A me Frida Kahlo non piace

L’arte è arte, sempre e comunque. Ma a me Frida Kahlo non piace.
Non mi capita spesso di usare la prima persona quando scrivo, ma in questo caso mi sono fatta prendere la mano dalle mie impressioni per raccontare il fenomeno Frida e la mostra al Mudec con uno sguardo personale. Leggete e mangiatene tutti 🌹

http://www.cristinapalmieriarte.com/item.php?menuId=15&table=homeditorials&itemid=311

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Ricognizione di quella sera

È arrivata la sera, quella sera, e con essa poi è arrivato il momento del “ok dai è l’ora di andare a dormire così dormo otto ore piene, mi faccio giusto un porrino, due minuti e dormo”. In quella sera.

Dalla camera senti la voce della mamma parlare con il Bizzo e la Lucy, già perchè dopo aver fatto insieme la corona d’alloro, lui è andata a prenderla e sono tornati a casa nostra. Già sono tornati, vabbè due chiacchiere e tra dieci minuti sono a letto, così mi fanno compagnia con il porrino. E infatti chiacchieriamo mentre mi fanno compagnia a far su. Che bello poi, mamma inizia a parlare, così intrattiene lei la conversazione e io posso non pensare a nulla. Cacchio, si ogni tanto sento un pochino di ansia che devo rigirare su la cartina due volte in più. Però è pronta, bella due tiri e sono già a letto, si dai vado a dormire che tanto dormirei sette ore e quarantacinque minuti. Sí, giá un quarto d’ora fa volevo essere a dormire. Vabbè dai, stiamo facendo le imitazioni delle persone e io sono bravissima a farli ridere. Guarda, è finita, cavolo. Vabbè tanto la mamma ha ripreso a parlare, io posso non dire nulla e prepararne una da accendere quando sarò dottoressa. Si dai, domani mattina posso anche non farla tanto sarò in coma dal parrucchiere e potrò non pensare a nulla perchè ormai è tutto pronto per andare in università. È quella sera. Prepararne su una per un momento in cui non si avrà voglia nè tempo per girarla, sembra un pochino una cosa buffa ma che caratterizza tutto. Già perchè si ha come l’impressione che sarà diverso dalle situazioni che si è vissuto in terza persona, come amico o come conoscente; mai in prima persona. Come sarà inevitabilmente ce lo si immagina diverso, perchè alle lauree degli amici c’era la famiglia i nonni gli zii la cugina e solo poi gli amici. La mia situazione non può essere così, ci sarà la mamma e insieme ci saranno gli amici. Non ho nessun altro di famiglia. Anzi ora che ci penso, in un giorno così speciale per me, mio papà e mia sorella non saranno accanto a me fisicamente. Ma sono talmente fiera della Lalla e orgogliosa di tutta la forza che impiega nel realizzare i sogni che non potrei sentirla più vicino a me in questo momento; intanto qualcuno potrebbe dire che da lassù ho un angelo custode che non mi lascerà mai. Nonostante senta comunque la loro mancanza, ho la fortuna di avere una donna meravigliosa come mamma e degli amici che sono a tutti gli effetti la mia famiglia. Insomma, sarà una situazione vissuta in tranquillità e com’è la mia situazione; quindi unica e caratteristica di me. Deve essere come la voglio io, e ora come essere come dev’essere quella sera. In cui dai è arrivata l’ora di dormire, ho già salutato tutti e ormai rimane solo il letto. Fumerei anche un’altra sigaretta, dai ora mi metto nel letto un attimo che poi ecco che arriva la voglia di far due tiri prima di dormire davvero. Mi bevo anche un sorso d’acqua così. Vedrai che poi torno a letto e crollo. Dai che così arriva subito, quel giorno.

tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.

Destino

Circa un anno fa ho iniziato a credere nel destino e nell’ultimo periodo sempre di più.

