Forse l’amore

Incastrati fra i propri sogni e le proprie fantasie, a fare a pugni contro la realtà e i conti sotto gli occhi dei saggi.

Smarrendosi, sempre fuori luogo, inadatti e incomprensibili.

Compresi solo in parte dall’illusione di un complice, forse uno sconosciuto. Sempre senza sicurezza, senza la chiara concretezza. Solo un abbraccio che profuma d’amore.

Perchè l’amore non si sa spiegare, è stato banalizzato troppe volte e a loro non puoi neanche spiegarlo. Eppure, paradossalmente, ogni tanto, sembra che ci sia amore nei posti più disparati, fra i gesti meno sospetti e gli occhi di una persona inattesa.

Forse c’è amore, ma non sarà di certo la certezza di altri.

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Una vita con i capelli lunghi

A volte è un pó come avere un capello infilato tra le chiappe, quando ci si trova in mezzo a tanta gente . Si hanno due scelte: sopportare e aspettare di essere in un luogo appartato (tipo in bagno); oppure scomporsi davanti a tutti e infilarsi una mano per cercar di liberarsi.

No, la terza opzione non c’è. Il taglio corto alle spalle come va di moda ora tra le ragazze che vorresti scoparti, non è contemplato; l’ho già fatto quando avevo sedicianni.

Malinconia d’agosto

Le storie d’amore sono molto belle da leggere, da scrivere o da immaginarle nella propria testa ma poi nella realtà mi fanno paura perchè più persone entrano nella tua vita più è facile che un giorno ne possano uscire.

Come mio papà .

Così

Ti liberi solo quando la tua fantasia è libera da ogni pensiero vecchio, stantio e sciupato. I tuoi pensieri vanno da una parte all’altra senza inciampi emotivi, saltellano in preda all’immaginazione.

Ti ritrovi così a sognare cose nuove, fantastichi su tutte le novità che potresti incontrare. La malinconia l’hai lasciata in vacanza, ogni tanto bussa ma non la riconosci in viso. Così si sta quasi bene.

Bubi

Non possiamo sapere se siano state le risate, gli sguardi di complicità o le parole d’intesa. A momenti non ricordiamo neanche il giorno o il posto esatto in cui abbiamo iniziato a considerarci, entrambe addirittura abbiamo ricordi diversi. Ma, con facilità come se niente fosse, siamo passate da essere semplici compagne di università a grandi amiche. Abbiamo iniziato a condividere i sogni di una con i sogni dell’altra, ci siamo fatte forza a vicenda per superare gli esami più difficili e ci siamo consolate con una birra del Baffo in Colonne quando i ragazzi ci hanno spezzato il cuore. Tenendoci per mano siamo arrivate fino alla Tour Eiffel, passando per il Louvre abbiamo preso in giro i cinesi appiccicati al vetro della Gioconda e abbiamo finito per emozionarci quando abbiamo realizzato che è meraviglioso trovare un’amica con cui riuscire a condividere il bagno dentro alla camera senza porta di quella bettola di albergo.

Come due Jedi abbiamo combattuto insieme alla Ribellione contro l’Impero, ma alle volte abbiamo ceduto al lato oscuro della forza per colpa delle ciambelle del Mcdonalds alle 2 di notte. Siamo state come Frodo e Sam sul Mote Fato quando dovevamo consegnare la Tesi in sala stampa entro la data stabilita, e come loro non potevamo crederci quando ce l’abbiamo fatta. Ancora più incredibile è stato scoprire che il nostro giorno di laurea coincideva, e pure la data l’aula e la commissione. È stato qualcosa che neanche il destino potrebbe spiegarci ma grazie al quale abbiamo potuto condividere uno dei momenti più belli di sempre, tra corone di alloro preparate la sera prima e slide convertite in pdf perchè metti caso che il pc dell’università sballava la nostro discussione di tesi.

Dal Teatro alla Scala alla Galleria fotografica, al rincorrerci e trovarsi a metà strada per pranzare o per fare la manicure che poi tanto le unghie ce le mangiamo lo stesso, per sentirsi un pó come due amiche di Sex and The City con Milano che è la nostra New York anche se alla fine non è proprio uguale ma se cerchi bene i cocktail sono buoni anche qui e guariscono dalle ferite del cuore o semplicemente amplificano i sorrisi. Senza tacchi a spillo, ma con scarpe comodo per essere sempre pronte a vivere nuove avventure e nuovi viaggi, per affrontare le difficoltà come gli eroi dei nostri film preferiti.

io e dipendenze fantastiche

C’è questa cosa strana fra me e le mie dipendenze… e con dipendenze intendo quelle cose che ripetono con frequenza spasmodica, sempre uguali per tanto tempo.

ho una nuova dipendenza ogni sei mesi (circa, suppergiú, si bè insomma) e caso vuole siano sempre supercaloriche.

  • pizza con le patatine fritte
  • marshmallows
  • coca cola
  • oreo e burro d’arachide
  • kebab
  • pizza con salame piccante
  • KFC (specialmente original recipe)
  • focaccia con salame piccante e maionese
  • coccodrilli haribo
  • gelato al pistacchio
  • in aggiornamento

Reset e Restart

Vi è mai venuta voglia di voler resettare qualcosa e farla ripartire da capo? Per esempio tornare al primo incontro con quella persona (per cui non vi è ancora passata dopo mesi e tanta tristezza) e rivivere quei bellissimi momenti che non potranno più tornare vista la merda di com’è andata a finire?

