A volte….

A volte
E’ più facile far finta che non ti interessa,
Piuttosto che ammettere che ti sta uccidendo.

Sono di poche parole, sono contenta ma sono anche un turbinio di emozioni diverse.
Avrei bisogno di una scorta industriale di nastro isolante…
Isolare la testa dal cuore e scotch-iarmi la bocca così da non riuscire a dare voce ai miei pensieri.
Vorrei imparare a farmi scivolare le cose addosso e lasciarle andare invece di aggrapparmici possessivamente.
Infondo però non posso neanche farmene una colpa, è innato dentro di me il desiderio di arrivare fino in fondo alle cose.
Ho paura di perdere, ho la nausea di continuare a perdere… Ma ne vale sempre la pena.
E’ così, preferisco perdere alla fine della corsa. Rimanere senza fiato e collassare,
piuttosto che lasciar perdere a metà della gara.

E’ come con quel libro che devo presentare per il corso di letterature contemporanee.
Jonathan Littell è la mia nuova grande sfida, mi spiattella davanti tutti gli orrori che l’uomo ha potuto partorire durante gli anni del regime tedesco e della persecuzione ebraica.
Mille pagine che solo “Le Benevole” poteva contenere, mille pagine di riflessioni profonde e conati di vomito ogni tot parole.
Eppure non riesco a lasciar perdere, ormai sono appassionata a questo romanzo e non vedo l’ora di recensirlo davanti all’intera aula.

Sarà curiosità, sarà il desiderio di sapere cosa accadrà, che mi fa andare avanti…

Sempre.

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