Invisibile

Me ne sto lì mentre gli altri mi vengono addosso, senza rendersene conto.
Eppure io porto i segni lividi sulla pelle.
Ma non riesco a spostarmi, qualcosa mi tiene inchiodata lì. Urlando e sbraitando cercando anche solo uno sguardo d’intesa.

Niente, sono grande e grossa ma nessuno si accorge della mia presenza.
Divento quasi invadente, facendomi spazio tra gli altri.
E dentro continuo a sentirmi piccolissima.

La domanda e la risposta sono sempre le stesse,
è un circolo vizioso per cui mi sembra di sbagliare continuamente.

Non vado bene e più cerco quella cosa che mi farebbe cambiare,
più mi sembra di sbagliare, continuamente.

Ci vuole davvero così poco per spezzare quel fragile filo a cui mi aggrappo ogni volta che penso di essere finalmente felice.
Cedo di nuovo alla tristezza, e mi chiedo se potrei avere altra scelta.

A volte….

A volte
E’ più facile far finta che non ti interessa,
Piuttosto che ammettere che ti sta uccidendo.

Sono di poche parole, sono contenta ma sono anche un turbinio di emozioni diverse.
Avrei bisogno di una scorta industriale di nastro isolante…
Isolare la testa dal cuore e scotch-iarmi la bocca così da non riuscire a dare voce ai miei pensieri.
Vorrei imparare a farmi scivolare le cose addosso e lasciarle andare invece di aggrapparmici possessivamente.
Infondo però non posso neanche farmene una colpa, è innato dentro di me il desiderio di arrivare fino in fondo alle cose.
Ho paura di perdere, ho la nausea di continuare a perdere… Ma ne vale sempre la pena.
E’ così, preferisco perdere alla fine della corsa. Rimanere senza fiato e collassare,
piuttosto che lasciar perdere a metà della gara.

E’ come con quel libro che devo presentare per il corso di letterature contemporanee.
Jonathan Littell è la mia nuova grande sfida, mi spiattella davanti tutti gli orrori che l’uomo ha potuto partorire durante gli anni del regime tedesco e della persecuzione ebraica.
Mille pagine che solo “Le Benevole” poteva contenere, mille pagine di riflessioni profonde e conati di vomito ogni tot parole.
Eppure non riesco a lasciar perdere, ormai sono appassionata a questo romanzo e non vedo l’ora di recensirlo davanti all’intera aula.

Sarà curiosità, sarà il desiderio di sapere cosa accadrà, che mi fa andare avanti…

Sempre.

50 Sfumature di Ricci

È piuttosto rassicurante sapere di avere ancora un lato infantile nascosto (ma neanche tanto nascosto in fondo).
Abbiamo tutti paura di crescere prima o poi, sopraffatti dall’ansia per le proprie aspettative. Ma infondo non c’è cosa migliore che riscoprire dentro se stessi quel briciolo di ingenuità che ci fa sorridere e meravigliare di fronte alle piccole cose.

Infondo certe cose dentro di me non cambieranno mai e lo so; nonostante le figuracce e i momenti di disagio sono contenta di non abbandonare mai quel lato frivolo e sensibile che mi caratterizza. Cosí ho la certezza di sapere ancora provare delle emozioni e di riuscire ad essere sempre spontanea al cento per cento.

Arrossisco quando vedo la sua “chioma indomabile di ricci” spuntare tra tante altre teste, e mi faccio minuscola quando è lui a sorridermi imbarazzato.
Il cuore martellava all’impazzata dentro il petto quando da lontano mi ha vista ed è venuto da me, per salutarmi e parlarmi.
Credevo che sarei potuta finire sotto la metro se non smettevo subito di “tremare”.
Puó sembrare imbarazzante all’inizio e farmi sentire un pó stupidina….
Ma dopo tutto è una sensazione elettrizzante, un misto di ingenuità e giochi di sguardo.
Sorrido e mi mordo il labbro quando si rigira a guardarmi negli occhi e a sorridermi.
Ho le guance in fiamme quando sento che mi fissa dalla fila di posti proprio dietro di me.
In un attimo la lezione di storia contemporanea passa piú velocemente del solito, la prima guerra mondiale è diventato un “romanzo” da ascoltare incantata e il mondo è piú leggero…
C’è la speranza di rivederlo e la paura di non riuscire a trovare le parole giuste per comporre una frase di senso compiuto prima di avere il coraggio e andare a parlarci io sta volta.

Non importa cosa succederà, alzo gli occhi al cielo e respiro a pieni polmoni la bellezza del sole che si fa spazio tra le nuvole, fino a sentirmi bene. Non c’è nulla di cui potrei lamentarmi in questo momento, vivo di sorrisi e risate con le mie amiche dell’università. Mi addormento con il ghigno sulle labbra dopo una birra con gli amici,
E sono io a svegliarmi prima del suono della sveglia la mattina.