Riflessioni

Quando sono sul cesso, sotto la doccia o prima di addormentarmi…

Chi siamo, da dove veniamo, perchè alcune cose vanno così come devono andare?

Quando vanno bene non ce ne capacitiamo,

Quando vanno male perchè a tutti i costi le facciamo finire?

Perchè certe cose finisco? Perchè a certe cose deliminiamo un momento di fine?

Com’è finita, così in un momento a cui ogni tanto rivolgiamo i nostri pensieri…

Quindi…? (forse la fine, forse non riesco a dirlo ma è la fine, forse)

Sei felice cosí, senza neanche un addio. Senza l’ultimo limone, carezza, tenerezza, una sigaretta. Peccato peccato….

e si vive questo momento senza capire, un pó alla cieca, ma provando tantissimi sentimenti diversi… 

La prima settimana è quella dello spaesamento, in cui non realizzi che lo stai capendo. Forse cerchi di credere che non ci sia nulla di diverso o sbagliato, ti convinci che sia tutto normale.

La seconda settimane è caratterizzata dalla fase della tristezza, in cui dopo tanto tempo, piangi. Piangi veramente, piangi tantissimo. Perchè fa male. È il momento in cui realizzi e non te ne capaciti, così piangi. Sei vulnerabile. Ti sei lasciata andare con fatica per provare qualcosa, per innamorarti, ti eri tolta la corazza, ti eri sciolta, ti eri liberata dal cubo di ghiaccio… e ora non hai uno scudo che ti protegga. Piangi. (The Dream Synopsis – The Last Shadow Pupets)

Inizia così la terza settimana. Di conseguenza viene la fase dell’allegria iperattiva nevrotica che prende il posto della tristezza assurda. Perchè fa davvero male. Infatti non ti capaciti del tuo buonumore malinconico, e aspetti il momento in cui crollerai. Ma non ci devi pensare, non vuoi lasciargli tempo di venirti in testa, cosí cerchi di fregartene, ti circondi degli amici e ti sfoghi in allegria. (Senza – Thegiornalisti)

Durante la quarta settimana viene l’incazzatura, quella cattiva. Tra un groppo in gola e una risata gustosa, provi un sentimento di dolore espresso attraverso la rabbia. Perchè fa davvero male, se per un istante involontariamente ci pensi. Non trovi un motivo nè una ragione e sei ancora di più incazzata. (Io ti maledico – Levante)

Sta finendo anche questa, cosa devo aspettarmi? Cosa proverò? Come andrà nelle prossime settimane?

Ora il giorno vola, ho i postumi dell’altra sera. Sarà vero questa storia che mi hai dato buca, spera che non mi abbia già lasciato un buco. Scema per la scena di esserci caduta. Anche se poco è stato troppo. Maledetto maledetto, non te ne frega proprio niente?

Ghemon – Smetti di parlare

Tornano sempre,

apparentemente ritornano sempre.

Quasi senza motivo cercano di farsi spazio, con prepotenza vogliono insinuarsi di nuovo fra i tuoi pensieri, ogni volta.

Sembra che il loro ritorno non porti con se nessun motivo, 

sicuramente non portano mai nulla di buono.

“Parli tanto ma tutte le promesse che spacci per nuove lasciatelo dire…le conosco già. Dì la verità! Mostrami il tuo fumo, fammi un pó vedere dove vai a finire…ti conosco già!”

pensieri vecchi come fantasmi

Uno mio amico ha detto a una ragazza che prova qualcosa per lei… E lei le ha detto che non è il momento giusto… 

Lui m ha scritto: piú ci penso, piú capisco che forse era meglio se me ne stavo zitto… Ma ero quasi sicuro di avere un’opportunità.

Io gli ho risposto: t saresti tenuto dentro un groppone. Come ora t dici e se fossi stato zitto e se fossi stato zitto, avresti continuato a dirti e se le avessi parlato e se le avessi parlato

E mi sono ricordata quella lettera.

