Cose sparse qua e là (🌹)

“Ha detto che sei molto vulnerabile. Ma io non gli ho detto come sei in realtà.”

“E come sono?”

“Autentica!”

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Giulietta 🌹

Diventare grandi fa schifo. Bisognerebbe rimanere per sempre bambini.

Bambini però, perchè l’adolescenza fa ancora più schifo dell’essere grandi perchè sei in una via di mezzo.

Da bambino tutti i tuoi sogni sono realtà, tutto ciò che immagini puoi far sí che si avveri.

Quando diventi grande invece ci si mette di mezzo la vita e allora sognare diventa difficile. Se non quasi impossibile. Non ti resta altro da fare se non rimediare.

Quando si è bambini si ha la straordinaria capacità di credere nell’amore, desiderare e ricevere affetto tra coccole e bacini.

Da grandi invece si ha la tendenza a dare più peso al cinismo, trattenendosi per paura di sembrare deboli.

Si dovrebbe essere tutte come Giulietta che corre a fermare il suo Romeo in fuga dalla camera da letto per farsi dare un bacio, come nel balletto. O come nella scena del balcone, lei che prende la mano di lui e se l’avvicina al petto per fargli sentire quando le batte forte il cuore dall’emozione.

Romeo e Giulietta è stato il secondo balletto alla Scala che mamma e papà mi hanno portato a vedere, quando il mio dire di voler fare la ballerina era diventato una cosa davvero seria. Sognavo di essere Giulietta anche nella vita.

Sognavo di essere innamorata.

Ho sempre sognato di essere innamorata.

Sogno ancora l’amore.

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Quanto valgono le soddisfazioni se paragonate ai sacrifici fatti per raggiungerle?

Quanto vale la gioia se prima di provarla si è dovuti passare dentro il tunnel buio della tristezza?

Quanto vale la felicità se spesso lascia posto alla tristezza?

Cos’è una canzone se non si ha il coraggio di dedicarla a qualcuno?

DICIASSETTE

Non sempre riusciamo a descrivere ció che proviamo. A volte è difficile trovare un nome ad un sentimento. Per quanto ci sforziamo, definire certe sensazioni sembra risultare impossibile. Forse il segreto sta proprio nel capire quanto sia inutile determinare situazioni e sentimenti, limitarsi a dare un nome a tutto senza libertà di vivere appieno ció che ci ritroviamo a vivere.

Oggi ho vissuto una situazione particolare per quanto mi sono sentita bene. E più ci penso, insieme a quella gioia, non riesco a fare altro che a provare un briciolo di malinconia. Quasi da sentirmi a disagio, credendo di non meritarmelo o pensando di non riuscire a ricambiare. Quello che piú mi stupisce è come questa sensazione di disagio mi abbia accompagnato costantemente nell’ultimo anno ogni volta che mi sono sentita bene, veramente. Forse perchè non stavo bene da davvero tanto tempo ed ero incapace di credere che qualcosa di bello lo merito anche io.

Circa un anno fa scrissi:”cercare di provare un minimo di dolore per riuscire a provare ancora qualcosa!” Come se fossi diventata apatica, incapace di lasciarmi andare alle cose belle e che fossi incapace di provare ancora sentimenti diversi dal dolore, come se la tristezza fosse l’unico sentimento che riuscissi a provare. O a meritare. 

Non ho mai creduto molto all’oroscopo ma l’Amico mi ha passato questa strana mania per Rob Brezsny, per le sue poetiche stravaganze. Ebbene, per il 2017 della Bilancia, ha descritto ció che sto provando realmente io nell’ultimo periodo. Forse mi sto liberando dal mio cubo di ghiaccio, forse sto davvero riscoprendo me stessa. Forse è la volta buona, se non succederà qualcosa che mi farà rintanare dentro la mia corazza.

L’io in esilio rimane l’io, come una campana che nessuno suona rimane una campana”, scrive la poeta Jane Hirshfield. Ho il sospetto che queste parole siano importanti per te mentre ti prepari ad affrontare il 2017. Ho l’impressione che negli ultimi mesi il tuo vero io stia tornando al cuore della vita dopo aver vagabondato per un po’ alla sua periferia. Uno di questi giorni, una campana da tempo silenziosa comincerà a suonare per annunciare il tuo ritorno. Benvenuta a casa!