Il susseguirsi di certi eventi o segnali è talmente evidente da non lasciar spazio a nessun tipo di dubbio: si tratta di destino. Certe volte, però, il fato è talmente evidente che sembra voglia prendermi in giro. Ecco perchè mi chiedo spesso se il motivo per cui sono così legata a questo caso fortuito non sia dovuto dalla speranza che nutro dentro di me verso certe situazioni, circostanze, persone, un amore. Come se questo destino non fosse altro che il mio scudo protettivo contro la paura per il futuro ignoto, un ancora o un porto sicuro dove rintanarmi e proteggermi dalle insicurezze. Quindi non so quanto possa essere reale il fato, il caso, che si è insinuato nella mia vita, o se non sia solo un’illusione.

Marameo

Ogni bacio è una carezza sul cuore, e quando mi accarezzi la pelle è un bacio su tutto il corpo. 

Lasci brividi di piacere lungo tutta la mia schiena, nessuno com te. E in te mi perdo, affondo il mio viso, il mio corpo e i miei sorrisi tra le tue braccia… E seguo il tuo profumo, per baciarti sul collo e disegnare baffi con la lingua. Ci perdiamo, insieme perdiamoci.

Vorrei scrivere altre mille banalità perchè sono così semplice quando penso a te.

Dopo tutto questo tempo sei sempre tu.

Storia della mia vita (ore 04.56)

Sognare la piadina maionese e salame

Sapere di avere tutti gli ingredienti in cucina, ma avere solo voglia di dormire dopo essersi già lavata e essersi messa il pigiama e essersi sdraiata nel letto

Cercare di addormentarsi in fretta sapendo che quando mi sveglierò avrò piadina con maionese e salame da mangiare

Le parole che non ti ho detto

Non volevo più di quello che c’era. Non ti avrei mai chiesto di più.

Volevo solo che tu ci fossi. Anzi, o meglio, io volevo esserci, per te. Con te.

Invece hai giocato a fare la lampadina. Una lampadina che si spegne e si riaccende quando vuole. Mi hai lasciata lì a chiedermi dove ti fossi nascosto, al buio. Da sola.

E io ho paura del buio. Al buio non ci vedo.

Quando sei riapparso, la luce era troppo forte. Mi ero già asciugata le lacrime e gli occhi ormai si erano abituati all’oscurità. Un abbaglio e io stordita. 

Ma dopo tutto questo tempo mi ero già preparata e ho tirato fuori il coraggio. Ho preferito rimanere lì da sola al buio, con la stessa malinconia di due mesi fa e con quelle stesse lacrime, che non hanno fatto in tempo a scendere che si erano già asciugate sulle mie guance.

Ho pianto, sí. Ma non come si dovrebbe. 

Infondo lo dico sempre,

io non sono capace di piangere.

Quella canzone

E ci ho pensato sai, a tutte le cose che non ho fatto ma che avrei potuto fare. A tutto ciò che ho detto invece di dirti ciò che avrei dovuto.

È tutto ciò che in realtà non avrei dovuto darti, ma che avrei potuto.

Tutto ciò che non avresti meritato è tutto ciò che avrei potuto comunque darti.

Tutto ciò che avrei potuto essere per te.

Per te che non sono nulla, ma che hai lasciato molto più di quello che credi.

Quel tutto è un vuoto che mi mangia la pancia ora.

Non sono nel torto, ma quella canzone non riesco ad ascoltarla.

Anche se sarà sempre la più bella.

Tengo il buono

Ricordo certe cose come se fossero le più belle in assoluto, quelle che per un secondo ti fanno stare bene solo a ripensarci e pensi che nulla ti fará mai stare così

Ma è solo un breve secondo prima che tutto si trasforma in un pugno allo stomaco

Perchè a ripensarci lo erano anche allora, ma erano pugni al cuore

e il fatto che siano riusciti a rianimarlo e a farlo uscire dal cubo di ghiaccio,

non è detto che sia una buona cosa.

