tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.

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Destino

Circa un anno fa ho iniziato a credere nel destino e nell’ultimo periodo sempre di più.

Il susseguirsi di certi eventi o segnali è talmente evidente da non lasciar spazio a nessun tipo di dubbio: si tratta di destino. Certe volte, però, il fato è talmente evidente che sembra voglia prendermi in giro. Ecco perchè mi chiedo spesso se il motivo per cui sono così legata a questo caso fortuito non sia dovuto dalla speranza che nutro dentro di me verso certe situazioni, circostanze, persone, un amore. Come se questo destino non fosse altro che il mio scudo protettivo contro la paura per il futuro ignoto, un ancora o un porto sicuro dove rintanarmi e proteggermi dalle insicurezze. Quindi non so quanto possa essere reale il fato, il caso, che si è insinuato nella mia vita, o se non sia solo un’illusione.

Déjà vu

Dicembre si è appena fatto, siamo solo all’inizio della fine.
Solo Sant Ambroeus e l’Immacolata sono appena passati, ma ormai siamo nel pieno del periodo natalizio.
Tra chi è preso a fare i regali e chi chiede dove si passeranno le vacanze (ah già, io lavoro!), c’è chi già tira le somme dell’anno che sta per finire (cazzo, ma non siamo ancora a metà dicembre) e per questo mi è stata già fatta la domanda, com’è andato? Come descriveresti il tuo 2017 con una parola? Per fortuna non ho dovuto studiarmela la risposta, ce l’avevo già pronta. Quindi, per riassumere il mio anno in una sola parola io dico Déjà vu!
Proprio così. Proprio quel fenomeno psichico per cui fatti totalmente casuali provocano la sensazione di un’esperienza precedentemente vissuta, già vista.
Sembra assurdo, davvero. Non l’avrei mai detto, ma è sicuro che da luglio a oggi il mio 2017 sembra lo specchio del 2016. Fortunatamente alcune cose non sono esattamente le stesse ma per una serie di eventi la stessa storia si ripete.
Ne ho parlato con un amico pochi giorni fa, in preda all’ansia perchè mi sentivo più matta del solito. Ho elencato punto per punto tutte quelle cose che combaciano tra quest’anno e l’anno scorso. Grazie alla ragione non mi ci sono soffermata più di tanto per evitare di diventare pazza e scema completamente. Eppure, alcune date-eventi-persone combaciavano. Come se il destino e il caso stessero giocando con il mio presente e il mio passato. Proprio la casualità mi ha fatto vivere esperienze simili e speculari con quelle del 2016. La cosa mi ha messo paura perchè qua qualcosa sembra volermi dire qualcosa. Ci sono cose belle dell’anno scorso che porto nel cuore gelosamente, che mi tengono sveglia la notte con la speranza che accadono. Una di queste è già accaduta; il fato sembrava volesse presentarmela prima del previsto e invece, la data di inizio stage sul contratto recita: 12 dicembre 2017. La data di inizio sul contratto dello scorso anno, devo rivelarla? 12 dicembre 2016. Sembra quasi che mi venga data una seconda chance; tranquillamente sono qui a giocare questa partita con il mio destino.
C’è in ballo la cosa a cui tengo di più, che desidero di più, che aspetto da una vita!
Eppure ciò che mi manda in brodo di giuggiole è qualcosa di meno importante, ma che non riesco a levarmi dalla testa. Ciò che mi ha regalato un’illusione un anno fa, quest’anno la ritrovo simile, meno profonda per certi versi ma comunque vissuta e sentita. La paura è data dalla consapevolezza che, come una bambina ingenua, vorrei rivivermela nello stesso modo ma so che probabilmente in tutto questo déjà vu è l’unica cosa che dovrei realmente cambiare. Mi terrorizza, non vorrei rinunciarci eppure so che sarebbe sbagliato ricercare le stesse emozioni, gli stessi sentimenti che già allora erano illusioni.

Nonostante il déjà vu, avrei una lista di Prime volte da elencare. Uno di questi giorni le conto, non mi stupirei se fossero 17 cose (17 come il mio numero, come l’anno). Ma sembra un numero altino per aver così tante cose vissute per la prima volta nella vita. Però potrebbero essere sicuramente tante, se considerato che sono avvenute tutte in anno. Divertente.

