Donald Draper

non importa quale sia l’uomo dei sogni di una donna, non conta se una ragazza ha un debole per gli hipster con la barba lunga o per i tamarri. È un dato di fatto che tutte impazzirebbero per Don. Tutte vorrebbero condividere con lui un Jack Daniel’s nel suo ufficio, e sentirsi addosso il suo sguardo bruto e intenso, mentre si passa una mano fra i capelli perfetti pieni di brillantina e con l’altra tiene una Lucky Strike sempre accesa. 

Don Draper, nel suo completo impeccabile e il suo stile anni ’60, è sicuramente il sogno di ogni donna.

invisibile

Un giorno o l’altro esplodo, non so di cosa non so per cosa.

Ma non ce la faccio più… È davvero cosí impossibile per me? È realmente una cosa tanto difficile? Non capisco davvero.

Più non capisco, più non risolvo mai nulla. Intanto la notte diventa sempre piú pesante da sopportare, addormentarsi in un letto vuoto ormai è impossibile e 

abbracciarmi da sola lascia un freddo gelido che non riesco più ad ignorare.

Un anno fa… Más Amor Por Favor

È come un puzzle incompleto, manca un pezzo e niente ha piú senso! È come il Jack senza la coca cola, il caffè senza la sigaretta, la ballerina senza il tutú….. Peró il tutú non fa la ballerina e la coca cola non fa il whiskey.

Ma a me manca comunque quel pezzo, che mi completava davvero……. 

Il mondo è sempre lo stesso

C’è una sola strada da prendere eppure c’è chi va a destra e chi a sinistra. E a me viene naturale andare a sinistra.

Ho acceso una sigaretta al contrario e me ne sono accorta solo poi perchè mi sembrava di fumare cerume. Ne ho accesa un’altra che ho spento a metà perchè mi dava la nausea.

Indosso una maglietta verda con il logo della Beck’s rosso, vado a letto in mutande.

Il pigiama non so dove l’ho lasciato.

Verde era il cocktail che ho bevuto stasera troppo presto. Troppo fredde erano le birre che ho bevuto dopo.

Sono a letto e sono solo le due, c’è qualcosa che non quadra.

Troppe sono le cose a cui sto pensando adesso, troppo annebbiate per capirle.

Eppure ci sarebbe una sola persona a cui vorrei raccontarle, la sola persona che mi ignora.

No, non è Dio.

Dio non esiste.

Ho voglia di te (alla pesca).

Cerchio a mano libera

Ho imparato che i disegni schizzati a mano libera sono piú belli. Un cerchio è perfetto solo se tracciato con il compasso, ma disegnato senza sagoma risalta la sua vera bellezza… Che sta proprio nell’essere cosí approssimativo e grezzo.

La danza mi ha spronato fin da piccola a ricercare una perfezione impossibile, irreale. L’amore mi ha fatto capire che la bellezza è nelle cose belle perchè è bello ció che è bello, non ció che piace. La vita invece mi ha insegnato ad amare le cose uniche, imperfette e imprecise nella loro semplicità e nei loro dettagli abbozzati.

A volte….

A volte
E’ più facile far finta che non ti interessa,
Piuttosto che ammettere che ti sta uccidendo.

Sono di poche parole, sono contenta ma sono anche un turbinio di emozioni diverse.
Avrei bisogno di una scorta industriale di nastro isolante…
Isolare la testa dal cuore e scotch-iarmi la bocca così da non riuscire a dare voce ai miei pensieri.
Vorrei imparare a farmi scivolare le cose addosso e lasciarle andare invece di aggrapparmici possessivamente.
Infondo però non posso neanche farmene una colpa, è innato dentro di me il desiderio di arrivare fino in fondo alle cose.
Ho paura di perdere, ho la nausea di continuare a perdere… Ma ne vale sempre la pena.
E’ così, preferisco perdere alla fine della corsa. Rimanere senza fiato e collassare,
piuttosto che lasciar perdere a metà della gara.

E’ come con quel libro che devo presentare per il corso di letterature contemporanee.
Jonathan Littell è la mia nuova grande sfida, mi spiattella davanti tutti gli orrori che l’uomo ha potuto partorire durante gli anni del regime tedesco e della persecuzione ebraica.
Mille pagine che solo “Le Benevole” poteva contenere, mille pagine di riflessioni profonde e conati di vomito ogni tot parole.
Eppure non riesco a lasciar perdere, ormai sono appassionata a questo romanzo e non vedo l’ora di recensirlo davanti all’intera aula.

Sarà curiosità, sarà il desiderio di sapere cosa accadrà, che mi fa andare avanti…

Sempre.

