Favole – Mecna

Il volto di Anna Magnani proiettato su grande schermo, la voce della prof. che risuona come un eco sempre piú distante

Lontana, sono altrove e improvvisamente mi ritrovo sola con i miei pensieri, con le mie fantasie.

Uno scherzo della mia mente, improvviso e innaspettato.

Senza volerlo sto pensando a te. 

Nella mia testa si proietta un’immagine di me e te insieme, cosí imprevedibile e spiazzante da confondermi.

“…non so com’è sbarazzarmi di te…”

Mi perdo in mille domande inutili, mi sento impotente difronte al pensiero di te.

“…piú è complicato e meno sembra difficile. quasi quanto fermare il tempo…”

Pacman che corre a zig zag scappando dai fantasmi bianchi, io escogito il modo migliore per mantere una certa distanza da te, ma sto aspettando la tua prossima mossa.

“…più provo a rifletterci e piú mi prendo male…”

Voglio osservarti,

tu cosí prevedibile e imprevedibile.

“…non so se andarci incontro o nascondermi per il gran finale…”

Non c’è un senso, non vale neanche piú la pena cercarlo.

Non c’è piú logica, non avró mai una spiegazione per capire cosa sta accadendo.

“…per me non ci vuole una svolta ma un imprevisto…”

Se il problema fossi io, vorrei capirlo.

Magari potrei solo convincermi a lasciarmi andare, abbandonare tutti i miei discorsi logici, smetterla di farmi le paturnie.

Buttarmi e scoprire cosa mi aspetta, non curante di tutte le conseguenze.

“…qua siamo noi e basta. noi e basta…”

Ma anche a volerlo ora come ora avrei bisogno di un tuo chiaramento sul tuo modo di comportarti. Non c’è bisogno di spiegazioni difficili.

Basterebbe un bacio.

“…. non raccontarmi le tue favole….”

Magari è solo perchè hai paura anche tu!

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