Non voglio più perdere (repetita iuvant)

Alle volte la terra sembra crollarmi sotto i piedi
basta un attimo
giusto quel poco per perdermi e tutto sembra farsi troppo difficile
da far sembrare tutto insopportabile.

Sono troppo sicura del momento da non riuscire a lasciarlo andare.
Giorno per giorno, ma sembra che tutto stia andando troppo in fretta e
vivendo giorno per giorno, quello che sarà si avvicina troppo velocemente.

Vorrei farmi piccolina per sprofondare e rimanere ferma immobile,
in balia di dolcezza e tenerezza.

Ci sono persone convinte di non meritare l’amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato.

Io invece voglio meritarmelo l’amore,
voglio meritarmi qualcosa di bello.
Voglio meritarmi quello che ho cercato con fatica,
vorrei meritarmi di tenermelo stretto.

C’era una volta e un albero di Natale.

Un vestitino di raso rosso scuro con roselline ricamate e i biglietti per Lo Schiaccianoci; il piú bel regalo di Natale mai ricevuto. Avevo otto anni ed era la prima volta che mamma e papà mi portavano alla Scala a vedere un balletto. Quel balletto, quello in cui facevo il fiocco di neve al mio primissimo saggio di danza quando avevo solo quattro anni. Tutti e quattro insieme, vestiti elegantissimi, per il mio grande giorno. Tutti e quattro emozionati, incantati, tanto che mio papà all’intervallo non riusciva a trattenere la parlantina euforica che gli veniva quando era su di giri. Rideva e scherzava con il barista che, al momento di tornare al nostro palchetto, salutó promettendogli che si sarebbero rivisti al prossimo Schiaccianoci quando la sua bambina, quell’esserino che gli stringeva la mano che ero io, avrebbe ballato sul palco del Teatro alla Scala. 

Alle 14.30 di oggi, hanno spento le luci del teatro ed è entrato il direttore d’orchestra. Le prime note hanno dato il via al prologo introduttivo del balletto. Quella musica e io al buio; ho iniziato a piangere e non ho piú smesso fino a quando non si sono riaccese le luci. Ho pianto mentre mi lasciavo incantare dallo spettacolo, quello che non avevo piú avuto il coraggio di rivedere dal vivo.

È stato bellissimo.

Work song – Hozier

Una serata breve, tre amici, un divano, skype, un amico in Brasile e due risate.

Ora un letto, una maglietta bianca, calzettoni lunghi, le coccole della mia cagnolona e la canzone giusta a ripetizione continua……

(non potete capire che coreografia pazzesca mi sono fatta nella mia testa, più che dormire dovrei alzarmi e mettermi in sala a ballare. Ma anche no!)

…. Ora scrivo.

Qualcosa è scattato nella mia testa, tant’è che stasera non mi sono mai grattata la testa. Credo!

Periodi no, bui e pallosi che ogni tanto tornano a tormentarmi ma che, forse, anche loro, hanno un senso….dopotutto.

Ignorare tutto e tutti, come sto cercando di ignorare il prurito alla testa.

Un Prurito fastidioso, cronico e che probabilmente non è neanche reale……. Non ne riporto segni visibili, solo io lo percepisco.

Solo io posso ignorarlo fino a farlo sparire.

Al momento sembra l’unica via d’uscita.

Ignorare.

Cercare di scongelarmi, un giusto controsenso in vista del freddo in arrivo, e provare ad uscire dalla mia cella d’isolamento.

Giusto per non correre il rischio di allontanare quei pochi che in fondo mi vogliono bene……. Purtroppo qualcuno forse si è già stancato di comprendere i miei silenzi e se l’è già data a gambe.

Ma ehi, l’inverno è solo alle porte! Tra poco potrei tornare in me stessa.

Doing it wrong – Drake

Quante cose vorrei dirti,

che a volte non vorrei neanche sentirti.

Forse non vorresti neanche sentirle,

o forse sì.

O forse sono io che non vorrei dirle,

perchè penso che dovresti già saperle.

