50 Sfumature di Ricci

È piuttosto rassicurante sapere di avere ancora un lato infantile nascosto (ma neanche tanto nascosto in fondo).
Abbiamo tutti paura di crescere prima o poi, sopraffatti dall’ansia per le proprie aspettative. Ma infondo non c’è cosa migliore che riscoprire dentro se stessi quel briciolo di ingenuità che ci fa sorridere e meravigliare di fronte alle piccole cose.

Infondo certe cose dentro di me non cambieranno mai e lo so; nonostante le figuracce e i momenti di disagio sono contenta di non abbandonare mai quel lato frivolo e sensibile che mi caratterizza. Cosí ho la certezza di sapere ancora provare delle emozioni e di riuscire ad essere sempre spontanea al cento per cento.

Arrossisco quando vedo la sua “chioma indomabile di ricci” spuntare tra tante altre teste, e mi faccio minuscola quando è lui a sorridermi imbarazzato.
Il cuore martellava all’impazzata dentro il petto quando da lontano mi ha vista ed è venuto da me, per salutarmi e parlarmi.
Credevo che sarei potuta finire sotto la metro se non smettevo subito di “tremare”.
Puó sembrare imbarazzante all’inizio e farmi sentire un pó stupidina….
Ma dopo tutto è una sensazione elettrizzante, un misto di ingenuità e giochi di sguardo.
Sorrido e mi mordo il labbro quando si rigira a guardarmi negli occhi e a sorridermi.
Ho le guance in fiamme quando sento che mi fissa dalla fila di posti proprio dietro di me.
In un attimo la lezione di storia contemporanea passa piú velocemente del solito, la prima guerra mondiale è diventato un “romanzo” da ascoltare incantata e il mondo è piú leggero…
C’è la speranza di rivederlo e la paura di non riuscire a trovare le parole giuste per comporre una frase di senso compiuto prima di avere il coraggio e andare a parlarci io sta volta.

Non importa cosa succederà, alzo gli occhi al cielo e respiro a pieni polmoni la bellezza del sole che si fa spazio tra le nuvole, fino a sentirmi bene. Non c’è nulla di cui potrei lamentarmi in questo momento, vivo di sorrisi e risate con le mie amiche dell’università. Mi addormento con il ghigno sulle labbra dopo una birra con gli amici,
E sono io a svegliarmi prima del suono della sveglia la mattina.

Drake – If you’re reading this it’s too late

Sono un blocco di ghiaccio in questo momento.
Non riesco a sciogliermi ed è una sensazione straziante.
Un vortice di sentimenti e sensazioni strane mi scombussola letteralmente.
Ma allo stesso tempo io mi sento fredda e insensibile. Non riesco a lasciarmi andare e non so neanche esattamente per cosa dovrei farlo, per cosa vorrei liberare ció che sento e che mi porto dentro.
Sto vivendo con la strizza al culo, mi assale spesso una felicità estranea che a volte confondo con la tristezza. E non so neanche per cosa provo questa gioia.
Vivo in apnea e mi trascino a dietro tanti pezzettini che non combaciano neanche tra di loro.
È tutto un puzzle senza senso.
So cosa vorrei, ma non so cosa voglio.
Ecco il mio problema.
Dovrei solo lasciar fare al tempo, aspettare.
Ma io sono impaziente, non so perchè e non so per cosa.
Ho paura di me stessa e di questo insopportabile e dolcissimo prurito che mi provoca tutta quest’ansia.
Sono scossa da certi brividi lungo la schiena, non faccio altro che sorridere e saltellare senza motivo.
Vorrei scoprirlo, ma potrei rischiare di trovare risposta nella cosa sbagliata.
O forse lo sbaglio che temo è effettivamente la cosa giusta in cui buttarmi.
Ma se poi mi butto e nessuno mi accoglie a braccia aperte dall’altra parte?

Gratta, e Vinci un imprevisto.

Quante volte diamo fin troppa importanza al destino, finché tutto ció che accade non è piú affidato al fato ma è forzato da noi stessi, senza che ce ne accorgiamo(?).

Quante volte ci ripetiamo che “è destino” e ogni minima cosa ci sembra un punto a favore di questa tesi.

Ci riempiamo cosí di film mentali che accrescono la nostra curiosità e voglia di scoprire fino in fondo dove vuole portarci questo “fortuito caso del destino”.

È questo il momento in cui bisogna ricordarsi che la vita non è un film, e noi non siamo i protagonisti del nostro telefilm preferito.

