Picasso disse…

Vi ricordate la famosa chiacchierata con quella mia amica che tra canne e vino parlavamo di sesso e arte, la sua arte, condividendo il pensiero di Picasso che “il sesso e l’arte sono la stessa cosa!”?!

Benissimo, ecco a voi l’articolo finalmente pubblicato (ufficialmente)

http://www.cristinapalmieriarte.com/item.php?menuId=15&table=homeditorials&itemid=162

stand-by

Basta cosí poco per rendermene conto.

Posso essere contenta, a volte soddisfatta e avere un’illusione di felicità.

Ma in realtà saró sempre triste…

Finchè non guarderó in faccia la realtà. La mia realtà, quella che conosco bene; di cui ne sono consapevole da troppo tempo.

Fino a quando non avró il coraggio di prendere una decisione, continueró cosí, a dividermi in due… Percorrendo due strade parallele, riempiendomi di impegni per non perdere niente; quando in realtà mi perdo troppe cose.

Con la paura che potrà essere peggio, che potró davvero conoscere la tristezza. Pur sapendo, infondo, che molto probabilmente, sicuramente, sarà meglio. Che finalmente potró stare bene, provare una reale e profonda soddisfazione.

Magari.

Se il problema fossi io – Ghemon

Pensieri brutti e inutili,
brutti come le falene,
inutili come le cimici puzzolenti che si insidiano tra le fessure della finestra di notte
svegliandoti.

Ghemon cantava… Se il problema fossi io?


Già, spesso quando inizio a scrivere più che trovare parole mie mi risuonano in testa musica e parole di altri. Sta volta un pezzo che ho ascoltato pochissime volte, se paragonato ad altre canzoni di Ghemon che metto a ripetizione continua… ma che risuona familiare.

Se il problema fossi io ,si
sarebbe facile risolverlo
per com’è facile coinvolgermi
prendere un concetto semplicissimo e stravolgerlo
Damn baby! Sayonara!
Non vedi che…no,non lo vedi,è evidente…
perchè la tua forma di malattia
è una miopia degli occhi dell’anima, una patologia frequente
…che se la profilassi fosse la prassi, almeno non dovresti discolparti…
ma tu sei come quelli che dicono “odio l’ipocrisia” e sono gli ipocriti più grandi!
Vi scontentate tutti del vostro niente
attaccandovi al mio tutto
studiandone la forma
sparandomi pallottole di gomma
che, hey, mi dispiace, non fanno da deterrente

Situazioni e fatti che ora mettono in dubbio il mio essere, la mia intelligenza, la mia astuzia e la mia mente… Ma davvero? Il problema sono io? Perchè giocano con la realtà dei fatti e io finisco per STORDIRMI?

Siamo seri, quanta meschinità c’è in tutto questo?
Chapeau, siete tutti molto bravi. Vi ammiro.

Ma io ho deciso che non voglio più perdere.
Preferisco rimanere il problema. Se sono davvero io il problema.
Preferisco che il problema fosse solo mio. Se il problema fosse mio davvero

Lasciatemi qui, così a sbagliare, o a non sbagliare…. da sola.

leitmotiv

gira che ti rigira
ci si gira sempre attorno
ritrovandosi in mezzo al solito girotondo.

e quando casca il mondo?
quando cascherà di nuovo!
siamo seri, quante volte caschiamo e quante ancora ricascheremo.

si gira intorno,
con la mano destra tesa ad afferrare i propri obbiettivi,
mentre la sinistra non riesce a lasciar la presa della paura.

ci si gira attorno,
ciò che ci sta di fronte cambia continuamente
occhi complici o sguardi nemici.

quante volte ci capita.

Moleskine di pelle rossa

Tra una riga e l’altra non vi è quasi piú spazio. I giorni della settimana, che fino a poco fa non avevano neanche piú un nome, riprendono ad avere una loro ricorrenza stabilita. Cosí anche ogni ora ha di nuovo il proprio ruolo e gli attacchi di fame iniziano nuovamente ad essere saziati da troppi caffè, che profumano solo di tabacco.

Il giorno si sposa con la notte, dando vita all’illusione di non perdersi nulla.

Una controllata di rito ai voli per il week end, senza sapere dove andare con chi andare o perchè andare ma conoscendo già quella solita sensazione di voler scappare nonsisadovesenzamotivo.

Sembra non essere mai abbastanza, ci dev’essere sempre qualcosa di piú.

Ma di quel di piú non si sa nulla, non si sa come rincorrerlo nè dove condurrà.

i favoriti delle circostanze

Finte persone, finti caratteri. Come se dovessero cucirsi addosso un personaggio, a tutti i costi.

Finte fotografie, finte parole. E li trovi poi ad elogiarsi con gli altri, di ció che hanno rubato.

Finto sapere, finte conoscenze. Come se bastasse poco per conoscere tutto. Piccoli saccenti.

Finti interessi, finte passioni. Il loro voler essere alternativi che catta il maggior numero di like su facebook.

Finte amicizie, finti sorrisi. Finchè non ti lasciano lí, a chiederti se sia un bene o un male che tu te ne sia accorta.