Sto zitta, salvo bozze di messaggi mai spediti nelle note, tengo tutto dentro…..

Qui, qua e cerco di far parlare i miei occhi e i miei abbracci…… Sembra tutto inutile,

tu non lo senti? Ma mi senti?

Ogni volta è una scossa, chissà che cosa è stato a ridurmi cosí

un anno fa!

Quanti “ciao io vado” ad altri, pensando a te mentre uscivo con gli altri che non potró neanche amarli.

Non so spiegartelo, non so spiegarmelo.

È un promettersi di vedersi, sentirsi, parlarsi infinito; e io che aspetto ancora che accada,

e spero sempre che cambi tutto cosí che io possa smetterla di provare qualcosa per te.

Sarebbe piú facile, non sarebbe piú un casino per me ogni volta…….

Sarebbe quello che non vorrei, sarebbe come uccidere le farfalle, sarebbe come dirmi che ce la faccio sempre,

ma sarebbe davvero diverso, sarebbe utile a cancellare la tua indifferenza?

Quante cose da dirti, che l’unica cosa che veramente devo dirti non la dico mai…. a te, a me, qui o qua.

Un anno fa tra poco… una lettera, un disegno.

È ancora il piú bello che io abbia fatto.

È ancora vero, ti direi ancora tutto….

Forse di piú.

Forse è un problema.

Ce l’ho io un problema a questo punto.

Ma che cazzo ho scritto? (disordine ortografico, disordine nella testa)

Mettiamo paura e coraggio sullo stesso piano,
da che parte pende la bilancia?
e se rimane immobile?
cosa vince alla fine?

La paura guidata dalla paura,
di ritrovarsi con il culo per terra e di non trovare la forza per leccarsi di nuovo le ferite.
La paura di buttarsi,

“Ma buttati, che la caduta sarà morbida!”

Il coraggio spronato dall’impulsività,
l’irrazionalità e l’infantilità di rischiare sempre tutto.
La voglia di fare tutto ad ogni costo.

La via di mezzo tra paura e coraggio,
la speranza.

L’attesa della speranza,
sperando che la prima mossa non spetti a me.

Ma spero davvero che tutti i miei film mentali diventino realtà, quando la vita non è un film?
Sono come sono perchè ho deciso di esserlo, e allora perchè mi lascio andare alla debolezza di volere ciò che non fa per me?

Forse è proprio questo il punto, devo ricordarmi ogni volta che ho combattuto per anni per essere così e convincermi che sono felice di essere così.

Avrei potuto essere fidanzata con migliaia di persone diverse, vivere una storia normale, con il messaggio sul cellulare la mattina e la cena prenotata per ogni sabato sera. Ma non ho voluto, sono scappata dalla normalità imposta dai clichè romantici.

Forse è il caso di tentare, di farsi coraggio proprio perchè se è così, è giusto che sia così.

Insomma, non state capendo un cazzo di quello che sto scrivendo.

Ce l’ho qua in testa il pensiero giusto, sto cercando di elaborarlo, lo sento…
ma non lo tiro fuori nel modo giusto.

Infondo, se fosse così facile non avrei vomitato giù così tante parole senza senso, probabilmente non starei nemmeno scrivendo tutto questo.

Che poi sto scrivendo per me stessa, scompongo i pensieri….

Chissà se riuscirò mai a ricomporli in tempo.

Quand’è che sarà troppo tardi ormai? E’ già troppo tardi? Ho perso il treno? O non è neanche passato?

Insomma, sta bilancia da che parte pende? Sta vincendo davvero quella maledetta stronza, chiamata speranza?
Speranza e qualche fantasma.

Ma se io non credo neanche nei fantasmi…..

Moonlight drive – The Doors

Volerci essere, ma allo stesso tempo essere altrove.

Voler ricominciare, ma sentire il desiderio di rimanere aggrappata a quello che è stato.

Voler raccontare tutto, ma tenersi tutto dentro perchè è troppo bello per essere descritto a parole.

Volerci provare, ma non fare niente.

Voler sapere già come andrà, ma l’idea fa venire il nervoso.

