Photoshop (meteoreopatia al contrario)

prima il cielo era tutto grigio, come piace a me. poi è diventato buio e la pioggia si è fatta incessante. è il momento che preferisco per rintanarmi, e stare bene. e sto bene. tanto qua dentro fa caldo, mica come là fuori; lo si capisce dai vetri della finestra un pò appannati. accade lo stesso alle bottiglie ghiacciate delle Bud, le teniamo strette nelle mani calde e il vetro è appannato. come si è appannata la vista per il fumo.
Intanto le goccioline scendono lente seguendo traiettorie imprevedibili sulla finestra, sono talmente perfette che sembrano aggiunte ad una foto in bianco e nero con un filtro speciale di photoshop. così che la foto ora vuole sembrare perfetta.
Questa finestra si affaccia su una vista che ora mi pare nuova, anche se l’ho già vista. ci offre uno sguardo sulla città. una città che ogni giorno sembra sempre così diversa, sempre con una storia nuova da raccontare, da vivere.
Fa talmente caldo che si sta bene in mutande. ma fuori sembra far freddo davvero. non lo so se sia davvero il caso di uscire. dovremmo coprirci per bene.

stiamocene qua dentro. qua dove non devo cercare i tuoi occhi tra la folla. qua dove gli sguardi non si perdono. dove i tuoi occhi sono addosso ai miei.

ti invito a stringermi la mano, e a sorridere. se vuoi.

 

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