Mi hanno lasciato così, vulnerabile

e non è detto che sia una buona cosa

Primavera non bussa, lei entra sicura.

La primavera si avvicina.

Ho le tette gonfissime. 

Non si nota neanche ma io vi assicuro che sono piú grosse. Anche se non è vero.

In realtà ho il presentimento che manchi ancora tantissimo alla primavera. Il sole e le temperature poco più alte sono solo un’illusione. In realtà si deve ancora indossare la sciarpa di lana e la giacca pesante. Non si è ancora fatta. Ci lascia in sospeso facendoci credere che si inizia a stare bene.

Ecco, sono quella speranza malinconica che scommette sull’arrivo della primavera.

Ci siamo quasi, ma bisogna ricredersene subito.

Caffè lungo senza zucchero (x7)

Sarà colpa del whisky. O sarà colpa del caffè.

Occhi fissi nel vuoto quando il sonno sembra non arrivare, mentre l’ora in cui suonerà la sveglia è sempre più vicina.

Non esiste una guida pronta all’uso per riuscire ad addormentarsi; pensare a cose belle o chiudere gli occhi e lasciarsi andare, sono consigli troppo sottovalutati. In realtà basterebbe scollegare i pensieri, non impuntarsi su certi argomenti, essere persone sane di mente, non bere troppi caffè o coca cola, non ascoltare la musica….

mi piaci tu, mi piaci tu, mi piaci tu…ma come te lo devo dire?

Ostilità affettuose

Leggendo casualità:

L’amore fa male e il sesso è ostile.”L’assenza di ostilità causa indifferenza e noia nel sesso. L’essere umano non è una specie molto affettuosa, soprattutto nel sesso.”

Rumiginando, chissà poi quali pensieri seri. Che non sia questo però il segreto? Se ció che vorremmo tenere a debita distanza è quello che in realtà ci fa provare quei brividini lungo la schiena….

Si ma l’affetto? Perchè no l’affetto…

Allora ci si accorge che spontaneamente non si dimostra tutto quell’affetto spontaneo che saremmo in grado di offrire, per cui ci riteniamo naturalmente affettuose….. e che aspettavamo con ansia di dare in un momento del genere!

Che specie strana “l’essere umano”!

Spiegamela

E’ possibile imparare ad essere delle persone razionali?
Più di quello che in realtà si è?

Provare qualcosa, cercando di restare impassibili; come se ci si fosse abituati a non dare ascolto alla propria emotività. O meglio, come se ci si fosse abituati a gestirla.

Ma… Se in realtà fosse solo qualcosa di nuovo? Come una sensazione mai provata prima? Magari si rivelerebbe anche qualcosa di bellissimo.

A questo punto, è il caso di non pensarci troppo.

A me va

Le cose vanno, si dice così, bene.
Lo si dice, figuriamoci, senza neanche sapere bene cosa significa.
A volte bene sembra la retta che deve intersecarsi con una circonferenza, pensa un pò te. Se no non lo è più. E’ proprio da quel cerchio che si finisce per credere che benenormale coincidano al centro.
A tutti i costi si cercano sempre dei punti in comune, come delle ancore di salvezza; corriamo ai ripari.
L’insufficienza, ovviamente perenne, in geometria analitica suggerisce che l’equazione fatta per trovare la retta sia sbagliata; lo dice anche il disegno.
Bene non interseca al centro con normale, nè tantomeno ha punti in comune alla circonferenza, non ci sta, è esterna; ha scelto un’altra strada.
Non c’è da giustificarsi però, se va bene, veramente.

Se il problema fossi io – Ghemon

Pensieri brutti e inutili,
brutti come le falene,
inutili come le cimici puzzolenti che si insidiano tra le fessure della finestra di notte
svegliandoti.

Ghemon cantava… Se il problema fossi io?


