mi dà rabbia, tristezza e malinconia: sapere che per me è realmente finita perchè non ci sono scuse per un comportamento così di merda. Mioddio quanto tempo è passato, e ancora penso a lui. Ripenso a quando era davvero un bel pensiero e darei qualsiasi cosa per tornare a pensare a lui con dolcezza.

Che rabbia.

Archivia

Whatsapp ti dà la possibilità di archiviare le chat così, quando non vuoi che accidentalmente l’occhio cada su quella conversazione ma non è ancora arrivato il momento di cancellare del tutto la possibilità di riascoltare una voce ormai lontana dai messaggi vocali in preda all’alcolismo, le “nasconde”.

Ma è possibile archiviare anche i pensieri, per tenerli nascosti quando non si riesce ancora a eliminarli?