Rose rosse surgelate (part. II)

Arriverà un momento in cui ogni cosa avrà un senso, ma potrebbe anche non accadere mai. C’è il rischio che tutto rimanga esattamente cosí com’è, ma vale comunque la pena cercare di scoprire cosa potrebbe succedere se andasse diversamente.

È una sfida… scoprire se quella rosa rossa resterà per sempre intappolata in quel cubo di ghiaccio, se tornerà a respirare dopo che si scioglierà o se senza di esso capirà di non poter vivere.

Annunci

Favole – Mecna

Il volto di Anna Magnani proiettato su grande schermo, la voce della prof. che risuona come un eco sempre piú distante

Lontana, sono altrove e improvvisamente mi ritrovo sola con i miei pensieri, con le mie fantasie.

Uno scherzo della mia mente, improvviso e innaspettato.

Senza volerlo sto pensando a te. 

Nella mia testa si proietta un’immagine di me e te insieme, cosí imprevedibile e spiazzante da confondermi.

“…non so com’è sbarazzarmi di te…”

Mi perdo in mille domande inutili, mi sento impotente difronte al pensiero di te.

“…piú è complicato e meno sembra difficile. quasi quanto fermare il tempo…”

Pacman che corre a zig zag scappando dai fantasmi bianchi, io escogito il modo migliore per mantere una certa distanza da te, ma sto aspettando la tua prossima mossa.

“…più provo a rifletterci e piú mi prendo male…”

Voglio osservarti,

tu cosí prevedibile e imprevedibile.

“…non so se andarci incontro o nascondermi per il gran finale…”

Non c’è un senso, non vale neanche piú la pena cercarlo.

Non c’è piú logica, non avró mai una spiegazione per capire cosa sta accadendo.

“…per me non ci vuole una svolta ma un imprevisto…”

Se il problema fossi io, vorrei capirlo.

Magari potrei solo convincermi a lasciarmi andare, abbandonare tutti i miei discorsi logici, smetterla di farmi le paturnie.

Buttarmi e scoprire cosa mi aspetta, non curante di tutte le conseguenze.

“…qua siamo noi e basta. noi e basta…”

Ma anche a volerlo ora come ora avrei bisogno di un tuo chiaramento sul tuo modo di comportarti. Non c’è bisogno di spiegazioni difficili.

Basterebbe un bacio.

“…. non raccontarmi le tue favole….”

Magari è solo perchè hai paura anche tu!

Senza le idee – Mecna

Non ditemelo, 
vi prego.

Non voglio essere cosí banale.

Non so neanche come possa essermi passata per la testa una cosa del genere.

Prendiamola come una coincidenza, ma neanche troppo.

Sta diventando una cosa seria, 

la colpa è solo mia.

All’incirca sono quasi due settimane.

In testa non c’è niente,

e soffro di un terribile prurito alla testa.

Non grattarti!

Ieri era sparito, oggi mi ha svegliato.

Ma dai è un caso.

Sarà lo stress, ma non scherzare troppo.

Spunte blu e prurito.

Spunti tu e non soffro piú.

Ma che dico.

Dimmi dov’eri… Ora che quasi mi piacevi.

Vorrei scrivere qualcosa, buttar giú pensieri e paranoie per sentirmi piú leggera.

Vorrei lamentarmi, riempire un elenco di cosa non va bene e ripetermi che fa tutto schifo.

Vorrei essere come voi, spensierati e menefreghisti che ascoltate musica di merda.

Vorrei chiudere gli occhi e sparire, sdraiata a pancia in su lasciando che l’acqua del mare mi culli via.

Vorrei lamentarmi di quanto sia terribile fare sesso quando fa caldo, e contraddirmi dicendo che invece non c’è niente di piú bello.

Vorrei credere in qualcosa e sperare che qualcosa di bello accadrà davvero.

Vorrei…. Te (freddo alla pesca)!

Non ci sei piú – Mecna – Laska 🌹

Vorrei tornare indietro nel tempo, ritrovarmi a vivere nei momenti in cui pensavo “non lo so ma sai la sensazione non voler stare in un posto diverso da dove stai!”.
Quando pensavo di stare bene, molto bene, perchè credevo che tutto fosse possibile; nutrivo dentro di me quella speranza che poi mi sono anche portata dietro per tanto tempo. Ma che da poco ormai sto cercando di abbandonare.
Piano piano sta lasciando posto a quelle piccole cose che sono davvero concrete, belle o brutte che siano.
Ora c’è solo la realtà di fronte a me, nuda e cruda d’affrontare. Piena di vittorie, conquiste ma anche di delusioni che il cuore ormai si trascina dietro a fatica.

C’è sempre un pensiero che è ancora rivolto là, che ogni tanto si dimena per tornare a tormentarmi all’improvviso.
Riaffiora con un ricordo lontano, una canzone o un profumo. È lí, e io sono la prima a non averlo ancora lasciato andare, definitivamente.
Sto trattenendo il fiato da troppo tempo peró, ormai vivo in apnea e prima o poi mi dovró convincere del fatto che
devo tornare a respirare.
Sicuramente se ne andrà, un giorno,
e magari passerà.
Prima o poi.