Come quella volta che per “destino” hai incontrato quel ragazzo nel negozio in cui per “caso” ti hanno mandato a pubblicizzare uno stupido servizio e per “fortuna” appena l’hai visto ti sei detta: oddio lui è LUI. (Con tanto di occhi cuoricino fin dalla prima stretta di mano).
Ti sei tenuta stretta quella stupida convinzione che è stato il “destino” a farvi conoscere e per “caso” vi trovate bene.

Ora chiediamoci… È lo stesso “destino” che poi ti ha portato a stare male per lui? Se sembrava un incontro cosí fortuito, affidato al “caso”, da far invidia ad un telefilm, perchè poi lui per “(s)fortuna” non ha ricambiato i tuoi sentimenti?

Ne vale ancora la pena di credere al destino?
E ora come ora…. È destino che tra tante teste, nella stessa aula, siano spuntati di fianco a me proprio quei ricciolini che mi avevano fatto tanto impazzire quel giorno in metro?

Colpi di (scena) testa

Poi qualcosa l’ho fatto.
Ho fatto la minchiata oggi.
Ma non quello che nutrivo da giorni in testa, è stato qualcosa di inaspettato.
Qualcosa di totalmente impulsivo e irrazionale, non pianificato.
Qualcosa di totalmente diverso, solo per me.

Sono fatta cosí, amo le sorprese.
E se non c’è nessuno pronto a stupirmi, capace di strapparmi il sorriso di cui avrei bisogno, allora mi stupisco da sola.
E agisco sempre,
non ce la faccio a rimanere immobile con un prurito irrefrenabile alle mani.

Ora aspetto, con un ghigno sulle labbra, e
saltello per casa (come lo snoopy delle mie vignette preferite).

Che cazzo fai!

Il momento piú bello del mondo è quando ti fermi in tempo nel far qualcosa perchè capisci che è una minchiata.
E poi ridi di te.

Non ti capaciti del fatto che tu possa aver pensato veramente di voler fare la minchiata.
Perchè minchiata è,
dal momento che già sai che non avresti ottenuto il risultato sperato da quel gesto.
Non sarebbe stato ricambiato il sentimento provato e sperato, nè avrebbe suscitato la stessa felicità che hai provato tu al solo pensiero di farla.
Non è cosí perchè sei insensibile o altro, ma è solo per il fatto che che ti è già successo piú volte.
Ne hai la prova.

Peró non ti capaciti ancora di come sia possibile che qualcuno possa non apprezzare quello che hai fatto o che vuoi fare,
o che non riesca a riconoscere il tuo valore e di quanto possano essere indispensabili e uniche le tue piccole sorprese.
Il fatto è che hai passato giorni e notti insonni pensando e ripensando inutilmente a ogni minimo dettaglio di quella persona per capire cosa possa stupirla e di cosa possa desiderare veramente.

Nonostante tutto non combini niente, forse hai pensato troppo.
E troppo in grande.
O forse sei tu che non vali niente.
Infondo, che valore abbiamo?
Che cosa possiamo sperare di ottenere?

Non ci sei piú – Mecna – Laska 🌹

Vorrei tornare indietro nel tempo, ritrovarmi a vivere nei momenti in cui pensavo “non lo so ma sai la sensazione non voler stare in un posto diverso da dove stai!”.
Quando pensavo di stare bene, molto bene, perchè credevo che tutto fosse possibile; nutrivo dentro di me quella speranza che poi mi sono anche portata dietro per tanto tempo. Ma che da poco ormai sto cercando di abbandonare.
Piano piano sta lasciando posto a quelle piccole cose che sono davvero concrete, belle o brutte che siano.
Ora c’è solo la realtà di fronte a me, nuda e cruda d’affrontare. Piena di vittorie, conquiste ma anche di delusioni che il cuore ormai si trascina dietro a fatica.

C’è sempre un pensiero che è ancora rivolto là, che ogni tanto si dimena per tornare a tormentarmi all’improvviso.
Riaffiora con un ricordo lontano, una canzone o un profumo. È lí, e io sono la prima a non averlo ancora lasciato andare, definitivamente.
Sto trattenendo il fiato da troppo tempo peró, ormai vivo in apnea e prima o poi mi dovró convincere del fatto che
devo tornare a respirare.
Sicuramente se ne andrà, un giorno,
e magari passerà.
Prima o poi.

MeteoGiuliacci

Alla fine la preoccupazione di tutti è sempre “che tempo che c’è”.
È l’argomento di riserva, si tira fuori sempre nei momenti in cui non si vuole indagare su una questione specifica.

