Ragni

Il treno è pieno, tutti rientrano a casa dal giro di shopping. È passata la prima metà di novembre e i negozi del centro di Milano sono già presi d’assalto durante il week end. È questione di giorni e poi si accenderanno anche le luminarie. Come si suol dire, Natale è alle porte.

Mentre scrivo ho ancora il fiatone, ho preso il treno al volo alle 17.08, spaccando il secondo. Non so da dove mi sia uscita la forza per correre dalla metro al treno. Sono stanca. Molto stanca, e sono giorni che il mio corpo tira fuori qualche acciacco come a voler far da cassa di risonanza a un gigantesco urlo che dice: stress. Nel mio caso lo stress si tira fuori attraverso una bolla gigante bianca sul labbro che brucia e un mal di schiena lombare talmente forte che ad ogni fitta sento le lacrime agli occhi. Così che confondo questo stato con la tristezza, con la mia emotività negativa. Non sono ancora riuscita a fermarmi, neanche oggi che è sabato. Ho lavorato durante la mattina, il pomeriggio è stato dedicato alla prima parte dell’addio al nubilato e ora di corsa a casa a cambiarsi per la gran serata. I momenti di stanchezza per me sono i peggiori perchè ciò che ne risente è il mio stato d’animo. È un periodo di merda e l’umore è sotto terra. Stanca come sono mi riesce difficile reagire. Vorrei abbandonarmi, tra cuscini morbidi e coperte calde per lasciarmi andare alle coccole. Quest’immagine mi rattrista perchè questo stato d’animo amplifica un sentimento di solitudine così egoista e sbruffone che non mi si addice. Conosco bene la sensazione di solitudine, mi accompagna da tanto tempo ma ultimamente si fa sentire cattiva. Sono sciolta, letteralmente. Mi sciolgo ora guardando gli occhioni dolci del bambino in braccio alla sua mamma seduta di fronte a me. Basta una piccola dolcezza a farmi capire che mi passa per la testa, ma il viaggio termina qui ed è ora che mi concentri su cosa indosserò stasera. Il tempo non è mio amico oggi e devo sfidare anche lui. Non ho tempo, non voglio averne da dedicare alla malinconia.

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11-2017

S’è fatto novembre
questo mese che porta con se solo ombra.
Non c’è sorriso quando il cielo è così grigio
se con la metereopatia non si fanno giochi di prestigio.
Quando un’anima si sente a disagio
chiama illusione un sogno malvagio.
Sentendosi sempre fuori luogo mi guardo attorno
e più si va avanti più non c’è ritorno
di quella speranza che rincorro.