Ferrero Rocher e rose rosse (utopia)

Il Romanticismo muore sempre un pó ogni volta che si avvicina san valentino.

(con le frasi di emma marrone nei baci perugina mi è andato di traverso il cioccolato)

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Fortuna di merda

Dicono che la merda porti fortuna…

Speriamo perchè ne ho appena calpestata una bella grossa mentre cercavo di attraversa senza farmi investire.

Non so bene per cosa chiederei un briciolo di fortuna, a volte la confondo con la possibilità di avverare certi desideri.

Ma non credo che sia proprio così, anzi non penso proprio. E anche se fosse, ho troppi desideri da realizzare e troppa tristezza da scacciar via. Non saprei su cosa puntare.

Comunque sia un pó di fortuna di riserva non guasta.

Laureanda

Ho problemi relazionali pure con il mio relatore di tesi che automaticamente riesco a pensare solo a quanto io sia una frana con gli uomini.

Quando gli scrivo una mail, allego bozze e attendo una risposta, mi sento un’ebete come quando scrivo al ragazzo che mi piace. Passerò il tempo a chiedermi cosa pensa o a come giudicherà il mio lavoro. Entrerò in una profonda crisi con ansia da prestazione. Il tutto mi riporta a pensare alle mie azioni quando un ragazzo mi piace, quando non so come comportarmi e davvero mi rendo conto di non saperci fare.

Ma… mi dico pazienza, in questo momento mi importa solo di prendere la laurea. Al resto ci penso poi, poi imparo.

tra me e me

Ogni tanto chiedo scusa al buonsenso,
perché sono un perfetto controsenso.
Ma prometto che un giorno ti guarderò negli occhi e ti dirò tutto,
con le gambe tremanti e il cuore in gola per il debutto.
Fino ad allora non mi spoglierò per te,
resterò nuda solo con l’immagine che tu hai di me.
Mi muovo in silenzio senza far rumore,
che tu non vuoi sentire la parola amore.
Così mi tengo tutto dentro senza farlo uscire,
perché in rima non te lo so dire
che sono innamorata di te.

Destino

Circa un anno fa ho iniziato a credere nel destino e nell’ultimo periodo sempre di più.

Il susseguirsi di certi eventi o segnali è talmente evidente da non lasciar spazio a nessun tipo di dubbio: si tratta di destino. Certe volte, però, il fato è talmente evidente che sembra voglia prendermi in giro. Ecco perchè mi chiedo spesso se il motivo per cui sono così legata a questo caso fortuito non sia dovuto dalla speranza che nutro dentro di me verso certe situazioni, circostanze, persone, un amore. Come se questo destino non fosse altro che il mio scudo protettivo contro la paura per il futuro ignoto, un ancora o un porto sicuro dove rintanarmi e proteggermi dalle insicurezze. Quindi non so quanto possa essere reale il fato, il caso, che si è insinuato nella mia vita, o se non sia solo un’illusione.

Il pesce puzza

Ci sono persone che lanciano l’amo e lo abbandonano lì. Per noncuranza o dimenticanza, non lo ritirano mai. Ci sono così tanti pesci che, comunque sia, qualcuno abbocca pure. Il primo mangia l’esca e se ne va, gli altri semplicemente si impigliano all’ardiglione e si liberano. Nessuno di questi, però, viene tirato su in superficie. Il galleggiante galleggia a filo d’acqua, l’amo rimane sott’acqua e nessun pesce vien pescato. Eppure, all’apparenza, potrebbe esserci una motivazione che spinge una persona a provarci. Dopotutto, un qualsiasi uomo dev’essersi armato di buona volontà e dev’essersi convinto di aver la pazienza necessaria per mettersi a pescare. Queste però suonano come misere considerazioni se l’attenzione e la meticolosità richieste da tale gesto sono venute a mancare quasi subito. Ci dev’essere qualcosa sotto, più in profondità. Qualcosa che fa da calamita all’amo o al pescatore stesso che ogni volta si dirige alla riva del fiume, con la voglia di provarci e riprovarci pur sapendo che potrebbe abbandonare nuovamente quello che con determinazione e dedizione voleva proporsi. Ognuno potrebbe avere la propria motivazione; tra la consapevolezza che non si ha né pazienza né amore, e la certezza che anche abbandonando l’amo qualcosa abbocca sempre. Comunque stiano le cose un pescatore passivo non riceverà mai una reale soddisfazione, si convincerà che il pesce puzza e non scoprirà mai che per alcuni potrebbe valerne la pena, la pazienza e l’amore.

Testate contro il muro

Alla fine hanno sempre ragione gli altri…

quelli che ti mettono in guardia, quelli che ti fanno da guardiani della notte neanche fossero sulla Barriera senza mai abbassare la guardia.