Volere, potere, dovere……

Non c’è quel bisogno di scappare, è piú un desiderio di rimettersi a posto ma con il timore di non trovarsi piú bene o di non farcela o di rimanere indietro o di perdersi!

Perdersi per poi ritrovarsi,

non so ancora dove mi ritroveró,

magari mi troveró bene.

Onde infrante (notte 15 agosto – Cullera)

Oggi il sonno non arriva, eppure mi sento stanca morta.

Un mare di cose per la testa e nessuna di queste sembra essere la cosa giusta.

È possibile che abbia idee così strane da non combaciare con nessun altra?

Sono davvero le opinioni a fare le persone?

Parlo di opinioni perchè non riesco a parlare di idee, una cosa tanto stupida paragonata ad una cosa cosí importante.

La conferma di non essere l’unica ad accorgersi che c’è qualcosa che non va è arrivata, ma quanto vale una persona su mille?

Forse tanto, per me puó quasi essere abbastanza… Anche se niente è mai abbastanza.

Agli altri è insignificante,

Ma dopotutto non sono sempre io a dire che il parere degli altri non è cosí importante?

Ecco, il problema peró è capire che è cosí  perchè non siamo tutti uguali e non potremo mai avere pareri tutti uguali.

Non arriveró mai ad una conclusione, di certo non ora con il sottofondo di Smell Like Teen Spirit improvvisato sulla spiaggia da alcuni ragazzi e dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.

L’unica cosa che so è che c’è sempre qualcuno che ci rimette………

Sapró amare ancora…

Quando dici basta… e quel basta non basta mai.

Quando pensi di essere diventata abbastanza forte, in realtà dentro di te sei solo piú vulnerabile.

Quando vuoi capire il motivo di tutto, niente ha piú senso.

Quando poi te ne vuoi fregare, in realtà ti frega piú di quanto vuoi.

Quando c’è il sesso, non c’è mai solo sesso.

Quando c’è l’amore, c’è (solo) l’amore.

Sveglia puntata!

La ciucca triste è la peggiore….
Non immaginavo che potessi sentire la sua mancanza in questo modo…..
Fa male, la tristezza si mescola alla solitudine…

E alla sua indifferenza.

Lo odio, davvero… 

Odio il suo atteggiamento indifferente nei miei confronti e

Odio lui.

La ciucca e io che penso solo alla mia sveglia che suonerà fra 4 ore! 
Ma fra quattro ore sorrideró ad un nuovo buongiorno!

Ce la posso fare!
Mi piace riempire le giornate di sorrisi.

Audrey Hepburn

Ho cercato su google: dieta per aiutare la memoria.

Mi sono usciti gli amici del cervello!

Io non so piú dove l’ho lasciato, il cervello. Sarà andato in vacanza ancora prima del dovuto. Proprio ora che manca solo un esame, che tra quattro giorni diró addio alla sessione estiva. 

Ho preso 27 oggi, e volevo il 30 e lode… Eppure indossavo la mia maglietta preferita con la stampa di Audrey Hepburn. Sono senza parole, felice e amareggiata, contenta e insoddisfatta. 

Questo strano cocktail di sentimenti che mi perseguita da mesi… Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany lo chiamerebbe -avere le paturnie, quell’improvvisa paura di non si sa che-, quei casi in cui non rimane altro che correre da Tiffany o ubriacarsi.

Bè, nello stato in cui sono ora… Sfatta e bisunta dopo tre ore di danza, andare da Tiffany non è buona cosa. Non posso darmi all’alcol……. Mi rimane solo il fumo per stasera!

Eccoli gli amici del cervello… I miei migliori amici, il migliore amico – sorrisi – cannetta e sogni d’oro.

Uscire come Audrey Hepburn e tornare come Courtney Love….. Bene, dov’é il mio Kurt Cobain?

Un anno fa… Más Amor Por Favor

È come un puzzle incompleto, manca un pezzo e niente ha piú senso! È come il Jack senza la coca cola, il caffè senza la sigaretta, la ballerina senza il tutú….. Peró il tutú non fa la ballerina e la coca cola non fa il whiskey.

Ma a me manca comunque quel pezzo, che mi completava davvero…….