Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

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Miopia

Questa sera ti ho riconosciuto, al di là della darsena tra la miopia e i fumi della sigaretta. Ti ho visto tra i gesti di uno sconosciuto, tra i modi di fare di una persona che non eri tu.

Ti ho riconosciuto tra le mie illusioni.

Non eri tu, era solo il ricordo di te che si era impadronito del mio sguardo ma io ho sentito comunque un brivido lungo la schiena.

Mi sono detta che non capiterà più, guarirò dalla miopia.

Reset e Restart

Vi è mai venuta voglia di voler resettare qualcosa e farla ripartire da capo? Per esempio tornare al primo incontro con quella persona (per cui non vi è ancora passata dopo mesi e tanta tristezza) e rivivere quei bellissimi momenti che non potranno più tornare vista la merda di com’è andata a finire?

È questo ciò che non riesco a dimenticare, quella cosa che ancora oggi mi lascia l’amaro in bocca e che, anche se meno frequentemente di prima, mi fa salire la malinconia. Tutto è andato in merda, lui è sparito… puff… ha deciso semplicemente che era la soluzione migliore per lui. Una gran bella vaccata, insomma. Ora da lí ci sono solo punti di non ritorno, niente più dolci speranze o dolci pensieri. Ecco cosa mi dà rabbia, tristezza e malinconia: sapere che per me è realmente finita perchè non ci sono scuse per un comportamento così di merda. Mioddio quanto tempo è passato, e ancora penso a lui. Ripenso a quando era davvero un bel pensiero e darei qualsiasi cosa per tornare a pensare a lui con dolcezza.

Che rabbia.

Punti di domanda

Certe domande ti lasciano come un messaggio a cui non ricevi risposta…

In balia di un’attesa che non sai se sarà placata da una risposta o da un silenzio prolungato.

Che genera altre domande.

Certe domande dovremmo farcele? Certe domande dovremmo farle a chi dovremmo? Certe domande possono avere una risposta?

E quella risposta dobbiamo darcela da soli o deve arrivare da altri?

In trappola

Sto immaginando la mia testa come un alveare; in cui i pensieri si annidano fitti, e rimangono intrappolati nelle fessure. Ecco che quando i miei occhi si fissano su un’immagine, quella viene acchiappata e rimane lì, fissa nella mia testa. È come incollata, distolgo i pensieri ma puntualmente mi sembra di ritrovarmi quel quadretto davanti agli occhi. Non è reale, quindi lo sguardo non posso distoglierlo ed è così che inevitabilmente ripenso a ciò che doveva rimanermi oscuro. È qualcosa su cui non avrei dovuto posare lo sguardo, qualcosa che non avrebbe dovuto impossessarsi dei miei pensieri, perchè è un’immagine che mi strapazza lo stomaco e il mio cuore vorrebbe scappare mentre avverto una sensazione di nausea. Non ero preparata a una realtà ignota. Aspetto con ansia il momento in cui quella immagine sparirà dalla mia testa, una foto reale che ora si ripresenta davanti non concretamente.

Aspetto il momento di rimpadronirmi della mia immaginazione, della mia testa, della mia fantasia che solo lei può aggiustare la mia realtà!

Sono triste e lo dico senza vergogna

Quando meno ce lo aspettiamo, la natura subdolamente trova i nostri punti deboli. Allora vorremmo non provare nulla, forse non abbiamo mai voluto provare nulla, ma sentiamo quel qualcosa che ovviamente abbiamo provato. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, ma rendersi insensibili così da non provare più nulla è un gran peccato. I cuori che abbiamo nel cuore ci vengono dati una sola volta e prima che lo capiamo, ci si è consumato il cuore. C’è dolore, pena… ma non dovremmo soffocarlo. Con esso c’è la gioia che abbiamo provato.

In attesa

Sono nata iperattiva. Fin da quando sono piccola non sono mai stata capace di stare ferma, ho sempre dovuto far qualcosa. Non ce la faccio a rimanere a guardare, devo agire. Non sono capace di restare immobile, devo muovermi.

