Forse l’amore

Incastrati fra i propri sogni e le proprie fantasie, a fare a pugni contro la realtà e i conti sotto gli occhi dei saggi.

Smarrendosi, sempre fuori luogo, inadatti e incomprensibili.

Compresi solo in parte dall’illusione di un complice, forse uno sconosciuto. Sempre senza sicurezza, senza la chiara concretezza. Solo un abbraccio che profuma d’amore.

Perchè l’amore non si sa spiegare, è stato banalizzato troppe volte e a loro non puoi neanche spiegarlo. Eppure, paradossalmente, ogni tanto, sembra che ci sia amore nei posti più disparati, fra i gesti meno sospetti e gli occhi di una persona inattesa.

Forse c’è amore, ma non sarà di certo la certezza di altri.

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LefrasiincompiutediElena

lui confida a Elena che in tutte le donne ha sempre cercato lei. Elena resta in silenzio, c’è un abbraccio e poi si perdono ancora. 

Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

Bubi

Non possiamo sapere se siano state le risate, gli sguardi di complicità o le parole d’intesa. A momenti non ricordiamo neanche il giorno o il posto esatto in cui abbiamo iniziato a considerarci, entrambe addirittura abbiamo ricordi diversi. Ma, con facilità come se niente fosse, siamo passate da essere semplici compagne di università a grandi amiche. Abbiamo iniziato a condividere i sogni di una con i sogni dell’altra, ci siamo fatte forza a vicenda per superare gli esami più difficili e ci siamo consolate con una birra del Baffo in Colonne quando i ragazzi ci hanno spezzato il cuore. Tenendoci per mano siamo arrivate fino alla Tour Eiffel, passando per il Louvre abbiamo preso in giro i cinesi appiccicati al vetro della Gioconda e abbiamo finito per emozionarci quando abbiamo realizzato che è meraviglioso trovare un’amica con cui riuscire a condividere il bagno dentro alla camera senza porta di quella bettola di albergo.

Come due Jedi abbiamo combattuto insieme alla Ribellione contro l’Impero, ma alle volte abbiamo ceduto al lato oscuro della forza per colpa delle ciambelle del Mcdonalds alle 2 di notte. Siamo state come Frodo e Sam sul Mote Fato quando dovevamo consegnare la Tesi in sala stampa entro la data stabilita, e come loro non potevamo crederci quando ce l’abbiamo fatta. Ancora più incredibile è stato scoprire che il nostro giorno di laurea coincideva, e pure la data l’aula e la commissione. È stato qualcosa che neanche il destino potrebbe spiegarci ma grazie al quale abbiamo potuto condividere uno dei momenti più belli di sempre, tra corone di alloro preparate la sera prima e slide convertite in pdf perchè metti caso che il pc dell’università sballava la nostro discussione di tesi.

Dal Teatro alla Scala alla Galleria fotografica, al rincorrerci e trovarsi a metà strada per pranzare o per fare la manicure che poi tanto le unghie ce le mangiamo lo stesso, per sentirsi un pó come due amiche di Sex and The City con Milano che è la nostra New York anche se alla fine non è proprio uguale ma se cerchi bene i cocktail sono buoni anche qui e guariscono dalle ferite del cuore o semplicemente amplificano i sorrisi. Senza tacchi a spillo, ma con scarpe comodo per essere sempre pronte a vivere nuove avventure e nuovi viaggi, per affrontare le difficoltà come gli eroi dei nostri film preferiti.

io e dipendenze fantastiche

C’è questa cosa strana fra me e le mie dipendenze… e con dipendenze intendo quelle cose che ripetono con frequenza spasmodica, sempre uguali per tanto tempo.

ho una nuova dipendenza ogni sei mesi (circa, suppergiú, si bè insomma) e caso vuole siano sempre supercaloriche.

  • pizza con le patatine fritte
  • marshmallows
  • coca cola
  • oreo e burro d’arachide
  • kebab
  • pizza con salame piccante
  • KFC (specialmente original recipe)
  • focaccia con salame piccante e maionese
  • coccodrilli haribo
  • gelato al pistacchio
  • in aggiornamento

Reset e Restart

Vi è mai venuta voglia di voler resettare qualcosa e farla ripartire da capo? Per esempio tornare al primo incontro con quella persona (per cui non vi è ancora passata dopo mesi e tanta tristezza) e rivivere quei bellissimi momenti che non potranno più tornare vista la merda di com’è andata a finire?

È questo ciò che non riesco a dimenticare, quella cosa che ancora oggi mi lascia l’amaro in bocca e che, anche se meno frequentemente di prima, mi fa salire la malinconia. Tutto è andato in merda, lui è sparito… puff… ha deciso semplicemente che era la soluzione migliore per lui. Una gran bella vaccata, insomma. Ora da lí ci sono solo punti di non ritorno, niente più dolci speranze o dolci pensieri. Ecco cosa mi dà rabbia, tristezza e malinconia: sapere che per me è realmente finita perchè non ci sono scuse per un comportamento così di merda. Mioddio quanto tempo è passato, e ancora penso a lui. Ripenso a quando era davvero un bel pensiero e darei qualsiasi cosa per tornare a pensare a lui con dolcezza.

