Rose rosse surgelate (parte III)

Ogni mattina per colazione insieme al caffè raccolgo una cucchiaiata di sentimenti e li mando giù, per allontanarli dalla mente e digerirli in fretta. Puntualmente la sera li vomito fuori e li sento andare alla testa, feroci si insinuano fino ad aggrapparsi pesantemente al cuore. Non sono in grado di liberarmene, ignorandoli si incattiviscono e inizio a sentirmi debole. Si prendono gioco della mia sensibilità che non riesco più a nascondergli e io non so più dove rintanarmi.

Fuori fa freddo e un pensiero dolce come la rosa rossa diventa ghiaccio, piano piano.

Forse si è liberata troppo in fretta da quel cubo ghiacciato, un gesto azzardato. Ora perché dovrebbe continuare a sciogliersi?

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Una rosa rossa così 

Il fatto che esista un nome per ogni cosa, ha reso tutto così reale. Finiamo per affidarci alle definizioni, cerchiamo solo cose concrete.

Io me ne sto lì, incapace di provare una vera reazione di fronte alle cose che accadono. Reprimo la tristezza a colpi di pugni nello stomaco e mi ricopro di paura se provo un’illusione di felicità.

Sono ignorante all’idea dell’amore, così attesso e così sperato che lo ignoro rincorrendo il piacere concreto di due corpi che reprimono il proprio desiderio di provare qualcosa.

Apatia.

Tutto ha una sua ragione e non ci si lascia limitare o influenzare dalle cose.

È troppo tempo che dico di non voler essere così, di voler ritrovarmi, perchè infondo sono consapevole di ciò che vorrei provare. Ma lo ignoro per paura di soffrire. La cosa buffa è che, è proprio tutto questo a rendermi una persona triste.

Apatìa. s. f. [dal lat. apathīa, gr. ἀπάϑεια «insensibilità», comp. di ἀ- priv. e πάϑος «passione»]. – 1. a. Stato d’indifferenza abituale o prolungata, insensibilità, indolenza nei confronti della realtà esterna e dell’agire pratico: ti devi scuotere da questa a.; è caduto nell’apatia. (Treccani)

scarpette – rose rosse – G (Wunderkammer)

Ogni paio di scarpette potrebbe raccontare una storia e suggerire le emozioni provate indossandole. A ognuna di esse è associato un ricordo: la prima lezione di tecnica di punte, il primo spettacolo, il palcoscenico, Treviso, Milano, Berlino, Milano.

È il sogno di una bambina che cresce con lei, che l’accompagna dall’infanzia fino a a vederla diventare donna. A ritmo di musica è nata la passione per la danza classica, la voglia di imparare e maturare, di decidere il proprio cammino fino ad arrivare ad accettare se stessi e i propri limiti. Attorno a questo mondo ha preso forma una persona, appasionata e curiosa di esplorare il proprio essere per conoscere sempre nuove facce del proprio “Io”.

Ogni persona durante il proprio percorso di vita e di crescita affronta delle sfide cercando ogni giorno stimoli nuovi, nonostante le difficoltà e le situazioni peggiori. Fino ai diciassette anni di età tutto sembra seguire un vortice incessabile di eventi, poi ad un tratto tutto sembra fermarsi. Qualcosa ti dice che è ora di crescere e allora la realtà delle cose viene a farti visita. Qualcosa che fino a quel momento non avresti mai pensato potesse capitare proprio a te, che l’avevi solo minimamente immaginato attraverso i racconti di altre persone, si appropria della tua vita. Succede che un giorno papà non c’è più, rimane una rosa rossa.

Si narra che quando San Giorgio sconfisse il drago e liberò la principessa, dal sangue della creatura fiorì una rosa che egli donó alla fanciulla.

Da quel momento le favole hanno lasciato il posto alla realtà, insieme alle emozioni si sono accumulati i ricordi. Ma ciò che non svanirá mai sarà il desiderio di andare sempre oltre a ciò che c’è. Perchè nulla è perduto se c’è sempre la speranza di trovare qualcosa in più.

La Giraffa

La giraffa ha il collo lungo. Ha il cuore lontano dai pensieri, si è innamorata ieri e ancora non lo sa.

Io ho il collo lungo. Ho la testa persa da qualche parte e i sentimenti congelati, sono andata all’esselunga e ho trovato le rose rosse nel reparto dei surgelati.

La giraffa ha il collo lungo per poter prevedere i pericoli in lontananza cosí da non dover ricorrere alla violenza nel momento in cui dovrà difendersi, ma all’astuzia e al buon senso.

Io ho il collo lungo e la grande capacità di prevedere il futuro sotto forma di grandissima sega mentale e perdermi per strada.

17 (Destino)

Una coincidenza del caso e i segni del destino che si fanno notare anche dalla mente più cinica; ed è davvero impossibile far finta di niente.

La magia di una cosa inattesa, il suo modo di far presa su di te.
La cosa più dolce.

Tanto vale rischiare, dice la vocina più sensibile. Che non ha senso essere matti se poi non si ha il coraggio di buttarsi.
Un gioco fatto di dibattiti, perchè i due opposti dentro di te fanno a gara per metterti in guardia.
Allora spogliati di quella corazza venuta male, che ti sei costruita senza pensarci troppo in un momento di freddo gelido. Ti sentirai libera come

Una rosa rossa non più tanto ghiacciata.

Rose rosse surgelate (part. II)

Arriverà un momento in cui ogni cosa avrà un senso, ma potrebbe anche non accadere mai. C’è il rischio che tutto rimanga esattamente cosí com’è, ma vale comunque la pena cercare di scoprire cosa potrebbe succedere se andasse diversamente.

È una sfida… scoprire se quella rosa rossa resterà per sempre intappolata in quel cubo di ghiaccio, se tornerà a respirare dopo che si scioglierà o se senza di esso capirà di non poter vivere.

Rose rosse surgelate (save me)

Quel qualcuno lassú ha giocato sporco con me… Mi ha fatto la persona piú sensibile di questo mondo, ma incapace di dimostrarlo e brava a prendersi in giro da sola.

Fragile ma incrollabile… Mentre aspetto semplicemente il momento in cui andró in mille pezzi per liberarmi e scappare da questo limbo in cui, perdendomi, mi ci sono ritrovata.

Non so come, non so se ce la faró. Ma quando succederà chiederó scusa a me stessa

per non essermi mai sentita abbastanza, per non essermi mai andata bene, per non aver mai accettato ció che sono, per aver cercato di essere ció che non sono, per essermi lasciata andare alle illusioni amorose, per aver rincorso falsità…

per essermi fatta del male da sola.

Nebbia

Alla disperata ricerca di domande a cui cercare di dare risposte per concedersi quei pochi attimi di certezza

prima di sprofondare di nuovo nel vortice dell’insicurezza.

Camminare a testa alta, con lo sguardo fisso davanti a se, sui propri obbiettivi, quando è solo per evitare di guardare in basso,

e notare la merda che si sta calpestando.

Si procede cosí, camminando, dentro un inverno gelido, cipolle griffate Ralph Lauren e Woolrich che combattono contro il freddo

quando l’unico freddo proviene dal ghiaccio che ricopre i nostri sentimenti e per distruggerlo basterebbe un abbraccio, un bacio, uno sguardo, un sorriso.

Se inizia a scioglersi peró, poi non si sa come va a finire,

quella rosa rossa lí, rifiorerà o perirà?