MeteoGiuliacci

Alla fine la preoccupazione di tutti è sempre “che tempo che c’è”.
È l’argomento di riserva, si tira fuori sempre nei momenti in cui non si vuole indagare su una questione specifica.

Stasera, come ogni sera, c’era il problema del dover uscire a fumare “con sto freddo” e di dove sedersi per evitare il “cazzo, ormai c’ho il culo congelato che non lo sento piú”.
L’alcol e il fumo stasera ci avevano permesso di dare libero sfogo alle nostre preoccupazioni, ai nostri discorsi politici e di analizzare la situazione di ognuno di noi.
Ma come ogni volta la cosa era degenerata, non era piú centrata su cose concrete ma andava a toccare le paure di tutti fino a scovare quelle piú inverosimili, che potrebbero far invidia a qualche programma di Adam Kadmon.
(E lo sanno tutti che con un solo tirello si è già piú suscettibili e si crede piú facilmente alle cazzate).
Ecco, alla fine per noi discutere del tempo è stato essenziale. Ci fumiamo l’ultima Merit in compagnia e iniziamo a pensare alla neve e al sole, e che “a marzo finalmente sarà diverso, non ghiacceremo piú fuori a fumare perchè sicuramente non dovró neanche mettere piú il Woolrich”, cosí che possiamo dividerci, darci la buona notte senza che le nostre paure ci perseguitino.

Se la nuvola di fantozzi poi sta lí, noi stiamo meglio!

Take Care – Drake

Sono come dei flash,
pensieri veloci che vanno e vengono.
In un attimo è di nuovo il 2010, la mamma è seduta ai piedi del letto e io e mia sorella abbiamo già capito tutto. Piangiamo.
Poi mi ricatapulto nella realtà, ci sono io di fronte allo specchio che mi pettino per andare a danza.
Devo concentrarmi e chiudere gli occhi due secondi per non pensare a quello.
Ma eccomi di nuovo a fare su e giú tra i corridoi del reparto di cardiochirurgia, con l’aria condizionata troppo fredda e il caldo di luglio che preme sui vetri delle finestre.
Non riesco a distogliere la concentrazione da questi pensieri, mi fermo e mi arrendo. Ci penso su.
Ho vissuto quattro anni scappando, nascondendomi, cercando aiuto ma con la paura di disturbare.
Ho pianto da sola, ho vomitato, ho parlato con una psicologa, ho fumato una canna con il mio migliore amico, ho pianto abbracciata a mia mamma per poi decidere che non avrei piú voluto soffrire.
Ho messo il cuore nel freezer e l’ho lasciato lí insieme alle buste di piselli esselunga.
Posso raccontarti ogni singolo dettaglio della sua malattia, dirti il momento in cui l’ospedale ha chiamato a casa alle quattro di notte e io non batterò ciglio.
Ma basta un dejavú, un ricordo sfumato, un profumo, un suono lontano che mi ricorda la sua voce, per ricordarmi che sono la persona piú fragile del mondo; per voi peró tireró fuori il sorriso migliore mentre la notte la passeró in bianco in compagnia della mia tristezza.
Non ho ancora avuto il coraggio di affrontare veramente la realtà, non so cosa voglia dire vivere consapevolmente senza di lui.
Non ho la voglia e la forza di rendermi realmente conto che prima c’era e ora non c’è piú.
Solo ogni tanto realizzo che non ha festeggiato con me i diciotto anni, non mi ha visto fallire al liceo e non sarà lui ad accompagnarmi all’altare quando mi sposeró.
In quei momenti mi tremano le mani, preoccupata che qualcuno possa accorgersi dei miei occhi lucidi.
In quei giorni mi fumo due canne di fila.
Poi la notte ascolto Drake per addormentarmi, ripetizione continua.
E non mi addormento piú.
Il giorno dopo apparecchierò la tavola per quattro, ma rideró.
Prima o poi ritroveró l’amore, quello vero, che mi ha mostrato lui.

Messaggi non ancora inviati

Saresti stato il primo a cui avrei voluto fare gli auguri di buon anno a mezzanotte… Perchè nonostante tutto penso a te, ho pensato a te.
Anche se mi manca sentirti tutti giorni e saperti sempre lí vicino a me… Anche se è svanita in un soffio la nostra complicità e sintonia… Anche se non ti vedo da tantissimo e ormai so pochissimo di te…
Anche se per te non sono un pensiero importante quanto tu lo sei per me.
Anche se per questa cosa provo ancora tristezza…
E ancora mi chiedo se sarebbe andata diversamente se avessi tenuto dentro quello che provo per te, senza dirti niente.
Nonostante tutto, per me sei sempre una delle cose piú belle che mi sia capitato nel 2014,
Certe cose non si dimenticano, certi momenti insieme rimangono dei ricordi bellissimi….grazie ☺️
Buon 2015