17 (Destino)

Una coincidenza del caso e i segni del destino che si fanno notare anche dalla mente più cinica; ed è davvero impossibile far finta di niente.

La magia di una cosa inattesa, il suo modo di far presa su di te.
La cosa più dolce.

Tanto vale rischiare, dice la vocina più sensibile. Che non ha senso essere matti se poi non si ha il coraggio di buttarsi.
Un gioco fatto di dibattiti, perchè i due opposti dentro di te fanno a gara per metterti in guardia.
Allora spogliati di quella corazza venuta male, che ti sei costruita senza pensarci troppo in un momento di freddo gelido. Ti sentirai libera come

Una rosa rossa non più tanto ghiacciata.

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Qui e qua ora

Volevo prendere e andarmene. Andare lontano per cercare quel qualcosa che mancava, per capire dove sarei andata a finire. Finchè ho trovato quel qualcosa di speciale e ho scoperto che non serve andare troppo lontano, volevo solo scappare e non sarebbe servito a nulla. Puó esserci tutto o niente, ovunque…

Giorno per giorno

Cosí si è conclusa la serata di ieri. Con questa frase. Mentre si sentiva ancora il profumo piccante delle fajitas messicane e il fumo della canna si mescolava al sapore del vino.

Tre parole che hanno avuto piú effetto di un’intera chiacchierata. Dette dalla persona giusta, l’amico giusto, nel modo giusto e al momento giusto. 

Tre parole da tenere a mente. L’unico modo per vivere i giorni che verranno senza farsi prendere dall’ansia.

Trainspotting

Ogni mattina e ogni sera prendo il treno. Ogni volta a orari diversi. Eppure le persone che affollano le carrozze sono sempre uguali, a volte sono proprio le stesse.

Li guardo e vedo la stanchezza, la tristezza, la gioia che si portano con se all’inizio o alla fine di una giornata. Li osservo e ho paura. Che poi non è una vera e propria paura; è un misto di ansia, nostalgia e irrequietezza.

Li vedo correre dietro alle loro vite, e vorticosamente mi ci ritrovo in mezzo. Ci sono anche io, quel treno l’ho preso e ci sono salita su al volo. Chissà loro dove stanno andando, da dove provengono. Io credo di sapere, o almeno conosco la mia routine giornaliera, ma in realtà cosa mi aspetta oltre non lo so proprio.

Fisso questi pendolari e riesco solo a pensare se anche io prima o poi saró come loro, i personaggi di cui ho inventato storie nella mia testa giusto per farmi un’idea. Eccola che arriva quindi la paura, di non riuscire a rimanere per sempre diversa da loro. Perchè è questo lo status che mi sono sempre sentita di ricoprire… e per cui inizio a provare nostalgia e paura: essere diversa. Tra donne e uomini che corrono al lavoro e poi a casa per cenare con la famiglia e guardare Striscia la Notizia prima del Grand Fratello (quanto lo odio), ci sono io che non vado o torno dall’ufficio ma dalla lezione di danza o dalle prove al Teatro Alla Scala. Quella con lo chignon tirato e lo zaino pieno di scarpette e body, che non torna mai a casa alla stessa ora, o che non ci torna proprio.

C’è peró un filo di gelosia e curiosità verso quella che sembra essere la vita degli adulti. O semplicemente è la consapevolezza di non essere poi cosí lontana dall’essere come loro, perchè tra poco toccherà anche a me (?).

Vedremo.

Spiegamela

E’ possibile imparare ad essere delle persone razionali?
Più di quello che in realtà si è?

Provare qualcosa, cercando di restare impassibili; come se ci si fosse abituati a non dare ascolto alla propria emotività. O meglio, come se ci si fosse abituati a gestirla.

Ma… Se in realtà fosse solo qualcosa di nuovo? Come una sensazione mai provata prima? Magari si rivelerebbe anche qualcosa di bellissimo.

A questo punto, è il caso di non pensarci troppo.