Dopo tutto questo tempo non ho fatto altro che ripetermi… E se non gliel’avessi mai scritta, se non gli avessi mai detto nulla, se non avessi provato nulla, se me ne fossi stata zitta…..

Magari poi ci saremmo allontanati comunque, chi lo sa. Ad ogni modo sono io quella che sente la sua mancanza.

The Tallest Man On Earth – The Dryng Of The Lawns

Chissà perchè per addormentarmi scelgo sempre canzoni da magone… Tipo che vorrei mettermi a piangere da un momento all’altro.

Giusto, io non so piangere. E comunque lo so bene che la colpa non è della musica che ascolto.

Forse prima ho mangiato troppi biscotti Oreo. O forse questa sensazione è dovuta solo al vomito di parole che vorrei tirar fuori in questo momento. Non ci vorrebbe molto, basterebbe trovare le frasi giuste da comporre e dirgliene quattro.

Cosí avrebbe un nuovo messaggio da archiviare insieme a tutti gli altri che ha sempre cercato di ignorare travisando.

Lo odio davvero. Se dovessi basarmi su questo sarei da considerare una persona che non vale niente… Non ci sto, non è giusto!
Cazzi tuoi

Arctic Monkeys – ‘R U Mine

Oggi stavo scattando a tradimento delle foto ad una tipa, lei il suo stile ci stavano dentro tantissimo. Se n’è accorta e abbiamo chiacchierato. Poi ha scoperto che non sono lesbica. Mi sono sentita come uno di quei ragazzi che dopo due parole già ti dicono che non vogliono nulla da te. Ecco, solo per questo….avrei voluto essere lesbica per lei!

cosa non ti diró mai

Oggi è uno di quei giorni in cui, maledizione, ti ho pensato.

Ho pensato davvero di odiarti. Sí, ti odio. Vorrei averti davanti e urlartelo fissandoti negli occhi. Pur sapendo che non servirebbe, non mi ascolteresti e non daresti nessuna importanza alla cosa. 

Ma ritiro tutto, una volta per tutte facciamola finita. Stavolta non sono piú io che per te non esisto. Sei tu che per me non esisti. Devo ricordarmelo, devo creare un promemoria apposta sull’iphone.

Ti odio

Rose rosse surgelate (part. II)

Arriverà un momento in cui ogni cosa avrà un senso, ma potrebbe anche non accadere mai. C’è il rischio che tutto rimanga esattamente cosí com’è, ma vale comunque la pena cercare di scoprire cosa potrebbe succedere se andasse diversamente.

È una sfida… scoprire se quella rosa rossa resterà per sempre intappolata in quel cubo di ghiaccio, se tornerà a respirare dopo che si scioglierà o se senza di esso capirà di non poter vivere.

Metafore in dubbio

È come quando ti lavi i denti nel tentativo di far sparire il sapore di ció che non avresti dovuto mangiare perchè ti fa ingrassare, quasi per convincerti di non aver mangiato.

Come quando bevi litri d’acqua sperando di eliminare la quantità di alcol che hai bevuto nelle ultime ore.

Come quando scrivi e scrivi e scrivi su tutto ció di cui vorresti avere un’opinione ma, dannazione, non ce l’hai. E vorresti che qualcuno fosse interessato ad ascoltare ció che hai da dire, ma in realtà non c’è nessuno.

È come quando dici di odiare gli auguri di Natale o di buon anno, perchè alla fine l’inizio di un nuovo anno è solo una cazzata. In fondo non cambia niente. Peró quando quelle due o tre personcine non si degnano di farti gli auguri, allora ci rimani male e diventa la cosa piú importante del mondo. Quasi decisiva per tagliare fuori certe persone dalla tua vita.

È come quando ti lavi la faccia e la sensazione dell’acqua fresca sembra far sí che ti si schiariscano le idee o che comunque ti lavi via tutti i pensieri. Perchè vuoi smettere di pensare. Eri lì che ti guardavi allo specchio e pensavi, prima di dirti di smetterla. Di fermarti. Basta pensare. E allora lavarsi la faccia ti sembrava il gesto che ti avrebbe fatto smettere, di pensare.