The Tallest Man On Earth – Leading Me Now

E’ facile proiettare le proprie illusioni su altre persone, o situazioni, fino a quando queste diventano esse stesse degli abbagli, come un inganno della nostra mente.
Ma perchè? Cosa ci spinge a tanto?

C’è davvero bisogno di vivere brevi momenti in cui ci si allontana dalla realtà per crearsi una proiezione tutta personale, quasi utopica che finisce per alienarci completamente da tutto quello di cui potremmo godere della nostra vita?

Ogni tanto capita di realizzare che si sta commettendo questo errore sempre più spesso, da troppo tempo, dopo che tutto è iniziato quasi senza accorgersene. In ogni caso si persegue fino a quando non si sa più dove sbattere la testa, ci si rintana in quell’illusione di gioia, di godimento e di strani sentimenti positivi (che poi così tanto positivi, in fondo, non sono) senza sapere se si conosce o no il motivo; rimanendo in balia dei propri stessi dubbi; bramando quella libertà che a volte sembra prendere forma nella gabbia che si è costruiti da soli.

Born of the weakness my oys and I. Carry anger forth and back. But we’ll make it somehow. You’ve all what’s mine. And your leading me now. […] Every time we wonder. What we left back in your heart. Could you see we’re dreaming. Though our minds just fall apart.”

(“Alla nostra debolezza io e il mio cavallo. Portiamo avanti e indietro rabbia. Ma, in qualche modo, ce la faremo. Tutto ciò che ho è tuo. E adesso mi stai guidando. […] E ogni volta che ci chiediamo. Che cosa abbiamo lasciato nei tuoi cuori. Non riesci a capire che stiamo solo sognando. Anche se le nostre menti stanno diventando sempre più deboli?“)

 

 

The Tallest Man On Earth – There’s No Leaving Now

Sono quasi sicura che ognuno di noi abbia un periodo della propria vita che ricorda come il peggiore.

Per me il periodo piú brutto coincide con il momento in cui sono stata la persona peggiore che potessi essere. Avevo 17 anni. Lo ricordo non tanto per i momenti vissuti, che al contrario ho cercato di cancellare totalmente dalla mia mente, ma perchè un pó mi rassicura ripensarci; sembrerà un controsenso ma se ci penso mi accorgo che peggio di com’ero all’ora non potró mai esserlo e quindi mi tranquillizza.

Non ho mai raccontato a nessuno nei dettagli cosa vivevo durante quei mesi, non ho mai trovato nessuno a cui poter confidare quelle cose. Mi vergogno cosí tanto di chi ero, di cosa riuscivo a pensare o a fare, che non ho mai avuto il coraggio di trasformare quei ricordi in parole, figuriamoci trovare qualcuno disposto ad ascoltarmi.

L’unica cosa che per ora riesco a tirar fuori è anche ciò che mi tormenta di piú. È qualcosa che non posso fare a meno di ammettere, quasi come se volessi farmi del male da sola rigirando il coltello nella ferita. È inevitabile perchè mi sembra l’unico modo per riconoscere la mia colpa. L’unica cosa a cui penso tornando con la mente a sei anni fa, è immaginare come mi sarei sentita o cosa avrei fatto, 

se qualcuno mi avesse predetto che da lí a 6 mesi mio papà sarebbe morto.

Magari non ci avrei messo cosí tanto tempo a ritrovare me stessa e non avrei perso tutto il tempo che mi rimaneva da vivere con lui, insieme a mia mamma e a mia sorella.

The Tallest Man On Earth – Love Is All

Tra le domande piú stupide del mondo c’è sicuramente quella che mi sento ripetere piú spesso… “Ma come fai ad essere single, perchè?” 

Bè la mia risposta è sempre la stessa: “Non é difficile stare bene!”

È così, pur soffrendo spesso di solitudine… Sto bene. Sono io la prima a scappare dalle relazioni. E come dico sempre, io credo talmente tanto nell’amore che non vorrei rischiare, come a volte accade, di banalizzarlo cercando qualcosa negli altri pur sapendo che non è la cosa giusta.

Potrebbe sembrare una giustificazione, ma intorno a me vedo sempre piú relazioni stereotipate ed idealizzate che mi viene l’ansia. Vivere fino in fondo un’altra persona per me è una cosa ben diversa e finchè non troveró qualcuno con cui godermi la mia libertà, bè allora io continueró a scappare dai clichè romantici.

Qualcuno potrebbe dirmi che mi sto costruendo una gabbia con le mie stesse mani; probabilmente a furia di isolarmi continueró a prendermi in giro. O forse no….
Magari la colpa non è mia ma degli incontri sbagliati, del fatto che mi fisso su persone che dovrei lasciar perdere…….

Ma infondo, se ci fosse davvero qualcuno me ne starei qua a letto a fumare una canna ascoltando TTMOE? Ovvio che si, ma probabilmente non sarei sola e il letto non sembrerebbe cosí vuoto.

Suvvia, non rompetemi i coglioni.