Nell’ultimo periodo non sono mai stata ferma un attimo, fino a che non mi sono ritrovata paralizzata. Mi sto accorgendo che non posso fare nulla, in questo momento non posso agire. Sono completamente inerme, qualsiasi cosa io faccia è inutile. Anzi, più io cerco di agire più combino guai e non realizzo nulla. Effettivamente, troppo spesso ho cercato di far avverare ciò che volevo combinando solo disastri e senza ottenere nulla di buono. È come se, a questo punto, dovessi cercare di fermarmi un attimo ad osservare ciò che accade, immobile. Forse è il primo grande cambiamento che devo vivere, devo imparare ad avere pazienza. Sono in balia del corso degli eventi, tutto deve succedere e io devo lasciare il tempo alle cose di accadere. Non ho io il potere di avverare il futuro, non sta volta. Sono in attesa, senza sapere di cosa precisamente.

Non riesco a muovermi. Non faccio nulla. Ho paura, non so se ce la farò. Ma tutto mi paralizza.

Devo aspettare.

Convinzioni

Dicono che tra le decisioni prese, quelle che nell’immediato ci fanno morire dentro più avanti ci regaleranno sorrisi.

Io non lo so sinceramente, chissà cosa scoprirò. So solo che sto andando contro la mia stessa volontà e contro i miei sentimenti, per andare avanti. Stringo i denti; seguo l’io razionale, quello saputello; mando giù il boccone, ignoro tutto. Ho l’illusione di essermi messa al riparo, di non correre altri rischi. Non faccio niente.

Eppure ci penso continuamente, è inevitabile. Mi faccio venire dubbi, mi pongo domande e ho sempre la strana sensazione che potrei scoppiare a piangere da un momento all’altro.

Non va per niente tutto bene.

Fortuna di merda

Dicono che la merda porti fortuna…

Speriamo perchè ne ho appena calpestata una bella grossa mentre cercavo di attraversare senza farmi investire.

Non so bene per cosa chiederei un briciolo di fortuna, a volte la confondo con la possibilità di avverare certi desideri.

Ma non credo che sia proprio così, anzi non penso proprio. E anche se fosse, ho troppi desideri da realizzare e troppa tristezza da scacciar via. Non saprei su cosa puntare.

Comunque sia un pó di fortuna di riserva non guasta.

Laureanda

Ho problemi relazionali pure con il mio relatore di tesi che automaticamente riesco a pensare solo a quanto io sia una frana con gli uomini.

Quando gli scrivo una mail, allego bozze e attendo una risposta, mi sento un’ebete come quando scrivo al ragazzo che mi piace. Passerò il tempo a chiedermi cosa pensa o a come giudicherà il mio lavoro. Entrerò in una profonda crisi con ansia da prestazione. Il tutto mi riporta a pensare alle mie azioni quando un ragazzo mi piace, quando non so come comportarmi e davvero mi rendo conto di non saperci fare.

Ma… mi dico pazienza, in questo momento mi importa solo di prendere la laurea. Al resto ci penso poi, poi imparo.

tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.

Destino

Circa un anno fa ho iniziato a credere nel destino e nell’ultimo periodo sempre di più.

Il susseguirsi di certi eventi o segnali è talmente evidente da non lasciar spazio a nessun tipo di dubbio: si tratta di destino. Certe volte, però, il fato è talmente evidente che sembra voglia prendermi in giro. Ecco perchè mi chiedo spesso se il motivo per cui sono così legata a questo caso fortuito non sia dovuto dalla speranza che nutro dentro di me verso certe situazioni, circostanze, persone, un amore. Come se questo destino non fosse altro che il mio scudo protettivo contro la paura per il futuro ignoto, un ancora o un porto sicuro dove rintanarmi e proteggermi dalle insicurezze. Quindi non so quanto possa essere reale il fato, il caso, che si è insinuato nella mia vita, o se non sia solo un’illusione.