Amore(sesso): un esperimento social

Era la fine di dicembre quando una ragazza mi contattò via mail dicendomi che le sarebbe piaciuto pubblicare un post sul suo blog, scritto da me, inerente alle app dedicate agli incontri on line. La cosa mi incuriosì anche per il semplice fatto che non avevo mai scaricato nè usato una di queste “miracolose app-tova amore“. L’appiglio principale per scrivere quel post e provare una di quelle app è stata senza dubbio la curiosità nel capire come funzionassero, nel dettaglio mi attirava scoprire la logica informatica e grafica che ci stava dietro.

Premessa: Alla fine non scrissi mai nulla. Ma ripensandoci potrei tirarla fuori per me una bella storiella e farne una recensione.

Tutto è iniziato scaricando Tinder a inizio gennaio. Avevo sentito parlare di quest’app da molti amici che l’hanno sempre descritta più come un gioco di “likes” e “dislikes”: un’instagram dove vengono proposte solo facce e il proprio giudizio, basato su mera apparenza (poche foto e piccole descrizioni) può decidere se si interagirà o no con quella persona. Inizialmente, quasi inconsciamente, non mi ero accorta che piazzare migliaia di like semplicemente guardando la prima foto era una mossa sbagliata. Scoprendo che ancora prima di cliccare il cuoricino potevo guardare attentamente le loro foto, spiarli su instagram e spulciare tra i loro interessi, ho iniziato a prestare molta più attenzione e a selezionare le persone con cura.
Ma vabbè, questo sembra quasi irrilevante ora, dal momento che l’unica persona con cui sono uscita tra quelle trovate su tinder è stato un ragazzo a cui ho messo un like basandomi solo sulla prima foto che compariva. Aveva addirittura la faccia coperta da un libro che mostrava la faccia della Queen Betty la cui foto veniva completata dall’immagine di un paio di tette perfette. Suvvia, come si fa a resistere alla Regina? dai….
Bè ora sto scendendo troppo nei dettagli ed è poco onesto.
Giungiamo subito alle conclusioni quindi: Tinder è fatto per il sesso occasionale, non cercate l’amore là. Questo lo dico soprattutto alle donne che sperano nei miracoli. Ovvio, ci sono sempre le eccezioni che smentiscono la regola. Ma è come per l’amica della cugina del vostro compagno di banco che ha trovato l’amore in discoteca…….. ‘na cazzata.
Come applicazione va benissimo se scaricata durante le sessione degli esami universitari o in periodo di depressione-sconvolgimento ormonale. Basta un like, due messaggi e la sera dopo vi ritrovate a casa di qualcuno a fare del buono e sano sesso. Insomma, è anche più sicuro e igenico che beccare qualcuno in discoteca e scoparselo in bagno.

[N.B. Dopo quella notte di sesso con un ragazzo meraviglioso, la mattina dopo mi svegliai e decisi di cancellare il mio profilo da Tinder. Solo per motivi personali. Insomma, faccio tanto la tipa forte; sotto stress da esami penso sempre e solo al sesso credendo di potermi buttarmi tra le braccia di chiunque senza provare niente. E ogni volta scopro di essere troppo sentimentale per il sesso occasionale, specie se il tipo in questione mi ha interessato da subito solo per il modo in cui parlava o per quello che mi raccontava. Ma se voi non siete come, che tendo a idealizzare ragazzi e uomini finendo per sperare di ricevere un suo mess in cui mi invita a fumare canne e a innamorarsi (sì sì, mea culpa che vado a letto solo con quelli che in qualche modo sono riusciti a prendermi la testa: sbagliattissimo) allora Tinder è l’app giusta per fare sesso. E il sesso è bello!]

Finita l’avventura di Tinder, decido che il post non sarebbe mai stato completo senza fare un paragone con un’altra app: Happn.
Come da descrizione dell’Apple Store, l’app promette di mostrarvi tutti gli individui che incrociate e che rientrano entro i 500 m del vostro raggio di localizzazione. Cazzo, sai che storia ritrovare il tipo dai capelli e la barba rossi di cui mi sono innamorata in metro prima che lui mettesse fine al nostro amore scendendo a Isola e non a Pt. Garibaldi?
Bè cari miei, ero troppo curiosa di ritrovare le persone che incrociavo in giro che non ne ho beccata manco mezza. (A differenza di molti durante i viaggi in metro mi diverto a osservare tutti invece che incollare il naso al telefono. Sì, sono un pò sociopatica e mi diverto a inventare film su chiunque). La mia permanenza su Happn è durata si e no una settimana, ritrovando molti di quelli che avevo beccato su Tinder tra cui anche il ragazzo con cui ho fatto sesso (aaaah, in tre giorni ci siamo incrociati otto volte in giro per Milano ma nella realtà di lui neanche l’ombra) e alcuni fidanzati di amiche o conoscenti superfedelisuperbellisupertop e sapete le risate che mi sono fatta trovandomeli su un ‘app di incontri? Quindi con Happn nessuna avventura, insomma con questa app anche oggi si tromba domani!

Ieri sera invece ho letto un articolo che parla di una nuova app di incontri che si autoproclama “La rivale di Tinder“, promettendo di far trovare il vero amore e non solo sesso occasionale. Ho riso come una matta leggendo la recensione e l’ho scaricata. E’ Once e, a detta dei suoi designer, dietro quest’app ci sono dei geniali matchmaker che esaminando con cura le vostre foto e i vostri interessi vi propongo un solo utente per giorno con cui c’è più probabilità di trovare affinità. Insomma “loro non abbinerebbero mai una fashion victim con un hipster!” (che poi gli hipster sono più fashion victim delle fashion blogger ma vabbè.)
Dopo la prima proposta di un possibile “principe azzurro”, che pareva ‘na presa per il culo, ho cancellato l’app perchè mi occupava troppa memoria sull’iphone.

Infondo sono una persona molto curiosa, che non si ferma ai pregiudizi e credo di avere una mentalità molto aperta. Ma di una cosa sono ancora più sicura: non cerco l’amore (l’amore non si cerca, si prova, arriva e ti colpisce) e di certo non lo troverò su internet.

 

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