Proprio loro, quelli che hai ritenuto giusto non ascoltare con troppa attenzione, ma con un orecchio di riguardo. Esattamente loro, hanno ragione. Ti hanno letto dentro, la sanno lunga e hanno capito subito.

Nulla può sfuggire all’evidenza, neanche quello che cerchiamo di nascondere con prepotenza. È talmente palese che non c’è una via d’uscita sempliciotta.

Ingannare l’evidenza significa tener nascosto qualcosa con bramosia e gelosia, che quando si smaschera vuol dire che si è messa a nudo la propria anima. Dopo tanto tempo che ci si nasconde, uscire nuovamente allo scoperto significa ammettere ciò che si ha dentro, mostrarsi a se stessi.

Ammettere, ammetterlo a se stessi è l’unica cosa da fare.

Ma è così difficile quando consapevolmente la si protegge dentro di se per non farla usciere.

Si finisce solo per percepirla, che causa quella malinconia strana… da cui si vorrebbe scappare ma a cui si è tremendamente legati e gelosamente si vuole custodire.

Sono molto ingenua, questo lo ammetto con sicurezza e con la stessa certezza per cui so che sto sbagliando. Nulla è sotto controllo.

Déjà vu

Dicembre si è appena fatto, siamo solo all’inizio della fine.
Solo Sant Ambroeus e l’Immacolata sono appena passati, ma ormai siamo nel pieno del periodo natalizio.
Tra chi è preso a fare i regali e chi chiede dove si passeranno le vacanze (ah già, io lavoro!), c’è chi già tira le somme dell’anno che sta per finire (cazzo, ma non siamo ancora a metà dicembre) e per questo mi è stata già fatta la domanda, com’è andato? Come descriveresti il tuo 2017 con una parola? Per fortuna non ho dovuto studiarmela la risposta, ce l’avevo già pronta. Quindi, per riassumere il mio anno in una sola parola io dico Déjà vu!
Proprio così. Proprio quel fenomeno psichico per cui fatti totalmente casuali provocano la sensazione di un’esperienza precedentemente vissuta, già vista.
Sembra assurdo, davvero. Non l’avrei mai detto, ma è sicuro che da luglio a oggi il mio 2017 sembra lo specchio del 2016. Fortunatamente alcune cose non sono esattamente le stesse ma per una serie di eventi la stessa storia si ripete.
Ne ho parlato con un amico pochi giorni fa, in preda all’ansia perchè mi sentivo più matta del solito. Ho elencato punto per punto tutte quelle cose che combaciano tra quest’anno e l’anno scorso. Grazie alla ragione non mi ci sono soffermata più di tanto per evitare di diventare pazza e scema completamente. Eppure, alcune date-eventi-persone combaciavano. Come se il destino e il caso stessero giocando con il mio presente e il mio passato. Proprio la casualità mi ha fatto vivere esperienze simili e speculari con quelle del 2016. La cosa mi ha messo paura perchè qua qualcosa sembra volermi dire qualcosa. Ci sono cose belle dell’anno scorso che porto nel cuore gelosamente, che mi tengono sveglia la notte con la speranza che accadono. Una di queste è già accaduta; il fato sembrava volesse presentarmela prima del previsto e invece, la data di inizio stage sul contratto recita: 12 dicembre 2017. La data di inizio sul contratto dello scorso anno, devo rivelarla? 12 dicembre 2016. Sembra quasi che mi venga data una seconda chance; tranquillamente sono qui a giocare questa partita con il mio destino.
C’è in ballo la cosa a cui tengo di più, che desidero di più, che aspetto da una vita!
Eppure ciò che mi manda in brodo di giuggiole è qualcosa di meno importante, ma che non riesco a levarmi dalla testa. Ciò che mi ha regalato un’illusione un anno fa, quest’anno la ritrovo simile, meno profonda per certi versi ma comunque vissuta e sentita. La paura è data dalla consapevolezza che, come una bambina ingenua, vorrei rivivermela nello stesso modo ma so che probabilmente in tutto questo déjà vu è l’unica cosa che dovrei realmente cambiare. Mi terrorizza, non vorrei rinunciarci eppure so che sarebbe sbagliato ricercare le stesse emozioni, gli stessi sentimenti che già allora erano illusioni.

Nonostante il déjà vu, avrei una lista di Prime volte da elencare. Uno di questi giorni le conto, non mi stupirei se fossero 17 cose (17 come il mio numero, come l’anno). Ma sembra un numero altino per aver così tante cose vissute per la prima volta nella vita. Però potrebbero essere sicuramente tante, se considerato che sono avvenute tutte in anno. Divertente.

Ragni

Il treno è pieno, tutti rientrano a casa dal giro di shopping. È passata la prima metà di novembre e i negozi del centro di Milano sono già presi d’assalto durante il week end. È questione di giorni e poi si accenderanno anche le luminarie. Come si suol dire, Natale è alle porte.

