Su una nuvola

Mamma l’altro giorno è entrata in camera mia lasciandomi un libro sul comodino e ha consigliato di leggerlo, quando ne avró avuta voglia.

“Accettare se stessi”. 

Così recita il titolo del libro, a caratteri cubitali sulla copertina bianca.

Non l’ho ancora iniziato, è lí. Ogni sera quando vado a letto lo fisso, fisso il titolo. Non so quali pensieri usciranno da quelle pagine, non ne ho idea. Ma il titolo mi intimorisce e non sapendo cosa aspettarmi, non riesco ad iniziarlo. Lo fisso e senza sapere a cosa si riferisce quel titolo 

mi chieso se io potrei mai accettare me stessa, se c’è anche una sola, piccola cosa che accetto di me o se ci sarà mai e come me ne accorgerò e se questo cambierà mai qualcosa di me.

Vivere chiusa dentro una bolla d’insoddisfazione e sentire di non essere mai contenti ma sempre malinconici nonostante il sorriso sempre in volto. Tutto questo come fa a convivere con l’accettare se stessi?

Che poi se io accettassi me stessa questo stato d’animo sparirebbe?

Che poi io non capisco mai perchè scrivo sempre dopo aver fumato la canna prima di dormire. Ninna canna e mai a nanna. Si perchè fumo per addormentarmi ignorando i pensieri. Ma partorisco il pensiero di scrivere quella cosa lí e quell’altra lá e alla fine penso più del dovuto.

Tengo il buono

Ricordo certe cose come se fossero le più belle in assoluto, quelle che per un secondo ti fanno stare bene solo a ripensarci e pensi che nulla ti fará mai stare così

Ma è solo un breve secondo prima che tutto si trasforma in un pugno nello stomaco

Perchè a ripensarci lo erano anche allora, ma erano pugni al cuore 

e il fatto che siano riusciti a rianimarlo e a farlo uscire dal cubo di ghiaccio,

non è detto che sia una buona cosa.

Ti hanno lasciato così, vulnerabile

e non è detto che sia una buona cosa

Quindi…? (forse la fine, forse non riesco a dirlo ma è la fine, forse)

Sei felice cosí, senza neanche un addio. Senza l’ultimo limone, carezza, tenerezza, una sigaretta. Peccato peccato….

e si vive questo momento senza capire, un pó alla cieca, ma provando tantissimi sentimenti diversi… 

La prima settimana è quella dello spaesamento, in cui non realizzi che lo stai capendo. Forse cerchi di credere che non ci sia nulla di diverso o sbagliato, ti convinci che sia tutto normale.

La seconda settimane è caratterizzata dalla fase della tristezza, in cui dopo tanto tempo, piangi. Piangi veramente, piangi tantissimo. Perchè fa male. È il momento in cui realizzi e non te ne capaciti, così piangi. Sei vulnerabile. Ti sei lasciata andare con fatica per provare qualcosa, per innamorarti, ti eri tolta la corazza, ti eri sciolta, ti eri liberata dal cubo di ghiaccio… e ora non hai uno scudo che ti protegga. Piangi. (The Dream Synopsis – The Last Shadow Pupets)

Inizia così la terza settimana. Di conseguenza viene la fase dell’allegria iperattiva nevrotica che prende il posto della tristezza assurda. Perchè fa davvero male. Infatti non ti capaciti del tuo buonumore malinconico, e aspetti il momento in cui crollerai. Ma non ci devi pensare, non vuoi lasciargli tempo di venirti in testa, cosí cerchi di fregartene, ti circondi degli amici e ti sfoghi in allegria. (Senza – Thegiornalisti)

Durante la quarta settimana viene l’incazzatura, quella cattiva. Tra un groppo in gola e una risata gustosa, provi un sentimento di dolore espresso attraverso la rabbia. Perchè fa davvero male, se per un istante involontariamente ci pensi. Non trovi un motivo nè una ragione e sei ancora di più incazzata. (Io ti maledico – Levante)

Sta finendo anche questa, cosa devo aspettarmi? Cosa proverò? Come andrà nelle prossime settimane?

Ora il giorno vola, ho i postumi dell’altra sera. Sarà vero questa storia che mi hai dato buca, spera che non mi abbia già lasciato un buco. Scema per la scena di esserci caduta. Anche se poco è stato troppo. Maledetto maledetto, non te ne frega proprio niente?

Bugia o Verità?

Ho letto un articolo in cui spiegavano come interpretare i linguaggi del corpo di un’altra persone e sgamarla se mente o dice la verità…

Mi sarei dovuta mettere a prendere appunti facendo degli schemi su ogni significato attribuito a un determinato gesto

Allora ho deciso che non è un mio problema sgamare la psicologia altrui e che continueró ad affidarmi al corso delle cose come ho sempre fatto, sia con le persone che conoscevo da poco sia con gli amici.

Credo che con il tempo cercare di interpetare le persone possa diventare un’ossessionr maligna e non una capacità in più per autodifenderci.

Bugie e verità, alla fine, sta a noi deciderle. Anche quelle degli altri.

Sta a noi decidere come vivere la propria vita, se con l’ansia richiudendosi in se stessi o a braccia aperte pronti ad accogliere qualsiasi cosa! Capire quali sono gli stronzi da mandare a cagare alla fine non è poi così difficile… Gli stronzi e i bugiardi si incartano con le proprie stesse mani rivelandosi sempre per quello che sono prima o poi. 

Non voglio più perdere (repetita iuvant)

Alle volte la terra sembra crollarmi sotto i piedi
basta un attimo
giusto quel poco per perdermi e tutto sembra farsi troppo difficile
da far sembrare tutto insopportabile.

Sono troppo sicura del momento da non riuscire a lasciarlo andare.
Giorno per giorno, ma sembra che tutto stia andando troppo in fretta e
vivendo giorno per giorno, quello che sarà si avvicina troppo velocemente.

Vorrei farmi piccolina per sprofondare e rimanere ferma immobile,
in balia di dolcezza e tenerezza.

Ci sono persone convinte di non meritare l’amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato.

Io invece voglio meritarmelo l’amore,
voglio meritarmi qualcosa di bello.
Voglio meritarmi quello che ho cercato con fatica,
vorrei meritarmi di tenermelo stretto.

Primavera non bussa, lei entra sicura.

La primavera si avvicina.

Ho le tette gonfissime. 

Non si nota neanche ma io vi assicuro che sono piú grosse. Anche se non è vero.

In realtà ho il presentimento che manchi ancora tantissimo alla primavera. Il sole e le temperature poco più alte sono solo un’illusione. In realtà si deve ancora indossare la sciarpa di lana e la giacca pesante. Non si è ancora fatta. Ci lascia in sospeso facendoci credere che si inizia a stare bene.

Ecco, sono quella speranza malinconica che scommette sull’arrivo della primavera.

Ci siamo quasi, ma bisogna ricredersene subito.

L’altra metà del cielo

A volte il cielo sembra brillare anche senza stelle.

E un pensiero ti sfiora la pelle, lungo la schiena. Lascia un sorriso sulle labbra; ha il sapore di un bacio.

È un pensiero dolce,

che ti culla nel buio.