È questo ciò che non riesco a dimenticare, quella cosa che ancora oggi mi lascia l’amaro in bocca e che, anche se meno frequentemente di prima, mi fa salire la malinconia. Tutto è andato in merda, lui è sparito… puff… ha deciso semplicemente che era la soluzione migliore per lui. Una gran bella vaccata, insomma. Ora da lí ci sono solo punti di non ritorno, niente più dolci speranze o dolci pensieri. Ecco cosa mi dà rabbia, tristezza e malinconia: sapere che per me è realmente finita perchè non ci sono scuse per un comportamento così di merda. Mioddio quanto tempo è passato, e ancora penso a lui. Ripenso a quando era davvero un bel pensiero e darei qualsiasi cosa per tornare a pensare a lui con dolcezza.

Che rabbia.

In trappola

Sto immaginando la mia testa come un alveare; in cui i pensieri si annidano fitti, e rimangono intrappolati nelle fessure. Ecco che quando i miei occhi si fissano su un’immagine, quella viene acchiappata e rimane lì, fissa nella mia testa. È come incollata, distolgo i pensieri ma puntualmente mi sembra di ritrovarmi quel quadretto davanti agli occhi. Non è reale, quindi lo sguardo non posso distoglierlo ed è così che inevitabilmente ripenso a ciò che doveva rimanermi oscuro. È qualcosa su cui non avrei dovuto posare lo sguardo, qualcosa che non avrebbe dovuto impossessarsi dei miei pensieri, perchè è un’immagine che mi strapazza lo stomaco e il mio cuore vorrebbe scappare mentre avverto una sensazione di nausea. Non ero preparata a una realtà ignota. Aspetto con ansia il momento in cui quella immagine sparirà dalla mia testa, una foto reale che ora si ripresenta davanti non concretamente.

Aspetto il momento di rimpadronirmi della mia immaginazione, della mia testa, della mia fantasia che solo lei può aggiustare la mia realtà!

Sono triste e lo dico senza vergogna

Quando meno ce lo aspettiamo, la natura subdolamente trova i nostri punti deboli. Allora vorremmo non provare nulla, forse non abbiamo mai voluto provare nulla, ma sentiamo quel qualcosa che ovviamente abbiamo provato. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, ma rendersi insensibili così da non provare più nulla è un gran peccato. I cuori che abbiamo nel cuore ci vengono dati una sola volta e prima che lo capiamo, ci si è consumato il cuore. C’è dolore, pena… ma non dovremmo soffocarlo. Con esso c’è la gioia che abbiamo provato.

In attesa

Sono nata iperattiva. Fin da quando sono piccola non sono mai stata capace di stare ferma, ho sempre dovuto far qualcosa. Non ce la faccio a rimanere a guardare, devo agire. Non sono capace di restare immobile, devo muovermi.

Nell’ultimo periodo non sono mai stata ferma un attimo, fino a che non mi sono ritrovata paralizzata. Mi sto accorgendo che non posso fare nulla, in questo momento non posso agire. Sono completamente inerme, qualsiasi cosa io faccia è inutile. Anzi, più io cerco di agire più combino guai e non realizzo nulla. Effettivamente, troppo spesso ho cercato di far avverare ciò che volevo combinando solo disastri e senza ottenere nulla di buono. È come se, a questo punto, dovessi cercare di fermarmi un attimo ad osservare ciò che accade, immobile. Forse è il primo grande cambiamento che devo vivere, devo imparare ad avere pazienza. Sono in balia del corso degli eventi, tutto deve succedere e io devo lasciare il tempo alle cose di accadere. Non ho io il potere di avverare il futuro, non sta volta. Sono in attesa, senza sapere di cosa precisamente.

Non riesco a muovermi. Non faccio nulla. Ho paura, non so se ce la farò. Ma tutto mi paralizza.

Devo aspettare.

Convinzioni

Dicono che tra le decisioni prese, quelle che nell’immediato ci fanno morire dentro più avanti ci regaleranno sorrisi.

Io non lo so sinceramente, chissà cosa scoprirò. So solo che sto andando contro la mia stessa volontà e contro i miei sentimenti, per andare avanti. Stringo i denti; seguo l’io razionale, quello saputello; mando giù il boccone, ignoro tutto. Ho l’illusione di essermi messa al riparo, di non correre altri rischi. Non faccio niente.

Eppure ci penso continuamente, è inevitabile. Mi faccio venire dubbi, mi pongo domande e ho sempre la strana sensazione che potrei scoppiare a piangere da un momento all’altro.

Non va per niente tutto bene.

Fortuna di merda

Dicono che la merda porti fortuna…

Speriamo perchè ne ho appena calpestata una bella grossa mentre cercavo di attraversare senza farmi investire.

Non so bene per cosa chiederei un briciolo di fortuna, a volte la confondo con la possibilità di avverare certi desideri.

Ma non credo che sia proprio così, anzi non penso proprio. E anche se fosse, ho troppi desideri da realizzare e troppa tristezza da scacciar via. Non saprei su cosa puntare.

Comunque sia un pó di fortuna di riserva non guasta.