Mi Sono Rotto il Cazzo – Lo Stato Sociale

Una danza vorticosa che non si sa dove porterà

Conduco io i passi ma la prossima mossa non la conosco ancora

Ad occhi chiusi, convinta che cosí nessuno possa vedermi

Vago alla cieca, continuo a farmi trasportare dal susseguirsi degli eventi

Ho paura di voltarmi e scoprire cosa sto lasciando indietro, ho paura ad aprire gli occhi per vedere cosa mi trovo davanti

Un burrone

Ci ho lasciato cader giú tutte le parole inutili e superflue, insieme a loro probabilmente ho lasciato svanire anche il buon senso

Consapevole che rischio di capitolarvi giú anche io

Un bicchiere di vino a pranzo fa bene alla salute

quando diventano tre o quattro, cinque o sei bicchieri fanno bene alla vita, ai sorrisi, alle parole facili

per sopportare un’insopportabile bellissima domenica di sole

anche se io odio il sole

e odio la domenica.

La domenica in famiglia,

che non è piú tanto una famiglia,

ma di sorrisi d’amore a volontà ce ne sono ancora a volontà.

Audrey Hepburn de’ poracci

“…Che la gabbia te la sei già costruita con le tue stesse mani. Ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire…”

Combatto con i miei sentimenti tutti i giorni per difendere la mia libertà, per essere libera di guardare in faccia solo i miei obiettivi e seguire la mia strada senza mai fermarmi

fino a che non arrivano due occhi che mi imbrogliano

a fin di bene.

Distolgo lo sguardo per paura di perdermi e poi li cerco,

cerco i suoi occhi tra la folla, lo cerco nei sorrisi degli altri

che non sorridono mai come lui.

Sono libera di scappare lontano, nascondermi, non farmi trovare e prendere le distanze

scappo libera,

dentro una gabbia,

più mi allontano piú mi sento prigioniera dei miei pensieri e dell’idea che alla fine,

per colpa di tutta questa libertà che bramo e cerco di proteggere,

mi sto legando, da sola, alla mia solitudine.

finchè non muore la speranza, maledetta stronza.

Guardati allo specchio,

e chiudi gli occhi.

Aprili,

sei ancora lí.

Stessa faccia stessa espressione, stessi occhi stesso sguardo.

In silenzio persa nel nulla, senza scomporsi sembri tranquilla.

Da fuori.

Dentro, un casino il caos non sta zitto.

Guardati di nuovo,

ci sei cascata,

ti sei messa nel casino da sola.

Di nuovo!

Moleskine di pelle nera

Agenda piena e ritmi frenetici, mal di testa curati con un moment e attacchi di fame saziati con il caffè.

Tutto sembra essere diventato una sfida personale. Quanto si puó sopportare e fino a che punto ci si puó spingere prima di perdere il controllo……Prima di crollare.

Sempre meno spazio ai pensieri, troppi impegni, riempirsi di impegni per non avere il tempo di chiedersi come va…. Di chiedersi se si è felici.

Stati d’animo lontani dalla felicità, appesi ad un filo, in bilico, senza equilibrio.

Ci si lascia andare ad ogni imprevisto per scappare da questo ordine talmente caotico che si è costruito con le proprie stesse mani.

Ci si ritrova a fissare il cielo stellato, la notte, quando i pensieri fanno troppo rumore per riuscire a dormire, e la sigaretta si spegne troppo in fretta.

Non manca niente, eppure manca tutto……..