Stasera, come ogni sera, c’era il problema del dover uscire a fumare “con sto freddo” e di dove sedersi per evitare il “cazzo, ormai c’ho il culo congelato che non lo sento piú”.
L’alcol e il fumo stasera ci avevano permesso di dare libero sfogo alle nostre preoccupazioni, ai nostri discorsi politici e di analizzare la situazione di ognuno di noi.
Ma come ogni volta la cosa era degenerata, non era piú centrata su cose concrete ma andava a toccare le paure di tutti fino a scovare quelle piú inverosimili, che potrebbero far invidia a qualche programma di Adam Kadmon.
(E lo sanno tutti che con un solo tirello si è già piú suscettibili e si crede piú facilmente alle cazzate).
Ecco, alla fine per noi discutere del tempo è stato essenziale. Ci fumiamo l’ultima Merit in compagnia e iniziamo a pensare alla neve e al sole, e che “a marzo finalmente sarà diverso, non ghiacceremo piú fuori a fumare perchè sicuramente non dovró neanche mettere piú il Woolrich”, cosí che possiamo dividerci, darci la buona notte senza che le nostre paure ci perseguitino.

Se la nuvola di fantozzi poi sta lí, noi stiamo meglio!

Boarding Card

Tutto il mio star bene scritto e vissuto in questo periodo è un controsenso, se no come potrei desiderare di essere in qualche posto lontano, via da qui (?).

Mi immagino su un’isola deserta, una di quelle da film dove la piccola spiaggetta di sabbia bianca è, da un lato, circondata solamente da una folta foresta tropicala e, dall’altro, è bagnata dall’acqua piú limpida e cristallina del pianeta. Non ci sono persone, non ci sono telefoni o connessioni wifi. Non ci sono vestiti o scarpe, o borse o cappelli… C’è solo un albero di cocco che ti fa ombra e il sole che penetra nella pelle. All’occasione ci puó anche essere al mio fianco un uomo, ma potrei esserci anche solo io, da sola con me stessa. Perchè mi basterei.

Con la neve che sta coprendo completamente i rumori e illuminando la notte provo il grande desiderio di essere, allo stesso tempo, rinchiusa in una casetta di legno con il camino accesso e le tegole che scricchiolano, in qualche luogo sperduto dell’Alaska. La luce del fuoco che a malapena illumina la stanza, la finestra che dipinge una notte innevata e il silenzio piú assoluto rotto dal dolce suono del respiro.
La condizione perfetta, ancora una volta, per essere lontana dal mondo e totalmente in solitudine. Anche se in questo caso preferirei essere in compagnia perchè sono freddolosa e le coccole sono il miglior modo per riattivare la mia circolazione sanguigna.

Tutto questo nella mia testa, che ha acquistato più biglietti aerei di quanti non ne abbia presi io realmente (e che il mio portafoglio non puó permetersi). Peró è cosí che nasce tutto, dalla spontaneità di voler vivere una situazione a tutti i costi!

Adesso sono qui – Ghemon

Potrei iniziare a lamentarmi di tutto quello che succede e che non succede nel modo in cui vorrei io.
Potrei iniziare a dare retta ai sogni che faccio in queste notti e finire per focalizzare i miei pensieri su tutto ciò che cerco di cacciare dalla mia mente.
Potrei, ma non lo faccio.
Non mi lamento perchè non voglio trovare un vero motivo inutilmente, un motivo che poi sarebbe solo frutto della mia mente e per cui finirei di inventarmi problemi che non ci sono.
Non do importanza a quei sogni che cercano solo di stimolare la mia curiosità  per il caso e la fatalità; non è il mio inconscio che mi sta suggerendo qualcosa,  è solo la mia mente che mi sta mettendo alla prova perchè se gli dessi retta spererei che accada qualcosa che tanto non accade.
Ciò non vuol dire che sto cercando di essere insensibile o che mi rifiuto di ascoltare i miei sentimenti. Sto solo cercando di dare retta a quello che realmente c’è e che mi fa stare bene in questo momento.

Mi sono costruita uno scudo per proteggermi da tutto ciò che cerca di colpirmi; ignoro tutto ciò  che potrebbe farmi soffrire.
Sto dando le spalle a tutto ciò che potrebbe alterare il mio umore perchè sto sorridendo a tutte quelle persone che mi circondano e che mi vogliono bene; sono pronta ad abbracciare quelle piccole cose che mi rendono felice.

Non serve a niente crogiolarsi sui perchè senza risposta.