Mentre scrivo ho ancora il fiatone, ho preso il treno al volo alle 17.08, spaccando il secondo. Non so da dove mi sia uscita la forza per correre dalla metro al treno. Sono stanca. Molto stanca, e sono giorni che il mio corpo tira fuori qualche acciacco come a voler far da cassa di risonanza a un gigantesco urlo che dice: stress. Nel mio caso lo stress si tira fuori attraverso una bolla gigante bianca sul labbro che brucia e un mal di schiena lombare talmente forte che ad ogni fitta sento le lacrime agli occhi. Così che confondo questo stato con la tristezza, con la mia emotività negativa. Non sono ancora riuscita a fermarmi, neanche oggi che è sabato. Ho lavorato durante la mattina, il pomeriggio è stato dedicato alla prima parte dell’addio al nubilato e ora di corsa a casa a cambiarsi per la gran serata. I momenti di stanchezza per me sono i peggiori perchè ciò che ne risente è il mio stato d’animo. È un periodo di merda e l’umore è sotto terra. Stanca come sono mi riesce difficile reagire. Vorrei abbandonarmi, tra cuscini morbidi e coperte calde per lasciarmi andare alle coccole. Quest’immagine mi rattrista perchè questo stato d’animo amplifica un sentimento di solitudine così egoista e sbruffone che non mi si addice. Conosco bene la sensazione di solitudine, mi accompagna da tanto tempo ma ultimamente si fa sentire cattiva. Sono sciolta, letteralmente. Mi sciolgo ora guardando gli occhioni dolci del bambino in braccio alla sua mamma seduta di fronte a me. Basta una piccola dolcezza a farmi capire che mi passa per la testa, ma il viaggio termina qui ed è ora che mi concentri su cosa indosserò stasera. Il tempo non è mio amico oggi e devo sfidare anche lui. Non ho tempo, non voglio averne da dedicare alla malinconia.

11-2017

S’è fatto novembre
questo mese che porta con se solo ombra.
Non c’è sorriso quando il cielo è così grigio
se con la metereopatia non si fanno giochi di prestigio.
Quando un’anima si sente a disagio
chiama illusione un sogno malvagio.
Sentendosi sempre fuori luogo mi guardo attorno
e più si va avanti più non c’è ritorno
di quella speranza che rincorro.

 

un quarto di secolo

tre giorni e poi sarà effettivo.
tra i sintomi di wikipedia, dovrebbero aggiungere qualche nuovo punto sulla pagina dedicata alla conclamata crisi del quarto secolo.

Per esempio, io vi inserirei peonie e rose rosse.
Per lo meno questo è quanto trovereste controllando la mia cronologia delle recenti ricerche su google. Non videoxxx brunette gives great bj in pool, ma tonalità di rosa tenue e rosso purpureo di bouquet fiorati.

Parrebbe

Mi sono ritrovata a vagare su un sentiero già percorso, sono andata avanti riconoscendo i miei passi con quelli già segnati.

Per quanto la strada sembrasse la stessa, con svincoli e buche lungo il percorso così familiari, ho percepito un senso di spaesamento. Quasi a disagio.

Mi sono resa conto subito dopo che tornare indietro e ripercorrere lo stesso identico cammino era solo un’illusione. Andando a ritroso il tragitto è inevitabilmente mutato.

Niente è come prima.

Non c’è nulla di cui stupirsi, la sensazione era giusta fin dall’inizio. Tutto è completamente diverso nella realtà. L’illusione di riprendere qualcosa già sperimentato andrebbe immediatamente dimenticata.

Azioni e comportamenti diversi la dicono lunga su tante cose.

Si può scegliere quali errori evitare e cercare dentro se stessi ciò che tenevamo nascosto.

Si potrebbe scegliere di darsela a gambe e cercare un’altra via, totalmente diversa. Priva dell’illusione di conoscerne già il percorso.

Si potrebbe, si dovrebbe…

Parrebbe.

 

Inappetenza

Stomaco chiuso e mente aperta ai pensieri. La nausea del disagio, di noi esseri fuorigioco. 

Ritornare senza ritrovare, come se alla partenza avessimo grandi aspettative nel ritorno.

Certe cose non tornano indietro, nonostante continui a sperarci.

Pensieri troppo dolci che, come un pain au chocolat, si sciolgono.

Marameo

Ogni bacio è una carezza sul cuore, e quando mi accarezzi la pelle è un bacio su tutto il corpo. 

Lasci brividi di piacere lungo tutta la mia schiena, nessuno com te. E in te mi perdo, affondo il mio viso, il mio corpo e i miei sorrisi tra le tue braccia… E seguo il tuo profumo, per baciarti sul collo e disegnare baffi con la lingua. Ci perdiamo, insieme perdiamoci.

Vorrei scrivere altre mille banalità perchè sono così semplice quando penso a te.

Dopo tutto questo tempo sei sempre tu.