Già, spesso quando inizio a scrivere più che trovare parole mie mi risuonano in testa musica e parole di altri. Sta volta un pezzo che ho ascoltato pochissime volte, se paragonato ad altre canzoni di Ghemon che metto a ripetizione continua… ma che risuona familiare.

Se il problema fossi io ,si
sarebbe facile risolverlo
per com’è facile coinvolgermi
prendere un concetto semplicissimo e stravolgerlo
Damn baby! Sayonara!
Non vedi che…no,non lo vedi,è evidente…
perchè la tua forma di malattia
è una miopia degli occhi dell’anima, una patologia frequente
…che se la profilassi fosse la prassi, almeno non dovresti discolparti…
ma tu sei come quelli che dicono “odio l’ipocrisia” e sono gli ipocriti più grandi!
Vi scontentate tutti del vostro niente
attaccandovi al mio tutto
studiandone la forma
sparandomi pallottole di gomma
che, hey, mi dispiace, non fanno da deterrente

Situazioni e fatti che ora mettono in dubbio il mio essere, la mia intelligenza, la mia astuzia e la mia mente… Ma davvero? Il problema sono io? Perchè giocano con la realtà dei fatti e io finisco per STORDIRMI?

Siamo seri, quanta meschinità c’è in tutto questo?
Chapeau, siete tutti molto bravi. Vi ammiro.

Ma io ho deciso che non voglio più perdere.
Preferisco rimanere il problema. Se sono davvero io il problema.
Preferisco che il problema fosse solo mio. Se il problema fosse mio davvero

Lasciatemi qui, così a sbagliare, o a non sbagliare…. da sola.

Palmieri

Fin da piccola ho sempre ascoltato tante storie sulla mia famiglia. Sarà che è molto numerosa per cui ogni persona porta con se storie e aneddoti diversi; ma ad ogni rimpatriata familiare saltano fuori sempre nuovi racconti.

Ho sempre percepito da parte dei miei zii o cugini, piú sentito da alcuni e molto meno da altri ma comunque evidente, un attaccamento al proprio cognome, per me quasi sempre incomprensibile; talvolta anche inconcepibile. 

Non sono mai state molto frequenti le occasioni per ritrovarsi con i parenti e negli anni sono sempre piú rare. Ma ogni volta si crea una situazione per cui ognuno si sente appartenere ad un’unica grande genealogia e ci si riconosce nel proprio cognome. Gli aneddoti raccontati dagli zii poi arricchiscono ogni volta la storia della famiglia, come a voler sottolinearne una certa bizzarra importanza.

Per me è sempre stata una cosa particolare, ho sempre provato dei sentimenti strani ogni volta che mi trovavo in mezzo a quella famiglia e quando poi tornavo nel mio mondo. Ho sempre avuto l’impressione che tutti volessero sentirsi importanti, unici e rari, attraverso il nome della propria famiglia. Io facevo e faccio tutt’ora fatica a spiegare cosa percepivo e cosa provo durante quei sporadici incontri con i miei parenti; non concepiró mai come tutto il passato possa valorizzare cosí tanto il presente se è talmente remoto che non mi tocca cosí poi da vicino.

Probabilmente avrei dovuto vivere a Rho per farmi conoscere da tutti, ma credetemi che preferisco essere una persona anonima e in incognito, vivendo senza il bisogno di farmi riconoscere o di sentirsi superiori.

citare Picasso

Giovedí devo consegnare l’intervista ad un’artista emergente. Io e lei siamo amiche da una vita.

Stasera avrei dovuto farle l’intervista… Ci siamo ritrovate a fumar canne, bere birra e parlare di sesso e orgasmi.

Dopotutto lo stesso Picasso diceva che l’arte e il sesso sono la stessa cosa. E ci sono state anche molte confessioni profonde su come stiamo al momento.

Ma come faró io a ricordare e ricostruire l’intervista di questa sera???

Mangio tonno e maionese