Che rabbia.

Archivia

Whatsapp ti dà la possibilità di archiviare le chat così, quando non vuoi che accidentalmente l’occhio cada su quella conversazione ma non è ancora arrivato il momento di cancellare del tutto la possibilità di riascoltare una voce ormai lontana dai messaggi vocali in preda all’alcolismo, le “nasconde”.

Ma è possibile archiviare anche i pensieri, per tenerli nascosti quando non si riesce ancora a eliminarli?

In trappola

Sto immaginando la mia testa come un alveare; in cui i pensieri si annidano fitti, e rimangono intrappolati nelle fessure. Ecco che quando i miei occhi si fissano su un’immagine, quella viene acchiappata e rimane lì, fissa nella mia testa. È come incollata, distolgo i pensieri ma puntualmente mi sembra di ritrovarmi quel quadretto davanti agli occhi. Non è reale, quindi lo sguardo non posso distoglierlo ed è così che inevitabilmente ripenso a ciò che doveva rimanermi oscuro. È qualcosa su cui non avrei dovuto posare lo sguardo, qualcosa che non avrebbe dovuto impossessarsi dei miei pensieri, perchè è un’immagine che mi strapazza lo stomaco e il mio cuore vorrebbe scappare mentre avverto una sensazione di nausea. Non ero preparata a una realtà ignota. Aspetto con ansia il momento in cui quella immagine sparirà dalla mia testa, una foto reale che ora si ripresenta davanti non concretamente.

Aspetto il momento di rimpadronirmi della mia immaginazione, della mia testa, della mia fantasia che solo lei può aggiustare la mia realtà!

Sono triste e lo dico senza vergogna

Quando meno ce lo aspettiamo, la natura subdolamente trova i nostri punti deboli. Allora vorremmo non provare nulla, forse non abbiamo mai voluto provare nulla, ma sentiamo quel qualcosa che ovviamente abbiamo provato. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, ma rendersi insensibili così da non provare più nulla è un gran peccato. I cuori che abbiamo nel cuore ci vengono dati una sola volta e prima che lo capiamo, ci si è consumato il cuore. C’è dolore, pena… ma non dovremmo soffocarlo. Con esso c’è la gioia che abbiamo provato.

In attesa

Sono nata iperattiva. Fin da quando sono piccola non sono mai stata capace di stare ferma, ho sempre dovuto far qualcosa. Non ce la faccio a rimanere a guardare, devo agire. Non sono capace di restare immobile, devo muovermi.

Nell’ultimo periodo non sono mai stata ferma un attimo, fino a che non mi sono ritrovata paralizzata. Mi sto accorgendo che non posso fare nulla, in questo momento non posso agire. Sono completamente inerme, qualsiasi cosa io faccia è inutile. Anzi, più io cerco di agire più combino guai e non realizzo nulla. Effettivamente, troppo spesso ho cercato di far avverare ciò che volevo combinando solo disastri e senza ottenere nulla di buono. È come se, a questo punto, dovessi cercare di fermarmi un attimo ad osservare ciò che accade, immobile. Forse è il primo grande cambiamento che devo vivere, devo imparare ad avere pazienza. Sono in balia del corso degli eventi, tutto deve succedere e io devo lasciare il tempo alle cose di accadere. Non ho io il potere di avverare il futuro, non sta volta. Sono in attesa, senza sapere di cosa precisamente.

Non riesco a muovermi. Non faccio nulla. Ho paura, non so se ce la farò. Ma tutto mi paralizza.

Devo aspettare.

Pamela Anderson

Non è un dato di fatto, ma non è neanche poi così tanto una casualità visto che accade spesso.

Quando sono in periodo di siccità, cioè quando non ho un uomo… vabbè mi spiego meglio. Quando non scopo da tanto tempo, quasi due mesi in questo caso,

le mie tette diventano enormi.

Sembra assurdo detto da me, che di tette non ne ho mai avute. Infatti, si gonfiano solo un pochino tanto, cioè si fanno sentire e si vedono. Io che non sono abituata, quando si gonfiano così mi sembrano giganti. Le percepisco in ogni movimento, diventano palpabili, e riempiono la prima taglia di reggiseno.

Vabbè non è la prima volta che capita, succede in cambi di stagione quando manca una settimana al mar rosso. Però è strana come coincidenza, succede sempre quando le posso guardare solo io. Mi accontento, toccarmi le tette manco fossi Pamela Anderson che se le strizza uscendo dal mare è divertente.

Laureanda

Ho problemi relazionali pure con il mio relatore di tesi che automaticamente riesco a pensare solo a quanto io sia una frana con gli uomini.

Quando gli scrivo una mail, allego bozze e attendo una risposta, mi sento un’ebete come quando scrivo al ragazzo che mi piace. Passerò il tempo a chiedermi cosa pensa o a come giudicherà il mio lavoro. Entrerò in una profonda crisi con ansia da prestazione. Il tutto mi riporta a pensare alle mie azioni quando un ragazzo mi piace, quando non so come comportarmi e davvero mi rendo conto di non saperci fare.

Ma… mi dico pazienza, in questo momento mi importa solo di prendere la laurea. Al resto ci penso poi, poi imparo.

tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.