Non ho mai capito la scienza

È scientificamente provato che la canna finisce sempre prima di quando tu vorresti spegnerla

È scientificamente provato che il treno arriva solo quando ti accendi una sigaretta che hai acceso solo perchè dopo 10 min di ritardo il treno non si era ancora deciso ad arrivare fino a quando non hai acceso… bè si avete capito

È scientificamente provato che le tipe dopo di te sono sempre cesse

È scientificamente provato che piove sempre sull’asciutto

È scientificamente provato che quando tutto va di merda in realtà va tutto di merda

È scientificamente provato che l’oroscopo dice la verità solo quando Bilancia è bellissima felicemente ricca e amata

È scientificamente provato che se un film inizia bene allora puoi guardarlo

È scientificamente provato che scientificamente lo scrivo correttamente solo perchè me lo corregge l’iphone tra le parole consigliate

Chet Faker – I’m into you

E ci ho pensato sai, a tutte le cose che non ho fatto ma che avrei potuto fare. A tutto ciò che ho detto invece di dirti ciò che avrei dovuto.

È tutto ciò che in realtà non avrei dovuto darti, ma che avrei potuto.

Tutto ciò che non avresti meritato è tutto ciò che avrei potuto comunque darti.

Tutto ciò che avrei potuto essere per te.

Per te che non sono nulla, ma che hai lasciato molto più di quello che credi.

Quel tutto è un vuoto che mi mangia la pancia ora.

Non sono nel torto, ma quella canzone non riesco ad ascoltarla.

Non l’ascolteró mai più.

Anche se sarà sempre la più bella……

Quindi…? (forse la fine, forse non riesco a dirlo ma è la fine, forse)

Sei felice cosí, senza neanche un addio. Senza l’ultimo limone, carezza, tenerezza, una sigaretta. Peccato peccato….

e si vive questo momento senza capire, un pó alla cieca, ma provando tantissimi sentimenti diversi… 

La prima settimana è quella dello spaesamento, in cui non realizzi che lo stai capendo. Forse cerchi di credere che non ci sia nulla di diverso o sbagliato, ti convinci che sia tutto normale.

La seconda settimane è caratterizzata dalla fase della tristezza, in cui dopo tanto tempo, piangi. Piangi veramente, piangi tantissimo. Perchè fa male. È il momento in cui realizzi e non te ne capaciti, così piangi. Sei vulnerabile. Ti sei lasciata andare con fatica per provare qualcosa, per innamorarti, ti eri tolta la corazza, ti eri sciolta, ti eri liberata dal cubo di ghiaccio… e ora non hai uno scudo che ti protegga. Piangi. (The Dream Synopsis – The Last Shadow Pupets)

Inizia così la terza settimana. Di conseguenza viene la fase dell’allegria iperattiva nevrotica che prende il posto della tristezza assurda. Perchè fa davvero male. Infatti non ti capaciti del tuo buonumore malinconico, e aspetti il momento in cui crollerai. Ma non ci devi pensare, non vuoi lasciargli tempo di venirti in testa, cosí cerchi di fregartene, ti circondi degli amici e ti sfoghi in allegria. (Senza – Thegiornalisti)

Durante la quarta settimana viene l’incazzatura, quella cattiva. Tra un groppo in gola e una risata gustosa, provi un sentimento di dolore espresso attraverso la rabbia. Perchè fa davvero male, se per un istante involontariamente ci pensi. Non trovi un motivo nè una ragione e sei ancora di più incazzata. (Io ti maledico – Levante)

Sta finendo anche questa, cosa devo aspettarmi? Cosa proverò? Come andrà nelle prossime settimane?

Ora il giorno vola, ho i postumi dell’altra sera. Sarà vero questa storia che mi hai dato buca, spera che non mi abbia già lasciato un buco. Scema per la scena di esserci caduta. Anche se poco è stato troppo. Maledetto maledetto, non te ne frega proprio niente?

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Quanto valgono le soddisfazioni se paragonate ai sacrifici fatti per raggiungerle?

Quanto vale la gioia se prima di provarla si è dovuti passare dentro il tunnel buio della tristezza?

Quanto vale la felicità se spesso lascia posto alla tristezza?

Cos’è una canzone se non si ha il coraggio di dedicarla a qualcuno?

Andirivieni

Manca sempre qualcosa, e quando ne si è consapevoli vuol dire che già si sa di cosa si avrebbe bisogno; potrebbe essere solo un’illusione, ma ce la si immagina sempre come la possibilità per essere meno malinconici. Eppure si finisce sempre per ignorarla, o almeno si cerca di far finta di niente.

È come quando ci si guarda allo specchio e non ci si riesce a convincere dell’immagine che appare riflessa; la figura che ricambia lo sguardo al di là del vetro a volte pare essere estranea a chi si vorrebbe essere. Non si capisce il motivo di tutti quei dubbi verso se stessi; o forse, in realtà, si conoscono tutte le ragioni. Ma qualcosa non va, non va mai tutto bene.

Ghemon – Smetti di parlare

Tornano sempre,

apparentemente ritornano sempre.

Quasi senza motivo cercano di farsi spazio, con prepotenza vogliono insinuarsi di nuovo fra i tuoi pensieri, ogni volta.

Sembra che il loro ritorno non porti con se nessun motivo, 

sicuramente non portano mai nulla di buono.

“Parli tanto ma tutte le promesse che spacci per nuove lasciatelo dire…le conosco già. Dì la verità! Mostrami il tuo fumo, fammi un pó vedere dove vai a finire…ti conosco già!”